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Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Sarajevo/Banja Luka/Mostar - La formazione del Governo in Bosnia ed Erzegovina (BiH) dopo le elezioni generali, secondo le prime valutazioni, potrebbe risultare più facile rispetto al 2010 soprattutto perché tutte le opzioni e le coalizioni…
Sarajevo/Banja Luka/Mostar - La formazione del Governo in Bosnia ed Erzegovina (BiH) dopo le elezioni generali, secondo le prime valutazioni, potrebbe risultare più facile rispetto al 2010 soprattutto perché tutte le opzioni e le coalizioni sono aperte e fattibili. Esiste la possibilità concreta di creare un Governo stabile con forti maggioranze parlamentari, soprattutto nella Federazione di BiH, perché nella Repubblica Srpska (RS), a causa dell’aumento dell'opposizione, la situazione è molto più incerta – è quanto riportato dal quotidiano Dnevni avaz. La vittoria del Partito d'Azione Democratica (SDA), l’aumento dei consensi ottenuti dell'Alleanza per un Futuro Migliore (SBB) ed il buon risultato portato a casa dal Fronte democratico (DF) ma anche dell'Unione Democratica Croata della BiH (HDZ BiH), hanno aperto diverse opzioni. La caduta del Partito Socialdemocratico (SDP) e la parziale sparizione dalla scena politica di alcune fazioni più piccole, come ad esempio, il Partito per la BiH (SBiH), favoriscono infatti, una rapida formazione dei Governi e di uno spazio ristretto per l'ingegneria elettorale e l’assegnazione dei mandati. Tuttavia i rapporti tra le forze che hanno ottenuto la vittoria, non garantiscono un facile processo di negoziazione per la formazione delle coalizioni, a nessun livello. Per quanto riguarda le coalizioni per il Parlamento della BiH, il nuovo Consiglio dei Ministri comprenderà l’HDZ che ha la maggioranza nel corpus croato e sicuramente controllerà il Club dei Croati nella Casa dei Popoli dell'Assemblea parlamentare della BiH. I partiti più forti nella RS, ovvero l'Alleanza dei Socialdemocratici indipendenti (SNSD) ed il Partito Democratico Serbo (SDS), avranno sicuramente la possibilità di accedere, in modo indipendente, al Governo statale. Per quanto riguarda il corpus bosniaco, tutte le opzioni sono aperte dal momento che nessun partito ha ottenuto, da solo, un numero sufficiente di voti pertanto è necessaria una coalizione con almeno un partner. L’SDA ha ottenuto il maggior numero di mandati ma per avere la maggioranza qualificata dovrà formare una coalizione con l’SBB, il DF o l’SDP. Le coalizioni possibili possono essere diverse tipo: SDA e DF o SDA e SBB le quali potrebbero garantire una stretta maggioranza, tuttavia non bisogna escludere neanche l’eventuale cooperazione tra l’SBB con ed il DF, che lascerebbe l’SDA completamente fuori dal Governo statale. Una situazione analoga è presente anche a livello della Federazione di BiH dove l’SDA, ha ottenuto il maggior numero di mandati, ma non sarà in grado di formare il Governo federale solo con l'HDZ. A tal proposito il leader del DF, Zeljko Komsic ha riferito che il suo partito, sicuramente, non rappresenterà un problema nella creazione del Consiglio dei Ministri perché farà il possibile affinché si formi un Governo a tutti i livelli quanto prima. Lo stesso ha dichiarato che, ovviamente, una buona parte degli elettori dell’SDP ha votato per il DF ed ha colto l’occasione per ringraziare i cittadini. In ogni modo, Kosmic non ha fatto il nome di nessun partito con cui negoziare possibili coalizioni, dicendo che il passo iniziale dovrà essere fatto dai vincitori. A detta di quest’ultimo, prima di costituire i Governi, bisogna risolvere alcune questioni