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Iraq - Un albanese si è suicidato con un attacco kamikaze in Iraq. L'accaduto è avvenuto due giorni fa, quando il giovane Bujar Avdija, proveniente dal Kosovo, in un attacco kamikaze organizzato nel vilayet di Salahidini a nord…
Iraq - Un albanese si è suicidato con un attacco kamikaze in Iraq. L'accaduto è avvenuto due giorni fa, quando il giovane Bujar Avdija, proveniente dal Kosovo, in un attacco kamikaze organizzato nel vilayet di Salahidini a nord dell'Iraq si è ucciso, colpendo a morte 36 militari curdi del PK. A luglio dello scorso anno, Avdija aveva minacciato Pal Lekaj di tagliargli la testa, dopo che quest'ultimo gli aveva fatto gli auguri di Fiter Bajram su Facebook. Avdija faceva parte dell'ISIS, visto che in una delle foto realizzate nelle zone di guerra è in compagnia di Fitim Lladrovci, che si trova in carcere in Kosovo. Rapida è stata la reazione dell'esercito iracheno, visto che 24 ore prima, dopo un attacco aereo, sono rimasti uccisi almeno 45 militanti dell'ISIS. Questo è il secondo attacco kamikaze ad opera di un albanese in Iraq. Il primo è avvenuto il 25 marzo dello scorso anno, ad opera del kosovaro, Blerim Heta da Ferizaj (serbo: Urosevac) ed in questo caso sono rimasti uccisi 52 militari iracheni. Prima di andare a combattere in Iraq, Heta lavorava cosi come, Lavdrim Muhaxheri ,nel Campo Bondsteel. La notizia dell'attacco suicida di Heta è stata confermata dalla pagina ufficiale web dell'ISIS, che ha riferito che l'uomo era conosciuto come "Abu Habbab al-Kosowi". La famiglia di Heta credeva che Blerim stesse combattendo da qualche parte in Siria. Secondo loro, prima di recarsi in guerra, il figlio seguiva le prediche dell'imam Shefqet Krasniqi in Kosovo, e Bekir Halimi eid-Omar in Fyrom-Macedonia e di esser stato manipolato ed ingannato. Un altro attacco, seppur non kamikaze è stato quello di Arid Uka, che nel 2011 ha ucciso cinque militari americani di servizio a Francoforte. Nel mese di aprile dello scorso anno, le autorità competenti kosovare hanno spiegato alcuni dettagli relativi agli albanesi dal Kosovo e specialmente da Kaçanik che stanno combattendo in Siria ed in Iraq. Le autorità, all'epoca, si erano allarmate dopo il sospetto che, alcuni mujahedin del Kosovo, stessero combattendo in Siria ed Iraq per preparare attacchi kamikaze con l'esplosivo. Mentre nel mese di giugno dello stesso anno, il quotidiano kosovaro "Gazeta Express" ha scoperto che, alcuni gruppi vicini ad Al-Qaida da oltre sei mesi stavano preparando dei kamikaze, di origine kosovara per eseguire degli attacchi terroristici nel Paese e in Albania. La formazione di un kamikaze avviene sottoponendo lo stesso a prediche ad orari straordinari, dove vengono inclusi i temi della jihad e del jehnet (paradiso) e vengono utilizzate delle droghe artigianali.
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