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Belgrado - La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) fornirà un sostegno a Serbia e Bulgaria per individuare nuove rotte per la fornitura di gas, dopo che la Russia ha rinunciato dalla costruzione del gasdotto South Stream. Come…
Belgrado - La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) fornirà un sostegno a Serbia e Bulgaria per individuare nuove rotte per la fornitura di gas, dopo che la Russia ha rinunciato dalla costruzione del gasdotto South Stream. Come confermato anche dal presidente della BERS, Suma Chakrabarti, tutti gli sforzi saranno rivolti alla costruzione del gasdotto tra la Serbia e la Bulgaria, quando nelle precedenti due settimane erano in secondo piano per dare priorità al South Stream. "Dal momento in cui il South Stream non viene più realizzato, l'ordine degli altri progetti cambia, e il progetto serbo-bulgaro sale in cima all'elenco", ha detto Chakrabarti. Mentre la Russia, dall'altra parte, sostiene categoricamente il proseguimento della costruzione di South Stream - con la realizzazione di tratto sottomarino dalla costa russa alla Turchia, c'è chi specula sulla presenza della nave per la posa dei tubi in mare ancora nel porto bulgaro di Burgas. La Russia spiega, di contro, che la nave deve trovarsi in qualche luogo. "Cosa farà la Serbia, quando ha dato tutte le speranze nella costruzione del gasdotto South Stream se, oltre ad Ucraina e Ungheria, potrebbe ottenere gas dalla fonti alternative, e Cosa succederà se la Russia nel 2017 sospende il transito del gas attraverso l'Ucraina, perché quest'anno scade il contratto sul transito? Questi due anni sono un termine troppo breve per qualsiasi progetto alternativo", scrive il portale Vaseljenska. I preparativi per la costruzione del gasdotto South Stream sono durati otto anni, mentre oggi la Serbia non ha i soldi per costruire da sola il gasdotto, neanché di connettersi al nuovo gasdotto russo-turco al confine con la Grecia, ma non ha i soldi neanche per costruire il gasdotto Nis-Dimitrovgrad e di connettersi al gasdotto trans-adriatico (Trans Adriatic Pipeline, TAP). Vojislav Vuletic, Presidente dell'Associazione del gas della Serbia, conviene sulla positività degli annunci della BERS, circa il sostegno da dare a Serbia e Bulgaria per diversificare le rotte della fornitura di gas, ma ha aggiunto anche che per quest'assistenza è necessario aspettare molto tempo, siccome la BERS insiste che prima occorre ricostruire la Srbijagas. La Serbia e la Bulgaria, nel mese di marzo del 2010 hanno firmato un contratto sulla costruzione del gasdotto bidirezionale per il collegamento delle reti delle reti del gasdotto. Nella costruzione di un tracciato lungo 180 chilometri, dovevano essere investiti tra i 100 e i 120 milioni di euro, mentre la Bulgaria ha assicurato circa 60 milioni di euro per la costruzione del suo tratto dalla donazione UE. La Serbia non ha ottenuto nulla. Il progetto TAP, su cui deve essere collegata la Serbia tramite il tracciato Nis-Dimitrovgrad, è vecchio di quasi un decennio, ma purtroppo la sua costruzione ancora non è stata avviata. Se saranno realizzati gli annunci che la costruzione potrebbe avviare nel prossimo anno, si apparirebbe un nodo per la distribuzione del gas azero dalla regione caspica e dal campo petrolifero Shah Deniz, che contribuirà alla diversificazione delle consegne di gas per l'industria e le economie domestiche. Vuletic ha detto che per la Serbia in questo momento non rimane nient'altro che intensificare i colloqui con l'UE per facilitare la costruzione del gasdotto Nis-Dimitrovgrad. Un'altra alternativa è che la società russa Gazprom aiuti e finanzi la costruzione del gasdotto dal confine greco alla Serbia, mentre si pone la domanda su quale siano i calcoli della Russia per farlo, siccome non è sicuro quanta quantità di gas sarà trasportata tramite questo gasdotto. Vuletic ha ricordato che 20 anni fa ha partecipato nel team che ha preparato lo studio di fattibilità del progetto di costruzione del gasdotto Nis-Dimitrovgrad, ma in questo momento si pone la questione circa la redditività economica del progetto, siccome la potenzialità del gasdotto è di 1,8 miliardi dei metri cubi di gas, mentre la domanda di gas non oltrepassa gli 80 milioni di metri cubi.
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