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NOTIZIE · OI-315913 · 14/08/2014 19:30:00 · 4328 g fa3 min lettura
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Belgrado e Pristina responsabili dello stallo dei negoziati

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - L'applicazione dell'accordo di Bruxelles è una delle tre questioni, per le quali Belgrado, come annunciato, non otterrà un voto positivo nella relazione annuale della Commissione europea. A causa delle accuse reciproche tra…

Belgrado - L'applicazione dell'accordo di Bruxelles è una delle tre questioni, per le quali Belgrado, come annunciato, non otterrà un voto positivo nella relazione annuale della Commissione europea. A causa delle accuse reciproche tra Belgrado e Pristina, la Commissione europea ha abbassato il criterio sulla piena attuazione dell'accordo di Bruxelles, che valuta la costituzionalità dinanzi alla Corte Costituzionale della Serbia, l'integrazione della giustizia nel nord del Kosovo e Metohija e la continuazione più veloce dei negoziati politici. I responsabili della situazione, a detta degli analisti, sono sia Belgrado che Pristina, mentre gli interlocutori belgradesi includono anche l'UE. Johanna Deimel, il vicedirettore dell'Associazione tedesca per l'Europa sud-orientale, ha dichiarato che il Kosovo ancora non ha un Governo, mentre la Serbia "è molto concentrata sui suoi affari" pertanto nessuna parte può essere accusata direttamente. "Né Belgrado né Pristina, hanno mostrato un grande entusiasmo verso l'applicazione dell'accordo di Bruxelles. Ambo le parti vedono l'accordo come "risultato zero", invece di capire che, è necessario realizzare gli accordi e modificarli con i nuovi colloqui. Non possiamo dimenticare che, anche noi, saremo testimoni dei cambiamenti personali e istituzionali. D'importanza cruciale sarà la domanda chi sarà l'ereditato dell'Alto Rappresentante Catharine Ashton, cioè chi farà da mediatore durante le trattative tra Belgrado e Pristina", ha valutato Deimel. Tim Judah, il corrispondente britannico per i Balcani Occidentali, ha spiegato che, da quando a Pristina è entrato in funzione un Governo provvisorio, il processo dei negoziati verso i dettagli dell'accordo che risulta "nebuloso sotto vari aspetti" si è fermato ma continuerà quando il Kosovo avrà un nuovo esecutivo. "Penso che non sia necessario puntare il dito verso nessuna parte. Non dobbiamo dimenticare che, quando si tratta del Kosovo, parte del problema riguarda il fatto che coloro che desiderano formare un nuovo Governo devono discutere con il movimento "Autodeterminazione", che ha iniziato i negoziati sulla creazione del nuovo esecutivo ponendo come condizione l’interruzione delle trattative con la Serbia. Questo è, nella maggioranza dei casi cambiato, ma tuttavia rappresenta la parte della realtà politica", ha indicato Judah. L'analista politico Dusan Janjic, ha riferito che Belgrado e Pristina, dal mese di settembre 2013, sono state teatro di elezioni straordinarie delle quali sono responsabili tutti i firmatari dell'accordo di Bruxelles. Lo stesso ha aggiunto che, parte della colpa va attribuita anche a Catharine Ashton, la quale ha cercato di accelerare la firma dell'accordo. "La Comunità internazionale si trova nel caos e c’è ancora chi pensa che quest'ultimo non debba essere attuato completamente. A differenza di Pristina, Belgrado non ha avvisato e preparato politicamente né l'Assemblea, né il pubblico, compresi i serbi del Kosovo e Metohija su quanto è stato concordato.  La città di Pristina, a sua volta, è responsabile allo stesso modo, perché non accetta il fatto che il processo della normalizzazione dei rapporti sia a lungo termine e non combaci con la piena conferma internazionale verso l'indipendenza del Paese. Lo stesso ha annunciato che ambo le parti pagheranno a caro prezzo lo stallo e Pristina non otterrà la liberalizzazione dei visti e non potrà partecipare attivamente alle organizzazioni regionali ed internazionali. La Commissione europea considera che "il capitolo del Kosovo", non bloccherà l'inizio dei negoziati tra la Serbia e l'UE. Alcuni diplomatici hanno precisato che, stando alle previsioni, la Germania desidera innanzitutto aprire, durante le trattative con la Serbia, il capitolo 35. Secondo un altro scenario, l’intento è quello di avviare il capitolo 32, riferito al controllo finanziario. Il direttore del Centro per le alternative strategiche, Dusan Prorokovic ha dichiarato che i colpevoli si trovano sia a Belgrado che a Pristina. Questi ha precisato che Belgrado ha adempito a quanto richiesto da Bruxelles mentre Pristina ha avuto un atteggiamento "disonesto" e disinteressato verso la creazione della Comunità dei comuni serbi.  

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