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Sarajevo - La riunione dei rappresentanti delle ONG in occasione delle ricerche annunciate sui giacimenti di petrolio e del gas in Bosnia e Erzegovina da parte della società petrolifera Shell, è stata svolta il, 19 e il 20 gennaio, a…
Sarajevo - La riunione dei rappresentanti delle ONG in occasione delle ricerche annunciate sui giacimenti di petrolio e del gas in Bosnia e Erzegovina da parte della società petrolifera Shell, è stata svolta il, 19 e il 20 gennaio, a Sarajevo. Le precedenti esperienze della società Shell, nei paesi come l'Argentina, la Nigeria, il Sudafrica e l'Ucraina, sono state presentate da Ike Teuling dell'ONG Milieudefensie-Friends of the Earth Netherlands. Questa organizzazione da tanto tempo monitora le conseguenze sull'ambiente naturale e sui diritti umani causate dallo sfruttamento del petrolio da parte della Shell. Le esperienze hanno dimostrato che la Shell, in prevalenza, opera in conformità alla legislatura del Paese nel quale attua lo sfruttamento e per questa ragione considera necessario esercitare pressione e responsabilità sulle istituzioni competenti affinché proteggano gli interessi di tutti i cittadini della BiH. E' molto importante perchè sono frequenti casi di utilizzo di tecnologia pericolosa, che in Olanda non è mai stata permessa, ha comunicato Ike Teuling. Alla riunione sono stati valutati i pericoli sia derivanti dallo sfruttamento che dalle ricerche del petrolio. Tutti i partecipanti hanno concordato che, nel caso in cui sarà concluso l'accordo annunciato con la società Shell, è molto importante definire le condizioni con cui saranno effettuate le ricerche. Uno dei motivi menzionati è quello che la Legge sulla protezione ambientale della Federazione della BiH non prevede l'attivazione di uno studio sull'impatto ambientale dei progetti delle ricerche e del testing delle nuove tecnologie, nonostante le istituzioni competenti abbiano le competenze per ordinare l'attivazione di questo. Igor Kalaba, del Centro per l'ambiente naturale, ha asserito che per quanto riguarda il petrolio, le ricerche possono portare anche a conseguenze catastrofiche come anche lo sfruttamento. Lo studio dell'impatto sull'ambiente naturale è uno strumento con il quale si permette al pubblico di informarsi sui potenziali pericoli e sulle misure per la prevenzione degli stessi. Secondo il rappresentante della Ekoakcija, Anes Podic, i Governi fino ad ora hanno dimostrato tante volte che non sono preoccupati per la salute delle persone e dell'ambiente e così sarà necessario un forte impegno da parte di tutta la comunità per ridurre le conseguenze sull'ambiente e sulla salute della popolazione locale. I rappresentanti delle ONG hanno concluso che la cooperazione nel monitoraggio dello sviluppo delle ricerche del petrolio e del gas deve essere una delle priorità comuni allo scopo di proteggere l'ambiente e i diritti di tutti i cittadini della BiH.
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