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Tirana - La Procura di Tirana ha avviato le indagini in merito alle transazioni bancarie dell'imprenditore, Kastriot Ismailaj, attraverso la sua società "Adriatic Development Corporation LTD", perché sospettato di riciclaggio di…
Tirana - La Procura di Tirana ha avviato le indagini in merito alle transazioni bancarie dell'imprenditore, Kastriot Ismailaj, attraverso la sua società "Adriatic Development Corporation LTD", perché sospettato di riciclaggio di denaro e frode. La società in questione era stata ingaggiata dalla CEZ Distribuzione per riscuotere i debiti legati al consumo della corrente elettrica nel periodo in cui la distribuzione dell'elettricità veniva gestita dai cechi. Secondo l'accusa, la compagnia è stata utilizzata come copertura da molti politici e uomini d'affari per riciclare e trasferire all'estero milioni di euro, principalmente nei Paesi europei e negli Stati Uniti, considerati come "paradisi fiscali". Le indagini del Dipartimento sul Riciclaggio del Denaro (DRD), verso la "Adriatic Development Corporation LTD" con amministratore Kastriot Ismailaj, hanno dimostrato come, presso la società, sia avvenuto un notevole giro di denaro, nonostante la sua attività in Albania fosse pari a zero. Dopo il sequestro del conto bancario di 3.2 milioni e 450 mila euro, sono stati bloccati anche 5 milioni di euro, portando a 8.2 milioni di euro l'importo sequestrato. La decisione è stata presa sotto forma irrevocabile dalla Corte d'Appello, la quale ha esaminato, in modo cronologico, le transazioni effettuate dagli Stati Uniti e dalla Svizzera verso la compagnia gestita da Ismailaj in Albania. In poco tempo, secondo l'accusa, Ismailaj ha investito grandi quantità di denaro in beni immobili provenienti, forse, da risorse illegali. Dal documento si apprende che la "Adriatic Development Corporation Ltd" e "Debt International Advisory" sono state create nel 2006 e avevano come amministratore ed unico proprietario Kastriot Ismailaj. La "Adriatic Development Corporation Ltd", durante il periodo 2006-2010, ha beneficiato di trasferimenti sul proprio conto pari a 10 milioni di dollari e 800 mila euro. Questa cifra è aumentata fino a dicembre 2012, quando sono state rese note le decisioni del Tribunale per il blocco di alcuni conti bancari. In base alle indagini, gran parte del denaro è stato inviato da tre società con sede negli Stati Uniti e in Svizzera: ovvero dalla Hasans Client 2AÇ situata a New York e dalle compagnie svizzere Unitet Recouces AG e Dominicus AG. Come conseguenza di queste transazioni, circa 5 milioni di dollari sono stati inviati, di nuovo a nome di persone e varie società, in Paesi conosciuti come paradisi fiscali. Mentre l'importo restante è rimasto sui conti bancari della società di Ismailaj, che lavorava per conto della CEZ, alla raccolta dei debiti dei debiti delle aziende verso la KESH. Dalle informazioni preliminari risulta che, l'oggetto dei trasferimenti è vario e si passa da pagamenti per studi di fattibilità nei progetti legati alle miniere a servizi legali, spese d'ufficio, consulenza ecc. Nonostante sia riuscita a provare le transazioni sospette, la Procura albanese non può dimostrarle i fatti non avendo alcun dato sui primi milioni di euro. La decisione del DRD, in base ai dati ottenuti, stabilisce che le società che hanno trasferito il denaro in direzione di Ismailaj sono sospette di attività criminali. Per questo la Procura estenderà le indagini anche all'estero, chiedendo informazioni mediante delle rogatorie agli Stati Uniti e alla Svizzera. L'accusa ancora non è risalita a nomi concreti ma è possibile che siano coinvolti in questo giro, politici e imprenditori, cosi come si sospetta che Ismailaj abbia intascato una certa percentuale su ogni transazione effettuata, giustificandola con la realizzazione di alcuni lavori. Ricordiamo che le indagini in merito alla compagnia gestita da Ismailaj sono state avviate anni fa, dopodiché sono state sospese, mentre il Dipartimento contro il Crimine Economico presso la Polizia di Stato ha inoltrato le informazioni alla Procura per i Crimini Gravi, la quale ha avviato un procedimento penale in data 16 dicembre 2014 per il reato di riciclaggio di denaro. Pertanto Kastriot Ismailaj, è stato individuato come soggetto dell'indagine sul redditto in conformità alla legge "Antimafia". In virtù di questo procedimento, il Tribunale di Tirana ha posto il sequestro del conto corrente della società "Adriatic Develoment Corporation LTD", in una banca commerciale, come anche il sequestro dei conti. Il redditto sequestrato alcuni giorni fa è stato creato dopo il mese di gennaio 2010, nel periodo in cui è entrata in vigore la legge "antimafia" - ha affermato l'accusa, aggiungendo che Ismailaj non ha giustificato la provenienza legale del denaro depositato sui conti correnti. La Procura per i Crimini Gravi ha eseguito dei controlli sui mezzi finanziari, il redditto, le attività economiche, commerciali e professionali, il livello economico nonché la fonte del reddito di Kastriot Ismailaj. <strong>Una volta, Kastriot Ismailaj era 'l'uomo' di Ilir