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Belgrado - Anche se la Serbia ha svolto tutti i compiti dell'accordo con Prisitina, il prosieguo del cammino verso l'UE è ancora troppo incerto. Comunque, la Serbia oltre alla piena applicazione del contratto di Bruxelles dovrà…
Belgrado - Anche se la Serbia ha svolto tutti i compiti dell'accordo con Prisitina, il prosieguo del cammino verso l'UE è ancora troppo incerto. Comunque, la Serbia oltre alla piena applicazione del contratto di Bruxelles dovrà soddisfare 11 richieste presentate dalla Germania per poter aprire i primi capitoli dei negoziati con l'UE. Questi sospetti di Belgrado sono stati confermati praticamente dal capo della diplomazia serba, Ivica Dacic. "Anche per noi non è abbastanza chiaro cosa sono esattamente le condizioni di Bruxelles per proseguire le integrazioni. Per l'apertura dei capitoli vengono esposte ogni tanto nuove richieste, oltre alla implementazione del contratto di Bruxelles queste richieste sono gli 11 punti tedeschi, e di questi alcuni riguardano l'eliminazione del Parco della pace, che non fanno parte del contratto. Secondo Dacic, è ovvio che la condizione non è soltanto il contratto di Bruxelles, perché l'unico punto non realizzato da questo contratto è la creazione delle comunità dei comuni serbi, che infatti Bruxelles non potenzia tanto. "Nel frattempo sono apparse tutta una serie di condizioni ed è giunto il momento che la Serbia dica chiaramente che il suo scopo primario è l'adesione all'UE però è atteso un rapporto equo da parte di Bruxelles", ha comunicato Dacic. Secondo le recenti informazioni, già pubblicate dal quotidiano Novosti, alla città di Belgrado è stato raccomandato che oltre allo "sviluppo" del contratto di Bruxelles devono entrare in vigore anche le 11 condizioni, sulle quali insiste soprattutto Berlino. Secondo le informazioni non ufficiali, oltre alla eliminazione del Parco della pace, tra queste condizioni rientra anche la costruzione degli impianti sui valichi amministrativi, l'applicazione dell'accordo energetico, e l'accettazione dei documenti kosovari sui confini. Una buona parte dei compiti è stata soddisfatta, come per esempio la partecipazione di Pristina ai forum regionali oppure il raggiungimento dell'accordo sullo smantellamento della protezione civile, ma tuttavia è ovvio che non sarà compiuto un passo avanti sul cammino verso l'UE, fino a quando non sarà soddisfatto ogni punto. "La situazione è assurda, perché la Serbia ha realizzato tutti i punti dai 7 ai 15, mentre i primi sei punti relativi alla comunità dei comuni serbi non sono stati adempiuti perché Prisitna non li ha realizzati", ha dichiarato il direttore della cancelleria per il Kosovo e Metohija, Marko Djuric. L'ambasciatore tedesco recentemente ha smentito che esiste un elenco con 11 condizioni imposte da Berlino, le quali devono essere soddisfatte prima dell'apertura del capitolo 35, mentre Franco Frattini, l'ex Vice Presidente della Commissione Europea, che ha visitato Belgrado la scorsa settimana ha dichiarato che gli 11 punti del Bundestag tedesco rappresentano le ulteriori condizioni politiche. Anche se lo screening per il capitolo 35 relativo al Kosovo e Metohija è stato completato, Belgrado non ha sa ancora quali compiti conterrà questo capitolo.
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