come lo sviluppo economico e correggere l’atteggiamento verso la Giustizia e le Agenzie di sicurezza, pertanto, il DF rifiuterà di formare una coalizione senza aver risolto, precedentemente, le tematiche ma darà il suo sostegno per la formazione del Governo se necessario. Stando alle previsioni il primo leader, che abbandonerà la scena politica sarà Zlatko Lagumdzija, presidente dell’SDP, il quale ha annunciato il proprio ritiro dopo la caduta del partito come si apprende dal quotidiano Nezavisne novine. Oltre a Lagumdzija e al suo SDP, sono attese altre agitazioni nell’SDS, dove la posizione di leader di Mladen Bosic non è più così sicura perché dopo quasi 9 anni all'opposizione, un numero significativo di membri dell’SDS si è detto insoddisfatto a causa delle elezioni e dal fatto che, in base ai risultati, rimarrà altri 4 anni fuori dal Governo. Gli scenari possibili all’interno dell’SDS sono dunque due: l’allontanamento di Bosic o la spaccatura della fazione una volta verificati i mandati nell'Assemblea parlamentare della RS e nella Camera dei Rappresentanti del Parlamento della BiH. L’aspetto più eclatante è che, tre giorni dopo le elezioni, il pubblico non ha potuto ascoltare il messaggio di Bosic, come leader dell'opposizione nella RS. Il deputato presso la Camera dei Rappresentanti del Parlamento della BiH, Aleksandra Pandurevic, ha difeso Bosic dicendo che si trova all’estero per un viaggio di lavoro ed ha smentito le indiscrezioni sulla spaccatura dell’SDS. La stessa ha ammesso di aspettarsi, dai giornalisti, domande riguardanti le eventuali dimissioni di Milorad Dodik dopo la sconfitta alle elezioni locali visto che i media, dal 2012 seguono con attenzione la situazione nell’SDS. Pandurevic ha concluso la sua dichiarazione dicendo che l’SDS è soddisfatto dei risultati delle elezioni ed ha sottolineato che appena Bosic ha assunto la posizione di leader del partito è aumentato il numero dei voti ottenuti. In occasione della prossima convocazione del Parlamento della RS, parteciperanno a nome dell’SNSD: Igor Radojičić, Zoran Tegeltija, Ilija Tamindžija, Luka Petrović, Srđan Milović, Dušica Savić, Obren Marković, Marko Vidaković, Milorad Jagodić, Dragan Bogdanić, Igor Žunić, Bojan Vidić, Zoran Adžić, Snježana Kelečević e Nenad Kuzmić, come si apprende dal quotidiano Nezavisne novine. Alla suddetta lista di deputati si uniranno anche: Srđan Amidžić, Gordana Tešanović, Dragoljub Davidović, Radovan Višković, Radovan Vuković, Vesna Jungić, Željka Stojičić, Drago Tadić, Vanja Banjac, Siniša Maksimović e Svetozar Jovanović. All’interno dell’SNSD prevedono di ottenere ancora un certo numero di posti a sedere attraverso la distribuzione dei mandati di compensazione. Per quanto riguarda la Camera dei Rappresentanti del Parlamento della BiH, il club dell’SNSD sarà composto da: Nikola Spiric, Dusanka Majkic, Miroslav Milovanovic, Lazar Prodanovic, Stasa Kosarac e Milica Markovic. Infine la ATV ha annunciato che il leader dell'Alleanza Democratica Popolare (DNS), Marko Pavic potrebbe diventare il nuovo presidente del Parlamento della RS e in questo modo, Igor Radojcic che ha sottolineato la necessità di riformare il Governo esecutivo durante la campagna elettorale, potrebbe diventerebbe il nuovo mandatario. Ricordiamo che Pavic ha annunciato che la sua DNS chiederà, nell’eventuale coalizione con l’SNSD, la funzione di Premier, pertanto, resta da vedere cosa succederà. Dal canto suo Nedeljko Cubrilovic ha affermato di voler restare nel Parlamento della RS però la decisione finale verrà presa durante la sessione della DNS.<br />
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