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Zagabria - In occasione del ballottaggio delle elezioni presidenziali della Repubblica di Croazia, le quali saranno organizzate il, 28 gennaio 2015, l'Istituto internazionale per gli studi medio orientali e dei Balcani (IFIMES) di Lubiana ha pubblicato…
Zagabria - In occasione del ballottaggio delle elezioni presidenziali della Repubblica di Croazia, le quali saranno organizzate il, 28 gennaio 2015, l'Istituto internazionale per gli studi medio orientali e dei Balcani (IFIMES) di Lubiana ha pubblicato l'analisi degli attuali eventi pre-elettorali. Da un'analisi dettagliata delle elezioni presidenziali svolte in Croazia nel 2014, emerge che l'attuale Presidente Josipovic è il favorito, riporta l'agenzia Patria. Josipovic ha assunto il mandato presidenziale nel mese di febbraio 2010 e durante la guida dello Stato ha provato ad essere al di fuori di qualsiasi partito. Secondo le valutazioni degli analisti, lui non ha fatto errori strategici. Josipovic come anche gli altri funzionari croati sono stati criticati perché non hanno utilizzato abbastanza le possibilità di aderire alla NATO e all'UE e hanno trascurato il recupero economico dello Stato. Josipovic ha contribuito significativamente alla stabilità regionale e alla reputazione della Croazia nel mondo. Due partiti politici rappresentano un'estremità dello spazio politico croato. Uno è l'Unione democratica croata (HDZ) di Tomislav Karamarko, la quale basa la sua ideologia sull'anticomunismo e sul processo dell'indipendenza e sulla "pericolosità serba" in Croazia. Il HDZ ovviamente prova a avocare esclusivamente a sè i risultati dell'indipendenza, ignorando che questa è una conseguenza del desiderio del popolo croato dell'indipendenza, soprattutto delle circostanze internazionali e del contesto della caduta del Muro di Berlino. Il HDZ si deve decriminalizzare e liberarsi dell'idealizzazione di Franjo Tudjman. Anche se la Croazia è uno Stato indipendente, il HDZ ancora trova il nemico tra i serbi e gli jugoslavi. La più grande ipoteca del candidato di HDZ, Kolinda Grabar Kitarovic è la partecipazione al Governo di Ivo Sanader nel quale sette Ministeri, incluso il Premier Ivo Sanader, sono accusati di reati penali. Il secondo partito della politica estrema croata è il Partito socialdemocratico della Croazia (SDP) di Zoran Milanovic i quali sono i successori dell'ex Alleanza dei comunisti della Croazia. Il Partito è in crisi perché nel periodo di transizione non è riuscito a trasformare in un moderno movimento la sinistra ma è ancora carico di questione recidive del passato. La Croazia e gli Stati della regione hanno bisogno di forti partiti socialdemocratici però non come l'attuale SDP della Croazia. La criminalità organizzata e la corruzione sono ancora la ferita di cancro della società croata e i media sono in parte liberi. I Governi croati partendo dall'indipendenza non sono riusciti a trovare una soluzione economica che corrisponde ai problemi economici accumulati incluso l'attuale Governo di Zoran Milanovic (SDP). Il Governo di Ivo Sanader (HDZ) è probabilmente il Governo più corrotto. Le indagini che sono state avviate contro il partito croato HDZ dovranno essere allargate anche a HDZ della Bosnia e Erzegovina perché esistono fondati sospetti che sono state fatte evasioni di milioni di kune croate dei contribuenti i quali sono state svolte attraverso il HDZ BiH e una parte della sua leadership.
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