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NOTIZIE · OI-316210 · 27/08/2014 02:30:00 · 4315 g fa4 min lettura
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Avviato il regolamento dei conti tra le società elettriche della ex Jugoslavia

DiOsservatorio ItalianoSommario

Zagabria - Dopo che la società "Elektrogospodarstvo Slovenije" (elettroeconomia della Slovenia) in funzione di successore legale della "Elektroprivreda Slovenije" ha avviato il processo di arbitrato contro la BiH presso il Centro…

Zagabria - Dopo che la società "Elektrogospodarstvo Slovenije" (elettroeconomia della Slovenia) in funzione di successore legale della "Elektroprivreda Slovenije" ha avviato il processo di arbitrato contro la BiH presso il Centro internazionale per la risoluzione delle controversie a Washington, la stessa ha chiesto un risarcimento danni che ammonta a 750 milioni di euro perché ha cofinanziato la costruzione della centrale termoelettrica Ugljevik prima della guerra, èd è sorta quindi la questione dei vecchi debiti delle società elettroeconomiche delle ex Repubbliche della Jugoslavia. Secondo alcune previsioni, la HEP (elettroeconomia croata) ha chiesto alla Elektroprivreda Srbije (EPS), a causa degli investimenti realizzati prima della guerra nella centrale termoelettrica Nikola Tesla a Obrenovac, 120 milioni di euro e 22 TWh di energia elettrica che superano il consumo completo annuale di tutta la Croazia. Se a tutto ciò aggiungiamo gli interessi scattati a partire dal 1990 l'importo ammonta a quasi due miliardi di euro che la Croazia ha richiesto alla EPS. Dall'altra parte, la HEP ha un problema con la Elektroprivreda della Repubblica Srpska (ERS) la quale ha chiesto al produttore e distributore croato dell'elettricità centinaia di milioni di euro per la fornitura non pagata dell'energia elettrica. Inoltre è anche controversa la centrale idroelettrica Dubrovinik 1 la quale ha estratto, secondo la ERS, l'energia elettrica a partire dal, 1 novembre del 1994. Secondo le previsioni della HEP, gli investimenti nella centrale termoelettrica Gacko e in quella idroelettrica Dubrovnik ammontano a 200 milioni di euro e quest'ultima è stata costruita come parte del sistema di tre impianti idroelettrici con IE Trebinje 1 e 2 sul fiume bosniaco-erzegovese Trebisnjica. L'IE Dubrovnik è posto oggi sul territorio della Croazia, ma le potenzialità di accumulo sono nel lago Bileca e la parte dell'infrastruttura è posta sul territorio della Bosnia e Erzegovina ed è per questa ragione che la ERS chiede che sia pagato l'uso di tanti anni. La ERS è pronta a stabilire un accordo anche nel caso in cui sarà dichiarato il fallimento senza escludere la possibilità dell'arbitrato. Dall'altra parte la HEP ha chiesto alla ERS il versameno della quota dell'energia elettrica prodotta nella TE Gacko che è di 200 milioni, dove la costruzione è stata cofinanziata dalla HEP negli anni ottanta. Inoltre è stata chiesta la somma per 11 TWh di energia elettrica prodotta a Gacko. Queste richieste reciproche tra la HEP e la ERS stanno fermando il progetto IE Dubrovnik 2 il quale è in fase di stallo a causa delle difficili relazioni perché il progetto dipende dalle potenzialità idriche della Repubblcia Srpska. Secondo le informazioni non ufficiali delle quali dispone il portale Poslovni dnevnik, la HEP ha considerato prima la possibilità di vendità del debito della EPS. Tuttavia qualche tempo fa sono stati avviati i colloqui per risolvere questo problema complesso e non è sicuro che la HEP deciderà di avviare l'arbitrato davanti alla Corte inteernazionale. La Croazia ha partecipato con il proprio denaro alla costruzione di alcune centrali elettriche nell'ex Jugoslavia e la loro potenza totale ammonta a 920 MW, e sono la NE krsko, la TE di Tuzla, di Obrenovac, di Gacko e di Kakanj. All'inizio degli anni ottanta nella ex Jugoslavia c'era l'obbligo che le Repubbliche più sviluppate come la Slovenia e la Croazia dovevano aiutare con i fondi non rimborsabili il Fondo per lo sviluppo di quegli Stati non sviluppati come la BiH. La Croazia aveva ottenuto il permesso di non investire nel Fondo ma doveva al contrario investire nelle centrali elettriche, e nel 1986 ha firmato con la EP BiH, (Elettroeconomia della BiH) l'accordo dell'unione dei fondi per la costruzione comune della Mineria e della TE Gacko e in modo simile venivano fatti degli investimenti nelle altre centrali termoelettriche di Kakanj e Tuzla. La HEP ha preso il grande prestito a causa dell'investimento in Serbia. La Elektroprivreda della Serbia ha chiesto che sia rimborsato l'investimento alla HEP per la fornitura dell'energia elettrica, ma la EPS ha risposto che questo deve essere risolto a livello statale e che detto argomento sarà negoziato con i rappresentanti dei Ministeri dell'economia. Il problema del rimborso dell'investimento nella TE di Tuzla e di Kakanj era stato risolto nel 2003 con la EP BiH come anche con la Elektrogospodarstvo della Slovenia nel caso della NE Krsko, mentre il saldo dei reciproci debiti tra la HEP, l'ERS e l'EPS è ancora in attesa.

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