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Zagabria - Pochi in Croazia hanno sentito parlare del progetto Ravno Vrdovo, tuttavia nel bacino strutturale vicino a Hrvace (ital. Ervazza) verrà costruita una centrale idroelettrica reversibile dal valore di 600 milioni di euro da parte di un…
Zagabria - Pochi in Croazia hanno sentito parlare del progetto Ravno Vrdovo, tuttavia nel bacino strutturale vicino a Hrvace (ital. Ervazza) verrà costruita una centrale idroelettrica reversibile dal valore di 600 milioni di euro da parte di un famoso consulente energetico nonché imprenditore, Ivica Jakic. Quest'ultimo, da oltre 30 anni, è collegato professionalmente alla Svizzera e lavora come rappresentante regionale di una grande compagnia svizzera, l'Alpiq. Lo stesso ha sviluppato l'iniziativa a Vrdovo già da un paio di anni insieme ad alcuni partner. Jakic ha affermato che i conoscitori dei grandi cambiamenti che avvengono sul mercato energetico europeo, comprenderanno facilmente l'importanza del suddetto disegno. Grazie alla rivoluzione nella produzione dell'energia partendo dalle fonti rinnovabili è stato modificato l'ambiente per la costruzione di centrali elettriche convenzionali. Rispettando le regole dell'UE, attualmente, è difficile trovare progetti per la costruzione di nuovi impianti per la produzione dell'energia di base. L'Europa ha bisogno di centrali elettriche per equilibrare domanda e offerta all'interno del sistema elettro-energetico. Con la realizzazione della centrale idroelettrica riversibile Vrdovo (CIR Vrdovo) si avrà un impianto con una potenza di 550MW ed un piano simile non esiste nella Regione - ha sottolineato Jakic. Le centrali idroelettriche a letto fluido circolante e quelle con i bacini di accumulazione non permettono di gestire adeguatamente la produzione - ha spiegato Jakic aggiungendo che le centrali idroelettriche riversibili consentono una tale manovra. Queste funzionano grazie a due bacini di accumulazione collegati a diverse altitudini sopra il livello del mare. Il principio fondamentale del loro lavoro consiste nel produrre energia nel momento in cui la domanda ed il prezzo sono alti e nel pompare l'acqua dal bacino più basso a quello più alto quando la domanda è bassa. Tenendo sotto controllo la quantità, il prezzo, l'energia prodotta e consumata è possibile raggiungere un profitto. Sulla base del bilancio energetico tale metodo di lavoro non è logico in quanto la spesa per pompare l'acqua controcorrente è più grande rispetto alla quantità di energia prodotta quando il flusso scorre correntemente e tale deficit, in passato, ha impedito spesso la costruzione di centrali idroelettriche. Con lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia queste necessità sono molto aumentate. Ricordiamo che in Croazia funzionano due centrali idroelettriche riversibili, la piccola CIR Lepenica e la grande CIR Velebit, dalla potenza di 276 MW posizionata sul fiume Zrmanja vicino ad Obrovac. La CIR Vrdovo dovrebbe essere due volte più potente e vantaggiosa in quanto il bacino più basso utilizzerà il bacino Peruca già esistente. Secondo Jakic, l'altro vantaggio di questa CIR, è dovuto al fatto che non si trova nella zona della rete ecologica protetta Natura 2000. A suo dire tutti i progetti di sviluppo della HEP (Elettro-economia croata) in questo settore (Ombla, Senj-Kosinj, gli impianti sul fiume Drava) si trovano nelle zone ecologicamente protette e questo influenza la loro realizzazione. Jakic ha fatto sapere che, per lo sviluppo della documentazione, sono stati chiamati diversi esperti locali dall'Elektroprojekt, dall'Ufficio del progetto Split e dalla società Energocontro tanto che, entro la metà dell'anno prossimo, sarà possibile ottenere anche il permesso di località. Con questo documento verranno ricercati partner pronti ad investire nel disegno. La HEP, come partner naturale, almeno ufficialmente, non ha dimostrato interesse per il disegno forse perché, nei piani a lungo termine è prevista la costruzione di due centrali idroelettriche: la CIR Korita dalla potenza di 660 MW più in basso del bacino Peruca sul fiume Cetina ed il miglioramento dell'esistente CI Vinodol a livello di pompaggio con la realizzazione del bacino superiore. A tal proposito Jakic ha affermato che se la HEP non sarà interessata, troverà altri partner. Stando ai calcoli di Jakic e dei suoi collaboratori, il progetto avrà una quota annuale di redditività del 7,9% e gli investimenti verranno rimborsati fra 13 anni. I progetti riguardanti le centrali idroelettriche sono principalmente conservativi e tendono ad utilizzare soluzioni tecniche rinomate, ma ognuno presenta dei rischi come ad esempio la fuoriuscita di acqua dal bacino di accumulazione. Secondo Jakic le tecnologie moderne hanno delle soluzioni di qualità per tali problematiche e la CIR Vrdovo, alla fine, si distinguerà dalle altre per l'ottimizzazione del lavoro e l'aumento della produzione delle centrali elettriche della HEP posizionate più sotto, sul fiume Cetina, l'Orlova, la Djale e la Zakucac. In ogni modo il progetto a Vrdovo, sarà solo la prima fase del programma di investimento preparato da Jakic e dai suoi collaboratori. La seconda parte verrà realizzata con la costruzione della centrale termoelettrica combinata a gas vicino al lago di Perica. Nonostante la logica convenzionale, stando alla quale le centrali elettriche a gas si trovano principalmente vicino alle città perché in questo modo si ha la possibilità di collocare facilmente l'energia termica prodotta, questa centrale elettrica utilizzerà la sua energia per il riscaldamento delle grandi serre che verranno costruite a Hrvatacko polje. Infine Jakic ha riferito che il gasdotto regionale in Dalmazia è vuoto a causa del debole consumo e della lenta gassificazione, pertanto è prevista la realizzazione del Gasdotto Adriatico-Ionico. Per fare in modo che tutto questo funzioni, in Dalmazia è necessario un grande consumatore di gas e questo non esiste nel settore industriale, pertanto, la centrale elettrica servirà a tale scopo e ad equilibrare il lavoro delle centrali eoliche esistenti.
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