Meta</strong><br /> Nel mese di gennaio 2011, quando il leader dell'LSI, Ilir Meta, era in coalizione con la destra albanese, il quotidiano "Tema" ha definito Kastriot Ismailaj, come l'uomo o il faccendiere di Ilir Meta. Il quotidiano albanese ha poi riferito lo svolgimento di indagini internazionali per riciclaggio di denaro, per aver acquistato una dalle più grandi miniere di zinco a Kipushi in Congo, spacciandosi come società svizzera, mentre la compagnia era registrata a Tirana. "Kastriot Ismailaj, conosciuto come presta nome di Ilir Meta con la società CEZ, è sotto inchiesta internazionale per riciclaggio di denaro, visto che ha acquistato una miniera di zinco in Congo come società svizzera. Il quotidiano Tema è venuto a conoscenza dei dettagli relativi allo scandalo dalla stampa occidentale", è quanto riportato nell'analisi del 2011, del portale Tema, il quale ha sottolineato che Meta ha scelto come collaboratore stretto, una persona sotto inchiesta internazionale per riciclaggio di denaro. Ismailaj, viene citato come "l'uomo a cui Ilir Meta ha chiesto di diventare il suo sub-contractor per la raccolta dei vecchi debiti della KESH, circa 200 milioni di euro". Il quotidiano ha reso noto un viaggio segreto e privato di Ilir Meta a Praga, nei giorni in cui Scutari stava soffrendo le alluvioni, pubblicando informazioni sui suoi incontri privati con i dirigenti della CEZ e i funzionari cechi. Nel corso della suddetta visita che, secondo il Protocollo di Stato era privata, il sig. Meta allora Vice Premier nonché Ministro dell'Economia, è stato invitato dal 29 novembre al 1° dicembre 2010 dai dirigenti della società CEZ ed ha soggiornato presso l'albergo "Mandarin". Lo stesso si è tenuto a debita distanza dagli occhi dei media compresi i funzionari dell'ambasciata a Praga. L'unico ad averlo accompagnato dinanzi al Ministro dell'Economica ceca e il Vice Ministro degli Affari Esteri è stato l'ambasciatore albanese Qazim Tepshi. Quest'ultimo, come riporta il quotidiano, nel tentativo di garantite la massima discrezione, ha guidato da solo la macchina dell'ambasciata con la bandiera albanese, danneggiandola. L'incidente è avvenuto a causa degli sforzi dell'ambasciatore nel seguire la macchina di Ilir Meta. Successivamente il Ministro è stato accompagnato dal vice direttore generale della CEZ presso la sede della CEZ, a Praga ed ha visitato una delle centrali nucleari nella Repubblica Ceca, pranzando da solo con il vice direttore della CEZ. "Invece Dritan Prifti ha confermato l'accaduto, spiegando che lo scopo della visita era la firma di un contratto per la raccolta del debito non-riscosso della KESH da una persona molto vicina a lui. Dritan Prifti ha riferito che questa persona si chiama Kastriot Ismaili. Secondo Prifti, con il servizio di sub-contrator, dunque, l'uomo di Ilir Meta, ha beneficiato del 50% dell'importo" - è quanto riportato dal giornale, citando le allora denunce di Prifti, seguite dal famoso video sulla corruzione Meta-Prifti. L'ex Ministro dell'Economia, Dritan Prifti, ha affermato di essere a conoscenza di un lungo giro di affari dal 2001 al 2010. "Quando ero direttore della KESH, e sono andato 10 giorni in America, Meta ha acquistato 10 milioni di dollari di energia in mia assenza. Nel 2001 mi ha chiamato nel suo ufficio e mi ha detto "dobbiamo corrompere alcuni membri del KPD (Comitato Generale Direttivo del PS) e mi occorrono 500 mila marchi, trovali dove vuoi perché mi servono", ha dichiarato Prifti. In merito all'affare in Congo, si è espresso anche il noto quotidiano svizzero "Neue Zurcher Zeitung" definendo Kastriot Ismailaj parte di un gruppo che svolgeva il riciclaggio di denaro. Secondo il quotidiano, le miniere in Congo, vengono prese da società fantasma, che le rivendono ai giganti nel settore. Lo stesso è successo anche con Kastriot Ismailaj. La miniera situata a Kipushi produceva 140 mila tonnellate di zinco l'anno e la Banca Mondiale l'ha definita come una dalle più grandi risorse di zinco e germanio nel mondo. Tra gli offerenti vi è stata anche una società fantasma svizzera. La stessa semplicemente ha sede in Svizzera, presso l'abitazione di Edwin Rüegg, console d'onore dell'Albania, ha un capitale di fondo di 100 mila franchi svizzeri, il 98% dei quali sono in possesso di Kastriot Ismailaj, e vanta 6.000 dipendenti. Secondo il quotidiano svizzero, Kastriot Ismailaj, ha registrato una società a Tirana nel 2005 mettendo come indirizzo quello di casa sua. Il documento dell'offerta, è stato elaborato da un avvocato americano di nome Rebecca Gaskin-Gain, ha quale ha dichiarato che il consorzio che acquisterà la miniera ha un giro annuale di 3 miliardi di dollari. Ha fatto parte del consorzio anche una società serba di nome "East-Point-Group" che, a quanto pare, aveva poca esperienza nel settore minerario. Alla fine, nonostante le "potenzialità" esposte, il consorzio non è riuscito ad acquistare la miniera che è stata comprata dalla Xstrata. In questo modo è stato chiuso il capitolo su Ismailaj ed il quotidiano svizzero ne ha aperto un altro sulla società sospetta Xstrata.
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