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Zagabria - Le associazioni ecologiche croate, come ha riferito seppur non ufficialmente il quotidiano Novi list, hanno avviato la raccolta delle firme per il referendum contro le ricerche e lo sfruttamento degli idrocarburi nel Mare Adriatico, dopo che il…
Zagabria - Le associazioni ecologiche croate, come ha riferito seppur non ufficialmente il quotidiano Novi list, hanno avviato la raccolta delle firme per il referendum contro le ricerche e lo sfruttamento degli idrocarburi nel Mare Adriatico, dopo che il Governo ha assegnato cinque concessioni alle compagnie straniere e all'INA. Per adesso gli attivisti ecologici non hanno svelato l'entità di chi ha dato il via all'azione né i nomi delle associazioni pronte ad aderirvi, perché, alcune di loro, non sono giunte ad un accordo. Come ha fatto sapere Vedran Pirsic, dall'associazione Eko Kvarner, oltre alla raccolta delle firme per il referendum sono stati ipotizzati due potenziali scenari, tuttora sconosciuti, per impedire il business del petrolio e del gas nell'Adriatico. Alla domanda se parteciperà all'iniziativa, il presidente del Sindacato indipendente stradale, Mijat Stanic, che ha annunciato il proprio appoggio alle altre iniziative, ha risposto in modo affermativo sebbene non vi siano molte informazioni circa la raccolta delle firme. Per adesso, non sa nulla neanche Toni Vidan dall'Azione verde, però stando ad alcune indiscrezioni, sembra che il referendum sia partito da un gruppo di cittadini croati residenti in Svizzera. Nessuno in Croazia, al momento, ha voluto rivelare di chi si tratta. Alla domanda quando si potrà sapere dall'Azione verde, contro le ricerche e lo sfruttamento del petrolio e del gas, Pirsic ha risposto che le associazioni aspetteranno l'apertura della discussione pubblica dello Studio strategico sull'influenza ambientale del piano e del programma per le ricerche e lo sfruttamento degli idrocarburi nell'Adriatico. L'apertura della discussione, che durerà un mese, è prevista per domani, venerdì 16 gennaio, quando verrà pubblicato lo studio strategico. Appena sarà adottato, i concessionari: ENI, OMV, Marathon Oil, Medoilgas e INA dovranno adattarsi alle condizioni previste dallo studio negli accordi che saranno firmati. Questo significa che, in un certo momento dell'anno, in alcune zone non potranno essere eseguite le attività di ricerca a causa di alcuni tipi di animali ecc. Secondo la proposta non ufficiale dello studio, che è stata pubblicata dall'Eko Kvarner, le ricerche e lo sfruttamento degli idrocarburi non violeranno l'Adriatico. Lo studio strategico è il documento al quale dovranno attenersi i concessionari mentre lo studio ecologico verrà creato dopo, per ogni singolo pozzo di ricerca e di sfruttamento.
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