Parliamone.
Discutiamone.
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Kumanovo - E` terminato dopo oltre 17 ore lo scontro armato a Kumanovo tra un gruppo armato e la polizia macedone. Dalle ore 5:00 di mattina, il "Quartiere dei coraggiosi - Lagjen e Trimave", abitato totalmente dalla maggioranza albanese, a…
Kumanovo - E` terminato dopo oltre 17 ore lo scontro armato a Kumanovo tra un gruppo armato e la polizia macedone. Dalle ore 5:00 di mattina, il "Quartiere dei coraggiosi - Lagjen e Trimave", abitato totalmente dalla maggioranza albanese, a 700 metri dal centro di Kumanovo è diventata un'arena di scontri armati, e forti esplosioni, con decine di unità speciali sul terreno ed elicotteri che sorvolavano la zona. Decine di case hanno preso fuoco. Una parte dei residenti ha potuto lasciare le loro abitazioni, ma non vi è alcuna informazione circa coloro che sono rimasti bloccati nell'area degli scontri. Dalle prime ore della mattina, la polizia e l`esercito macedone hanno accerchiato una parte di Kumanovo, nell'ambito di un'operazione volta a fermare un gruppo armato che, secondo le autorità macedoni, stava programmando di attaccare le istituzioni. <em><strong>Rivendicazione UCK</strong></em>. Il portavoce del Ministero degli Interni, Ivo Kotevski, ha detto che la polizia è venuta a conoscenza dei movimenti di un gruppo armato in quella zona di Kumanovo, giunti da un paese vicino. Solo alcune ore dopo, l`UCK della Macedonia (Esercito per la Liberazione Nazionale- Maqedoni Ushtria Çlirimtare Kombëtare) ha rivendicato la responsabilità dello scontro con la polizia. La notizia è stata pubblicata dapprima dai media macedoni, precisando che nel comunicato dell'UCK viene affermato che "i militari hanno colpito nella mattinata le forze militari e di polizia macedoni, che da alcuni giorni stavano facendo terrore sulla popolazione civile". La cosiddetta UCK (da non confondere con l'organizzazione del Kosovo), ha avvertito che vi saranno anche altre reazioni più rigide verso le forze di polizia e militari macedoni, in quanto "stanno trasmettendo sui cittadini innocenti del quartiere albanese a Kumanovo insicurezza e paura". <em><strong>Comunicato Ministero</strong></em>. Secondo i media, un gruppo di 30 persone in uniformi militari e con l`emblema dell'UCK, si sono arresi alla polizia. Verso le ore 18:00 si è arreso il primo gruppo di 20 persone, sventolando bandiera bianca, e in seguito altri 4, secondo dati non confermati. L'unico dato ufficiale giunge da un comunicato stampa del Ministro degli Interni, Gordana Jankullovska, precisando che 5 membri della polizia sono rimasti uccisi negli scontri, mentre altri 30 sono feriti. "Cinque poliziotti sono rimasti uccisi negli scontri armati con i terroristi e 30 sono rimasti feriti, a Kumanovo. Vi sono vittime tra i terroristi, ma per il momento non si conosce ancora il loro numero esatto", ha detto Gordana Jankuloska, Ministro degli Interni. Zarko Kuzmanovski (1981), Nenad Serafimovski (1987), Saso Samoilovski (1982) sono i nomi dei poliziotti che sono stati uccisi, mentre i nomi degli altri due ufficiali che sono stati uccisi sarà rivelato dopo che le loro famiglie saranno informate. Secondo alcune fonti, vi sono cinque morti, di etnia albanese, quattro negli scontri con la polizia e uno invece si dice si sia suicidato. Intanto, mentre proseguiva l'azione, verso le ore 17 la polizia ha lanciato l'evacuazione dei civili, che per intere ore sono rimasti intrappolati spaventati e nel panico, dopo che la sparatoria si è intensificata nelle ore del pomeriggio. Secondo lo stesso comunicato, sono stati condotti in arresto 26 persone. <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/1d8abd2a18c3ff6639e17e8fa3e26359.JPG"></a> <strong>Arresti a Kumanovo</strong><br /> <br /> <em>Immagini degli arresti di alcuni membri del gruppo armato a Kumanovo. Come si può notare, non hanno uniformi o emblemi dell'UCK, come dichiarato dai media macedoni</em> <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/98b6f690d69ce17d485067af990e2ad7.jpg"></a> <em><strong>Riunione Consiglio di Sicurezza</strong></em>. Intanto, il Presidente della Repubblica della Fyrom-Macedonia, Gjorge Ivanov, è ritornato a Skopje, interrompendo la sua visita a Mosca in occasione della cerimonia del 70° anniversario della vittoria dal fascismo, riunendo il Consiglio della Sicurezza, a seguito degli eventi a Kumanovo. Commentando l'attuale situazione nel Paese, Ivanov ha informato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, il Presidente della Russia Vladimir Putin, il Presidente della Repubblica Ceca Milosh Zeman, e gli altri interlocutori, con cui ha realizzato un incontro a Mosca. <em><strong>Prime testimonianze</strong></em>. Intanto uno dei membri del gruppo armato, ha descritto al quotidiano Fjala quel che è avvenuto nella mattina di sabato nei pressi del quartiere "Trimave". "Tra i ragazzi che stavano lì, c'ero anch'io. E' stato qualcosa di non pianificato. Eravamo solo in 10, mentre attorno alla nostra abitazione ce n'erano altre 64. Eravamo in trappola. Ma, per fortuna che alcuni di noi erano svegli", ha detto il membro dell'UCK, che afferma di ricoprire un'alta posizione all'interno delle strutture direttive. Ha inoltre affermato che nello scontro sono rimasti feriti solo 2 membri dell'UCK mentre dalla parte macedone vi sono stati almeno cinque morti. L'uomo ha spiegato che i membri del Esercito di Liberazione Nazionale si sono raggruppati nella regione due giorni prima, ma qualcuno ha informato la polizia macedone visto che era stata pianificata un'azione dei membri dell'UCK, che doveva avvenire contro le forze della polizia e l`esercito macedone, nel corso della prossima settimana. "Abbiamo iniziato ad avvicinarci negli ultimi due giorni. Ma, qualcuno ha informato la polizia perché noi avevamo pianificato di disporre un'azione verso il 12 maggio", ha detto, aggiungendo che i suoi compagni si sono ritirati dal quartiere attaccato già a mezzogiorno. "Ci siamo ritirati dal luogo in cui eravamo alle 11, quando i macedoni hanno iniziato ad attaccare i civili", precisando che dopo la separazione i due gruppi sono riusciti ad uscire dall'accerchiamento della polizia. Un gruppo è arrivato allo stato maggiore (UCK), mentre l'altro gruppo ancora non era arrivato. Parte di questa formazione era Fadil Fejzullahi, una delle prime vittime accertate tra gli aggressori di Kumanovo, stando a quanto riportato da Al-Jazeera Balkans, precisando che fino alle 11 Fejzullahu era vivo. Un altro membro dell'UCK-Macedonia, in una dichiarazione per News24, ha detto che nessuno di loro si è arreso, per cui la situazione, diversamente da quanto viene esposto dai media, non è del tutto stabilizzata, e continua ad essere accesa. "Gli scontri con la polizia macedone seguiranno anche durante la notte, diventando ancora più accese. Non ci siamo arresi e neanche ci arrenderemo", afferma, aggiungendo che così facendo stanno proteggendo la popolazione civile. <em><strong>Hackerato portale del Ministero degli Esteri</strong></em>. Il sito web del Ministero degli Esteri macedone è stato attaccato da alcuni albanesi, e messaggi patriottici nella pagina. La responsabilità per l'attacco informatico è stata rivendicata dalla KWG - Kosovo Warrior Group (Gruppo di combattenti del Kosovo). Questo attacco è arrivato dopo la situazione di tensione per il grave incidente che si è verificato a Kumanovo. <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/cd643d9925e6b0190f0121aeb8fe507f.jpg"></a>
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