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Tirana - L'indagine sul furto dei 713 milioni di lek dal Dipartimento del Tesoro si estenderà fino agli Stati Uniti d’America. La Procura di Tirana, si apprende, abbia richiesto delle informazioni alla società di audit "Grant…
Tirana - L'indagine sul furto dei 713 milioni di lek dal Dipartimento del Tesoro si estenderà fino agli Stati Uniti d’America. La Procura di Tirana, si apprende, abbia richiesto delle informazioni alla società di audit "Grant Thornton LLP", la quale, durante i suoi controlli, non è riuscita a rilevare che nel Dipartimento del Tesoro, mancavano dei soldi. Il gruppo d’inchiesta ha domandato un’informazione dettagliata relativa ai controlli e ai quadri finanziari, ha preteso le certificazione e il bilancio degli audit effettuati dalla società. La Grant Thornton è stata incaricata nel 2011 con una gara pubblica da parte della Banca d'Albania, e proprio durante questi anni è stato perpetrato il furto continuato anche da parte di Ardian Bitraj, presso la Direzione di Emissione del Denaro. L'obiettivo della compagnia Grant Thornton è quello di garantire e certificare che i conti finanziari e il bilancio, tra cui le riserve e lo stock, rappresentino la verità. Tuttavia, da quanto emerso dalla testimonianza di Ardian Bitraj e dall’audit alla banca fatto dopo che si è verificato formalmente il furto, è accaduto tutto il contrario, poiché dalla cassa stock mancano 713 milioni di lek. Dal 2010 l’audit sulla cassa stock, la dove è avvenuto il furto, è stato eseguito due volte. Ma sia l’audit interno della banca che quello internazionale non sono riusciti a rilevare l’ammanco dei soldi. La liquidità del Tesoro della Banca d'Albania non si deduce dal bilancio, perché è classificato, ma lo stesso è controllato mediante una procedura separata. I risultati sono conservati in file separati, al di fuori delle normali tabelle finanziarie. Inoltre, nei principi di revisione contabile (audit), il controllo della cassa stock o l’inventario fisico, rientrano tra quegli elementi considerati ad alto rischio e che devono essere tra le priorità di controllo. Oltre all’acquisizione delle informazioni degli audit internazionali, l'accusa prevede di interrogare, nei prossimi giorni, anche i tre funzionari albanesi dell’audit: Julinda Sokoli, Ilir Osmani e Ledia Bregu.
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