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Zagabria - In piazza Marko è iniziata la manifestazione sotto lo slogan "Oggi la INA, domani la Croazia" con il quale i sindacati di questa società petrolifera hanno chiesto una risposta dal Premier, Zoran Milanovic alle loro richieste per la salvezza della INA come società integrata verticalmente e la protezione di 12.000 posti di lavoro. Circa 1.500 lavoratori della INA, i quali si sono uniti alle proteste dei lavoratori dell'Istituto di immunologia per non aver ricevuto gli ultimi stipendi, sono contrari alla chiusura della Raffineria di Sisak e alla sua conversione in un impianto di stoccaggio dei derivati petroliferi dell'Ungheria, alla distruzione delle ricerche e della produzione, all'estrazione degli affari della società e al licenziamento dei lavoratori della INA Group. La manifestazione è stata organizzata dai sindacati INAS, SING, EKN e dalle associazioni dei difensori della INA a causa, come sostengono gli stessi, della violazione degli interessi attraverso decisioni disastrose da parte dell'amministrazione della INA, la quale è sotto il controllo della MOL. I sindacati chiedono che la INA rimanga una società integrata verticalmente che sia modernizzata, sviluppata e che vengano ampliati i suoi mercati, affinchè possa tornare a essere l'orgoglio dell'economia croata come è successo qualche decennio fa. Inoltre la INA deve essere una società nazionale potente la quale svilupperà la produzione e investirà nelle raffinerie, nella ricerca e nella produzione del petrolio e del gas, e nella vendita al dettaglio che gestisce con qualità attraverso le risorse umane e possa produrre un significativo valore aggiunto. Senza la INA non c'è la stabilità energetica della Croazia, e così il futuro della INA rientra nell'interesse strategico nazionale. Inoltre chiedono al Premier Milanovic che la produzione nazionale e la raffinazione del petrolio non siano distrutte per sempre, ha comunicato il Presidente del sindacato INAS, Maja Rilovic.<br />
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