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Tirana - Dopo quattro anni di approfondite indagini, verso alcune società di grande calibro attive nel campo della produzione, dell'importazione e del commercio all'ingrosso dei carburanti, l'Autorità garante della concorrenza ha…
Tirana - Dopo quattro anni di approfondite indagini, verso alcune società di grande calibro attive nel campo della produzione, dell'importazione e del commercio all'ingrosso dei carburanti, l'Autorità garante della concorrenza ha concluso che sul mercato degli idrocarburi in Albania non c'è concorrenza. Tuttavia, nelle sue conclusioni la stessa ha fatto solo delle raccomandazioni sul buon funzionamento del mercato dei carburanti, senza prendere delle misure punitive verso le aziende. L`autorità nelle sue conclusioni afferma che non ha trovato prove rilevanti e dirette evidenze che testimoniano una cooperazione tra le società in questione, allo scopo di creare una posizione di oligopolio sul mercato. L`istituzione ha specificato che le ispezioni in diverse aziende sono state effettuate nello stesso giorno e ora, e comprendono il periodo da gennaio 2010 a aprile 2014. L`annuncio della chiusura dell'approfondita indagine è stata pubblicata anche sulla pagina ufficiale dell'Autorità garante della concorrenza, dove vengono citate anche le società: Kastrati SH.A, Kaspetrol SH.A, Europetrol Durazzo Albania SH.A, Porto Romano Oil SH.A, Bolv Oil SH.A, Genklaudis SH.A, Everest Oil SH.A, Taci Oil SH.A. ed ARMO SH.A. Anche se secondo questa autorità, non esistono dati concreti che confermano degli accordi di cooperazione tra le aziende, comunque è possibile dire che il mercato non è elastico nelle modifiche che deve riflettere, che ha un alto grado di concentrazione, lasciandolo nelle mani di pochi individui. Analizzando la questione della struttura del mercato l'autorità ha constatato che esistono degli anelli in eccesso che non giustificano il valore aggiunto dell'importazione, le zone libere doganali, le vendite all'ingrosso e al dettaglio, e ciò ha portato a un aumento artificiale dei costi e alla bassa flessibilità dei prezzi del carburante quando questo diminuisce sui mercati internazionali. Per quanto riguarda gli interventi legislativi necessari, l`Autorità garante della concorrenza ha proposto al Governo la revisione della legge sugli idrocarburi, dando la possibilità alle società grossiste di commerciare anche sulla vendita al dettaglio, eliminando gli anelli in eccesso sulla catena del commercio che aumentano i costi. Così, è stata raccomandata la riduzione dei costi, la salvaguardia dell'identità del prodotto e la concorrenza attraverso i loghi. L`Autorità ha richiesto inoltre, che le modifiche alla legge definiscano l`aumento della trasparenza, e ha chiesto anche, che le imprese operanti nel commercio all'ingrosso degli idrocarburi notifichino a questa autorità entro 15 minuti ogni variazione della vendita all'ingrosso dei carburanti. In questo modo, l`autorità raccomanda al Governo la creazione di un'unità speciale, per monitorare i prezzi del petrolio e della benzina sul mercato, allo scopo di costringere le aziende a dichiarare all'autorità qualsiasi modifica al prezzo di questa unità. Inoltre, sulla relazione, viene chiesto al Governo di valutare come è stato attuato il contratto di concessione sul Porto "Valona 1", che vieta alla società messa sotto contratto di commerciare i carburanti. Infine, l'Autorità chiede al Governo di controllare le frequenti entrate e uscite delle imprese sul mercato all'ingrosso. Ricordiamo che il mercato degli idrocarburi è tra i più discussi e il più accusato per abusi nel paese. Questo mercato funziona non solo con i prezzi più alti della regione, ma anche dell'Europa, e d`altra parte il calo dei prezzi non riflette, quando effettivamente accade sul mercato internazionale.
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