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Tripoli - Fonti vicine all'esercito libico, hanno rivelato che gli elementi di Daash, (ISIS) in Libia, sono riusciti a penetrare il confine con la Tunisia, trasferendosi nella deserta provincia di Medenine al confine con la Libia, grazie all'aiuto…
Tripoli - Fonti vicine all'esercito libico, hanno rivelato che gli elementi di Daash, (ISIS) in Libia, sono riusciti a penetrare il confine con la Tunisia, trasferendosi nella deserta provincia di Medenine al confine con la Libia, grazie all'aiuto delle milizie di Fajr Libia, e attraverso un coordinamento preliminare con i leader dei Fratelli Musulmani in Tunisia e i servizi segreti stranieri. L'ingresso di Daash in Tunisia era stata oggetto di dibattito dei servizi segreti stranieri e turchi, nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato, Rachid Ghannouchi, il leader del movimento tunisino Ennadha, e l'emiro di Ansar al-Sharia in Tunisia, Abu Iyadh. Le notizie in Tunisia, hanno rivelato che Mohammed Nawaf Jazrawi, accompagnato da un certo numero di leader dell'organizzazione, e da un certo numero di jihadisti, è riuscito a intrufolarsi in Tunisia, con l'aiuto di elementi di Fajr Libia, e di Daash a Derna e a Sirte. Ricordiamo che uomini armati alla fine dello scorso anno, hanno proceduto ad assassinare il politico tunisino, Chokri Belaid e il suo collega, Mohammed Brahmi alla luce di quella che è stata definita una "guerra santa contro la Tunisia dalla Siria". La stessa fonte, ha sottolineato che Abu Bakr al-Baghdadi ha asserito che, ''arriveremo in Tunisia e strapperemo la bandiera di Charles de Gaulle", in riferimento alla bandiera dello Stato tunisino. <strong>Daash minaccia di far esplodere Nessma TV</strong> Sofiene Selliti, il portavoce del Pubblico Ministero presso il Tribunale di primo grado, ha dichiarato all'agenzia di stampa TAP che un'inchiesta è stata aperta in seguito alla pubblicazione della minaccia di organizzare un attentato contro la sede del canale televisivo tunisino Nessma TV. Questa decisione è stata presa in seguito alla pubblicazione di un articolo su internet intitolato "Daash intima di far saltare il canale Nessma TV" sabato, 7 marzo. L'articolo afferma che l'organizzazione terroristica Daash ha intimato di effettuare un attacco contro il canale televisivo Nessma. Il portavoce del Ministero ha riferito nello stesso comunicato che l'inchiesta sarà affidata alle indagini dell'unità nazionale per i reati legati al terrorismo. <strong>8 decapitazioni nell'assalto di Isis a Ghani</strong> La Libia continua ad essere un Paese coinvolto nel caos e la furia fondamentalista non da segni di tregua. Nelle ultime ore otto decapitazioni sono state realizzate nell'assalto che gli jihadisti di Isis hanno compiuto venerdì nel campo libico di petrolio a Al Ghani, a sud di Sirte, dove sono state uccise 11 guardie. Nell'attacco che ha gravemente danneggiato l'impianto sono stati rapiti 9 dipendenti, tutti stranieri, di questi due sono europei (un austriaco e un ceco). L'attacco ha avuto luogo a 750 chilometri a sud-est di Tripoli, ma è fallito, perché le forze dell'ordine hanno poi ripreso il controllo dell'area. In una nota, la società nazionale di petrolio sottolinea che gli attentatori provenivano da nord, e in questo stesso contesto ha fatto riferimento a Sirte, la città finita in mano agli islamisti il mese scorso. Da allora diversi attacchi sono stati lanciati contro i siti petroliferi della zona. Nell'attentato sono stati causati ingenti danni e sabotati i macchinari. Tre anni dopo la caduta di Mu'ammar Gheddafi, l'ex leader libico, la Libia è ancora aspramente divisa tra due Governi rivali e due Parlamenti e da numerose milizie fuori controllo. Il Governo riconosciuto a livello internazionale e il suo Parlamento sono stati costretti a trasferirsi a Tobruk, dopo che Tripoli è caduta in mano alle milizie islamiche. <strong>Libia: rapiti due europei</strong> Mentre sono in corso a Rabat i colloqui di pace tra i delegati di Tobruk e di Tripoli, Vienna ha confermato, che un cittadino austriaco è stato rapito dalle milizie jihadiste durante l'attacco condotto ieri da uomini armati contro il campo petrolifero di al-Ghani. Il portavoce del Ministero, Martin Weiss, ha riferito che l'uomo, di 39 anni, lavorava per una multinazionale addetta alle estrazioni, aggiungendo che secondo i responsabili del campo, l'austriaco fa parte di un gruppo di 9 stranieri scomparsi, tra i quali compaiono anche un cittadino della Repubblica Ceca, uno delle Filippine, uno del Pakistan e uno del Sudan.
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