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Sarajevo - L'ambasciatore della Federazione Russa in Bosnia e Erzegovina, Petar Ivancov ha comunicato che il progetto del gasdotto South Stream porterà alla BiH un miliardo di dollari di investimenti e ciò significherà molto per…
Sarajevo - L'ambasciatore della Federazione Russa in Bosnia e Erzegovina, Petar Ivancov ha comunicato che il progetto del gasdotto South Stream porterà alla BiH un miliardo di dollari di investimenti e ciò significherà molto per l'apertura dei nuovi posti di lavoro. Ivancov ha dichiarato per l'agenzia SRNA che il South Stream sarà realizzato nonostante i problemi attuali perché è un grande progetto energetico per l'Europa il cui scopo è quello di completare la rete già esistente del gasdotto. Inoltre ha aggiunto che il gasdotto dovrà assicurare la crescita degli investimenti in una serie di paesi europei come la Bulgaria, l'Ungheria, la Serbia, l'Austria però anche la BiH. Ivancov ha precisato che esistono diverse opizioni per quanto riguarda il ramo del South Stream in BiH, e che il ramo sarà diviso in due parti e che uno andrà nella Repubblica Srpska e l'altro nella Federazione della BiH oppure il ramo della RS sarà prolungato nella Federazione della BiH aggiungendo che tutto dipende dai politici. Ivancov ha asserito che questa questione è stata considerata con la leadership della Repubblica Srpska. Il Presidente della RS Milorad Dodik ha firmato il Memorandum d'intesa con la Gazprom e anche il Consiglio dei Ministri della BiH ha mostrato il suo interesse, ha spiegato l'ambasciatore. Lo stesso ha ricordato che a luglio l'assistente del Presidente del Comitato direttivo della Gazprom, Alexander Medvedev ha visitato la BiH e ha mantenuto una serie di riunioni, tra l'altro con il Ministro degli esteri della BiH, Zlatko Lagumdzija e con i rappresentanti della BH-Gas, e i quali hanno espresso interesse per il progetto South Stream. Lo stesso pensa che esiste il problema delle regole all'interno dell'UE le quali sono attuate anche all'interno della Comunità energetica europea (CEE) e ha aggiunto che sono consapevoli di questi problemi e stanno parlando con l'UE per trovare delle soluzioni. Si tratta di concorrenza però non per la costruzione del gasdotto, ha spiegato Ivancov. L'ambasciatore ha sottolineato che le questioni che l'UE sta problematizzando riguardano la fase di distribuzione del gas che non deve essere un ostacolo per la costruzione del gasdotto e riguarda l'atteggiamento di Mosca che pensa che la costruzione del gasdotto debba essere continuata mentre le questioni aperte saranno risolte al volo. Per quanto riguarda il debito per il gas russo il quale è stato fornito durante la guerra alla BiH, l'ambasciattore russo ha sottolineato che questo non rappresenta un ostacolo per la realizzazione del South Stream. Esistono due debiti, il debito per il gas fornito durante la guerra in BiH però quell'altro risale ai tempi delle relazioni commerciali tra l'Unione Sovietica e l'ex Jugoslavia. Quando si prendono in considerazione entrambi i debiti, la Russia ha il debito verso la BiH di 20 milioni di dollari. La Russia propone che questi debiti siano pareggiati e che per questi 20 milioni di dollari la Federazione Russa fornisce l'apparecchiatura per le operazione di salvataggio le quali erano necessarie durante le alluvioni in BiH. Il problema è che le entità non hanno deciso chiaramente in che modo vogliono risolvere la questione di questi debiti, ha detto Ivancov. Con il progetto South Stream, è stato ipotizzato di iniziare con la costruzione delle due centrali elettriche a gas dalla potenza di 250 MW e che il proprio gasdotto sia attuato fino alla Raffineria Brod per i bisogni di questa società.
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