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NOTIZIE · OI-319908 · 13/01/2015 01:15:00 · 4177 g fa3 min lettura
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Luci e ombre per le perforazioni nell'Adriatico

DiOsservatorio ItalianoSommario

Zagabria - Il Governo ha selezionato per la perforazione dell'Adriatico due consorzi stranieri, e uno guida la società che rientra tra i 100 più grandi inquinanti corporativi negli Stati uniti e il secondo consorzio, è la…

Zagabria - Il Governo ha selezionato per la perforazione dell'Adriatico due consorzi stranieri, e uno guida la società che rientra tra i 100 più grandi inquinanti corporativi negli Stati uniti e il secondo consorzio, è la società la cui filiale in Nigeria e riuscita a superare la Shell per il numero di fuoriuscite del petrolio nella delta del Niger, riporta il portale H-alter.org il quale ha informato sugli incidenti ecologici i quali il Governo non ha rivelato. La Marathon Oil, nel 2013 occupava il 67° posto dell'industria inquinante più grande corporativa dell'aria negli USA, davanti ad alcuni nomi noti come Monsanto. Secondo le ricerche dell'università del Michigan, il quartiere dove è posizionata la raffineria della Marathon, cioè Detroit è la zona più inquinata nello Stato del Michigan. In questa raffineria è stato permesso recentemente la raffinazione del petrolio dalle sabbie bituminose del Canada, il cui sfruttamento ha collocato il Canada tra i paesi top inquinanti su scala mondiale. La Marathon dal mese di settembre del 2003 fino al mese di gennaio del 2010, ha registrato 60 incidenti con la fuoriuscita del petrolio, afferma il libro BP and the Macondo spill. Nel 2006 hanno pagato un accordo di 38 mila dollari per la violazione della legge sui prodotti chimici sulla piattaforma lungo la costa dell'Alaska e nel 1991 hanno accettato di pagare 900 mila dollari a causa della violazione della legge sulla protezione dell'acqua nella raffineria a Indianapolis. Le filiali della compagnia austriaca OMV, che è un partner nel consorzio della Marathon nell'Adriatico, hanno registrato anche alcune fuoriuscite di petrolio abbastanza grandi giunte alle orecchie dei media. Il leader del secondo consorzio è la società ENI, la cui filiale, per quanto riguarda la fuoriuscita del petrolio, in Nigeria è riuscita a superare la famosa Shell. L'Agip Oil ha registrato 471 fuoriuscite di petrolio tra il mese di gennaio e il mese di settembre del 2013. L'anno prima avevano registrato 474 fuoriuscite, le quali sono state registrate nella zona della delta del fiume Niger, e hanno inquinato le acque sotterranee, base vitale della popolazione agricola la quale non ha tratto nessun beneficio dal petrolio ma anzi al contrario ne ha subito solo i danni, riporta H-alter.org. Il partner della ENI con il 40% della quota è la Medoilgas, la cui piattaforma nella parte italiana dell'Adriatico già da anni causa l'insoddisfazione della popolazione, dei pescatori e degli attivisti. Così a Pescara, nella regione Abruzzo, hanno protestato contro la costruzione nel mese di aprile del 2013, 30 mila persone. Medoil ha presentato il ricorso per alcune richieste del Ministero italiano competente per l'ambiente in relazione al permesso ambientale per il progetto però il loro ricorso è stato annullato.

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