Sarajevo - Le società turche importano annualmente tonnellate di merci cinesi in BiH, sulle quali non pagano le tasse, e così il bilancio della BiH viene danneggiato ogni anno di decine di milioni di KM, hanno riferito alcuni informatori per l'agenzia Patria (NAP). La BiH e la Turchia già dal 2003 hanno stabilito un accordo sul libero commercio e nel 2007 è stata abolita anche la tassa doganale sulle merci commercializzate tra questi due paesi.

Però siccome il privilegio è relativo solo alle merci che sono per la maggior parte prodotte in Turchia, alcuni commercianti hanno commesso delle frodi in Turchia, dove le merci cinesi o di altra origine venivano reimballate come prodotti turchi e collocati sul mercato della BiH. Il quotidiano Novi Reporter di Banja Luka aveva pubblicato nel 2007 un articolo dove rilevava l'importazione illegale del petrolio in BiH, e a causa di ciò la BiH era stata danneggiata per circa 25 milioni di KM e nello scandallo erano coinvolti gli alti funzionari dell'amministrazione della tassazione indiretta della BiH, come anche le grandi società petrolifere come l'OMV e la Petrol.

Gli intermediari petroliferi già da anni con i documenti falsi importano il petrolio in BiH. Alcune fonti hanno confermato che c'è un abuso dell'accordo del libero commercio il quale la Turchia ha raggiunto con la BiH e sotto la bandiera turca viene importato il petrolio degli altri paesi evitando di conseguenza il pagamento delle tasse alla BiH.

I problemi con il libero commercio li ha anche la Turchia però questo non viene percepito dalla sua grande economia in crescita come è invece successo per la devole economia bosniaco-erzegovese. Alcune società della BiH che si occupano di import&export hanno collocato qualche anno fa in Turchia 3.000 tonnellate di noci.

La noce è considerata un prodotto bosniaco-erzegovese anche se sono noci dell'Ucraina, della Moldavia e della Romania e così è stato evitato il pagamento delle tasse in Turchia per un ammontare di 14 milioni di KM, informa Patria. Allo stesso modo è stata fatta una frode con gli apparecchi di refrigerazione BIRA, quando la merce cinese è stata reimballata in BiH ed è stata collocata sul mercato estero come merce prodotta in BiH, riporta la Patria.