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Tirana - Il Tribunale dei gravi crimini ha annunciato che sono state portate a termine le indagini e sono stati inviati a giudizio nove indagati accusati di aver reclutato alcuni cittadini albanesi i quali sono stati mandati a combattere in Siria. Sui nove…
Tirana - Il Tribunale dei gravi crimini ha annunciato che sono state portate a termine le indagini e sono stati inviati a giudizio nove indagati accusati di aver reclutato alcuni cittadini albanesi i quali sono stati mandati a combattere in Siria. Sui nove cittadini arrestati 11 mesi fa, gravano le stesse accuse, reclutamento di persone destinate a commettere atti di terrorismo o finanziamento al terrorismo, incentivazione, appello pubblico e propaganda per eseguire reati a scopo terroristico, incitamento all'odio e controversie per motivi religiosi. Nella sua deposizione contro gli imputati Genci Balla, Bujar Hysa, Gert Pashja, Fadil Muslimani, Orion Reci, Edmond Balla, Astrit Tola, Verdi Morava e Zeqir Imeri, l`organo di accusa evidenzia che gli indagati, in stretta cooperazione hanno hanno fatto ricorso alle convinzioni religiose estreme verso alcuni cittadini per convincerli a recarsi in Siria e ad impegnarsi in gruppi considerati terroristi dalle Nazioni Unite. Ogni imputato, afferma il Tribunale dei gravi crimini, ha avuto un determinato ruolo in questo processo. In sostanza, Genci Balla e Bujar Hysa si sono autoproclamati imam e durante i riti religiosi hanno convinto un ampio pubblico, che la guerra in corso in Siria è per una giusta causa e in nome di Allah. Per questo, come afferma l`accusa, Genci Balla era alla guida della moschea, "Nuovo Anello" (Tirana) e Bujar Hysa era a capo della moschea a Mezez, e entrambe non hanno l'approvazione della comunità musulmana. L'accusa sostiene che entrambi gli imam, in collaborazione con gli imputati Fadil Myslimani, Orion Reci e Verdi Morava hanno trovato il luogo adatto per creare la moschea e per organizzare lì ogni cosa. L`imputato Gerti Pashja dimorava in Turchia e realizzava nella maggior parte dei casi l`accoglienza delle persone che erano partite dall'Albania per andare in Siria, e le accompagnava fino al paese in guerra. Allo stesso tempo, in questa attività hanno collaborato anche gli imputati Astrit Tola e Zeqir Imeri. La procura ha informato che l`attività criminale era iniziata già con la costruzione delle moschee. Genci (Abdurrahim) Balla è l`organizzatore, ha precisato la procura, ed è tra i teologi più radicali che promuove l`islam violento e incita all`odio tra i religiosi (credenti), promuove lo spirito della discordia all'interno della Comunità musulmana ed è uno degli ispiratori dell'organizzazione della jihad albanese in Siria. Invece Gerti Pashja è considerato dall'accusa come un fanatico seguace di Balla, il quale propagandava anche la jihad. Inoltre viene considerato un elemento radicale islamico anche l'imam della moschea di Mezez, Bujar Hysa che predicava nell'ambiente religioso di non riconoscere le istituzioni e le leggi dello Stato albanese. Le indagini che hanno portato all`arresto di queste persone sono durate circa 9 mesi e nel corso dell'inchiesta è emerso che erano coinvolti anche gli agenti del Servizio Informativo Statale (SHISH). L`azione oltre a Tirana all'epoca era stata estesa anche ad altre città, come Pogradec, Librazhd ed Elbasan. Durante i controlli sono state ritrovate armi, diverse schede telefoniche, contratti di depositi bancari come anche abiti militari. Infine c'è il sospetto che gli accusati abbiano reclutato 90 cittadini albanesi di religione musulmana. Dopo le modifiche apportate alla legge, la partecipazione alle guerre in altri paesi è punibile con la reclusione. A questo proposito, varie volte, anche la comunità albanese musulmana ha emesso delle dichiarazioni, e in sostanza ha affermato che gli accusati non sono dipendenti della comunità, precisando che "la partecipazione ai conflitti e l`incitamento alla violenza non è coerente allo spirito dell'Islam".<br />
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