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Zagabria - La MOL proporrà all'amministrazione della INA, in qualità di proprietario maggiore, lo sviluppo della Raffineria del petrolio Rijeka, mentre la nuova opzione per la chiusura della Raffineria di Sisak è entro la fine del…
Zagabria - La MOL proporrà all'amministrazione della INA, in qualità di proprietario maggiore, lo sviluppo della Raffineria del petrolio Rijeka, mentre la nuova opzione per la chiusura della Raffineria di Sisak è entro la fine del primo quadrimestre del 2015. Questa è stata la conclusione della recente riunione del Consiglio dei lavoratori della INA con l'esecutore direttore della Raffineria SD, Bengt Oldsberg e con altri rappresentanti della società. La sede per la difesa della raffineria di Sisak e per la salvezza dei posti di lavoro, ha riferito che esistono già i piani per i licenziamenti di circa 1000 lavoratori della RNS, (Raffineria del petrolio di Sisak) e della STSI, (Servizi integrati tecnici, imembro della INA Group). In questa occasione, Oldsberg ha confermato che l'impianto di Sisak non è redditizio e che deve essere chiuso. Dopodichè ha aggiunto che si deciderà la conversione della raffineria, la quale secondo gli annunci dovrà diventare un impianto per lo stoccaggio dei derivati petroliferi, però a riguardo non è stato raggiunto un accordo tra i lavoratori, i sindacati, la sede per la difesa e l'amministrazione della Raffineria di Sisak. La dichiarazione della sede rivolta ai lavoratori, comunica che tutti vogliono che la RNS rimanga com'è, con l'unico ruolo nella raffinazione del petrolio e dei derivati petroliferi che comprende anche la manutenzione di tutti i posti di lavoro, e delle posizioni dei lavoratori della Raffineria. Alla domanda sul possibile complesso aromatico nella Raffineria di Sisak, Oldberg ha risposto che comprende le loro intenzioni disperate di salvare la raffineria però non esiste una bacchetta magica per salvere la RNS e ha aggiunto che il mercato locale è troppo saturo ma anche quello della zona della ex Jugoslavia. La raffineria di Sisak ha iniziato di nuovo raffinare il petrolio però, anche se non c'è ancora una conferma ufficiale di questo, è prevedibile che la produzione duri almeno un mese.
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