Roma - Alla Farnesina tira una brutta aria: il sospetto è che la partecipazione alle missioni di osservazione elettorale vengano usate per far "viaggiare" i soliti noti. è quanto cerca di appurare il senatore Aldo Di Biagio, con un'interrogazione presentata al ministro egli Esteri, Federica Mogherini, neo Alto rappresentante Ue per la politica estera, in procinto di fare le valige per Bruxelles. Il parlamentare, eletto con Scelta civica nella Ripartizione estero, ha messo nero su bianco i dubbi di molti aspiranti osservatori: "nonostante il possesso dei requisiti richiesti, le ripetute domande di partecipazione di numerosi candidati vengono sistematicamente respinte".

Cosi' è stato anche pochi giorni fa, quando si è conclusa la procedura di selezione per la missione elettorale Ue in Mozambico, ex colonia lusitana in Africa, dove il 15 ottobre si voterà per eleggere il presidente e rinnovare il parlamento. Tra gli aspiranti osservatori "africani" c'erano anche madrelingua portoghesi, plurilaureati in scienze politiche e relazioni internazionali, dottorandi di ricerca a Lisbona, e via dicendo: tutte persone più che qualificate.

Per ognuno di loro la Farnesina ha trovato una spiegazione diversa: a chi non era madrelingua, ha risposto che la mancata selezione era dovuta all'imperfetta conoscenza della lingua; a chi parla il portoghese come prima lingua, ha risposto che manca di esperienza, mentre a chi possiede gli altri requisiti, è stato risposto che l'aver partecipato a uno dei corsi di formazione organizzati dalla Commissione europea costituiva requisito preferenziale, se non addirittura necessario. Quello dei corsi di formazione, è un altro mistero sul quale l'interrogazione di Di Biagio, che è anche membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, dovrà fare luce.

Nonostante i requisiti, coloro che chiedono di partecipare ai corsi di formazione gratuiti organizzati dall'Unione europea, che si svolgono a Bruxelles, vengono puntualmente scartati. La motivazione?

Una delle solite: mancanza di esperienza.

<br /> Certo, viene da domandarsi come ci si possa fare esperienza, se non si viene selezionati, e se, coloro che non usufruiscono dei corsi di formazione non vengono scelti per le missioni di osservazione elettorale. Insomma, &egrave; il classico cane che si morde la coda.

Cosa c&#39;&egrave; dietro tutto questo? Qualche malalingua insinua che si tratti di un modo come un altro per far viaggiare gratis i propri amici, e gli amici degli amici che ruotano attorno a stagisti, funzionari e politici della Farnesina.

Di Biagio, ha chiesto la lista degli osservatori degli ultimi 5 anni, per verificare i criteri di selezione. I requisiti, il componente del Comitato per le questioni degli italiani all&#39;estero, li ha elencati nel testo dell&#39;interrogazione: laurea in materie giuridiche o umanistiche, l&rsquo;ottima conoscenza della lingua inglese e, preferibilmente, un&rsquo;esperienza come scrutatore elettorale e di lavoro all&rsquo;estero, mentre per le missioni di lunga durata, oltre ai requisiti citati, serve la comprovata esperienza internazionale nel settore e la capacit&agrave; di redigere testi e norme giuridiche.

Tutti requisiti che molti candidati &quot;trombati&quot; possiedono, alcuni in abbondanza. Alcuni si presentano addirittura ininterrottamente da anni, e hanno accumulato decine di domande, puntualmente respinte, nonostante il possesso di tutti i requisiti previsti (in alcuni casi persino l&#39;aver partecipato, in passato, a missioni di osservazione, oltre a una consolidata esperienza in materia elettorale).

Fino a poco tempo fa, il Ministero degli Esteri sceglieva direttamente anche gli osservatori per le missioni di organizzate dall&#39;Osce, che si svolgono prevalentemente in Asia, mentre la sfera d&#39;azione dell&#39;Unione europea copre Africa e Sud America. Da qualche mese, la palla &egrave; passata direttamente a Varsavia, sede dell&#39;Odihr, l&#39;Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell&#39;Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione in Europa.

Il motivo &egrave; semplice: l&#39;Italia non ha pi&ugrave; un soldo per coprire il fabbisogno degli osservatori - ai quali, &egrave; bene ricordarlo, vengono pagate solo le spese vive - e cosi&#39; l&#39;Osce si &egrave; fatto carico direttamente dell&#39;onere, ma vuole poter scegliere direttamente i candidati. Alla Farnesina non &egrave; rimasto altro che gestire la partecipazione alle missioni dell&#39;Ue, alle quali vengono inviati sempre meno osservatori azzurri, a causa della mancanza di fondi.

Federica Mogherini lascer&agrave; al suo successore l&#39;onere di fare luce su quello che ha tutti i requisiti per poter diventare uno scandalo: soldi pubblici per far viaggiare gli amici, questa l&#39;ipotesi, tutta da verificare, sul tavolo del prossimo ministro egli Esteri.