Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Skopje - Gli eventi di Kumanovo continuano ad essere avvolti dall'incertezza. In primo luogo, non sono state ancora accertate le vittime, quindi il numero e la loro identità, come anche la dinamica dei fatti. Mentre Stati Uniti e UE hanno…
Skopje - Gli eventi di Kumanovo continuano ad essere avvolti dall'incertezza. In primo luogo, non sono state ancora accertate le vittime, quindi il numero e la loro identità, come anche la dinamica dei fatti. Mentre Stati Uniti e UE hanno fatto appello alla calma, le autorità ufficiali di Skopje hanno reagito affermando che l'intervento ha avuto come obiettivo la neutralizzazione di gruppo terrorista che aveva pianificato degli attacchi verso le istituzioni dello Stato, "uno dei gruppi criminali più rischiosi nei Balcani" secondo le parole della polizia macedone. La resistenza del gruppo è durata oltre 16 ore, con combattimenti da scenario di guerra, asserragliati nel "Quartiere dei Coraggiosi" di Kumanovo. <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/31578db2f91fdc8747c10eb9942cae37.jpg"></a> Il Primo ministro Nikola Gruevski, nel corso di una conferenza stampa, ha descritto l'operazione delle forze speciali e militari macedoni come un piano predisposto per arrivare all'annientamento del gruppo armato, realizzando una delle azioni più difficili per la polizia della Macedonia. "Ieri e oggi, dopo uno scontro di 24 ore, la polizia macedone è riuscita ad annientare il gruppo armato. L'azione è stata tra le più difficili fatte finora. L'operazione è stata coordinata e guidata da professionisti degli Interni, mentre hanno partecipato tutte le comunità etniche, che hanno svolto un'azione eroica con la quale sono riusciti ad annientare il gruppo armato. Purtroppo otto poliziotti hanno perso la vita. Hanno perso la vita 8 persone che hanno ostacolato forse la morte di 8 mila persone", ha detto Gruevski nel suo primo annuncio per la stampa, precisando che vi è stato un coordinamento tra le istituzioni dello Stato, tra la polizia e l'esercito. Ha inoltre ricordato che vi sono anche 37 poliziotti feriti, ai quali ha fatto visita la scorsa notte presso le cliniche di Skopje, ringraziando tutti i poliziotti che hanno preso parte a questa operazione. "Ieri vi erano dei media che cercavano di incentivare l'odio degli albanesi, ma il gruppo armato non ha trovato il sostegno della popolazione. Questo non è uno scontro tra albanesi e macedoni, ma contro chi intende giocare con la Costituzione e lo Stato, contro chi ha attaccato", ha detto Gruevski, aggiungendo che le abitazione distrutte durante gli scontri, saranno ripagate. Il Primo Ministro ha detto inoltre che "30 membri del gruppo armato si sono arresi mostrando bandiera bianca" e alcuni di loro "erano presenti anche all'operazione di Goshince", nel corso della quale, come ben noto, è stato preso in ostaggio una stazione di polizia da parte di ex membri dell'UCK. Secondo Gruevski, l'obiettivo del gruppo terrorista è la destabilizzazione della Fyr Macedonia. "Saranno giudicati dinanzi ad un tribunale e processati sulla base delle leggi della Macedonia". Intanto, nel corso della serata di domenica 10 maggio, si è tenuta la riunione del Consiglio della Sicurezza Nazionale. Al termine della serata, durata due ore, il Presidente della Repubblica, Gjorge Ivanov, ha affermato che le autorità macedoni avevano informato dei movimenti di questo gruppo i servizi di intelligence dei Paesi della Regione e dell'Europa, ma che lo scambio di informazioni non ha dato alcun risultato. Ivanov ha detto che la Fyrm Macedonia non permetterà l`escalation delle tensioni e la rovina dei rapporti inter-etnici, che costerebbe molto al Paese, motivo per cui va presa ogni responsabilità. Il Presidente ha chiesto ai leader politici di far ritorno al dialogo politico, chiedendo una soluzione alla crisi politica. "In Macedonia è accaduto quel che ho annunciato mesi fa nel mio discorso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti - ha detto Ivanov al termine della riunione, aggiungendo - dell'esistenza di questo gruppo abbiamo informato per iscritto 17 uffici stranieri verso l'inizio del 2015, compresa l'Unione Europea e la NATO. L'obiettivo era quello di prevenire attacchi coordinati da terroristi in varie città, che mirano a causare una seria destabilizzazione. La polizia ha intrapreso delle azioni per prevenire le vittime civili. Ho avuto in passato delle consultazioni con il Consiglio di Sicurezza circa gli obiettivi di questo gruppo, constando che non aveva il sostegno di nessun paese straniero, né all'interno della regione. Il gruppo è composto da individui bel addestrati e con un passato criminale alle spalle. Non abbiamo sottovalutato in nessun modo la capacità di questo gruppo di eseguire un attacco terroristico", ha detto il Presidente. Al termine della riunione è stato deciso lo stato di situazione straordinaria per Kumanovo, stabilendo che scuole e uffici saranno chiusi a tempo indeterminato. Nel corso della odierna riunione, per la prima volta erano presenti anche i leader dei maggiori partiti politici. I partiti albanesi BDI e PDSH sono stati rappresentanti dai deputati Talat Xhaferi e Imer Aliu, mentre a rappresentare l'LSDM era Zoran Zaev, la cui partecipazione - stando alle sue parole - è dettata dalla necessità di tutelare la situazione della sicurezza nel Paese. <br /> In precedenza, il portavoce della Polizia, Ivo Kotevski, ha detto che il gruppo era condotto da cinque persone, tre delle quali si sono arrese, tra cui manca Mirsad Ndrecaj – NATO, mentre tutti i membri coinvolti nel conflitto erano parte della Brigata 113 dell'Esercito di Liberazione Nazionale. "Si sono arrese circa 30 persone, mentre sul luogo sono state trovate molti armi. Il gruppo che ha attaccato la polizia aveva con sé degli sniper, bombe e bombe a mano. A metà maggio avevano pianificato di eseguire diverse azioni. Appena individuato il primo membro, è stato sferrato l'attacco della sua abitazione. Il gruppo si trovava il quella zona a partire dai primi di maggio. Se ci sono altri collaboratori, si vedrà. L'operazione sul terreno è terminata", ha detto Kotevski. Intanto, verso le ore 20 di domenica, è iniziato il ritorno dei cittadini alle proprie case, dopo che la polizia ha dato la propria autorizzazione a rientrare nelle proprie abitazioni. Nella città potranno entrare anche membri del team di giornalisti, così come i funzionari OSCE, che continuano ad eseguire la perizia e la verifica dello Stato sul terreno. Viene inoltre reso noto che le autorità del Kosovo hanno inviato le forze speciali lungo la frontiera con la Macedonia, all'altezza del valico di frontiera "Hani Elezit", ed altri punti di passaggio che collegano il Kosovo con Serbia e Macedonia, presso il comune di Gjilan. La decisione è stata presa dopo la comunicazione che hanno partecipato ai combattimenti anche cittadini kosovari.
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