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Zagabria - La Croazia ha subito delle pesanti conseguenze dopo le controsanzioni le quali il Primo Ministro russo Vladimir Medvedev ha imposto con il decreto verso l'Unione europea. Nella società Podravka, il maggiore esportatore croato di…
Zagabria - La Croazia ha subito delle pesanti conseguenze dopo le controsanzioni le quali il Primo Ministro russo Vladimir Medvedev ha imposto con il decreto verso l'Unione europea. Nella società Podravka, il maggiore esportatore croato di prodotti alimentari in Russia, stanno comparando i codici delle tariffe doganali per i prodotti agricoli e alimentari la cui esportazione è stata vietata in Russia dopo le sanzioni. Il Presidente d'amministrazione della Podravka, Zvonimir Mrsic ha reso noto che hanno considerato alcuni scenari per diminuire gli effetti negativi per quanto riguarda le sanzioni da entrambe le parti, dell'UE e della Russia, aggiungendo che secondo le cifre dognali, i loro prodotti non sono sulla lista dei prodotti vietati. Lo stesso ha precisato che la Russia è un mercato verso il quale hanno rivolto una speciale attenzione e che contano su questo mercato seriamente anche quest'anno. Mrsic ha precisato che hanno registrato una crescità sul mercato russo lo scorso anno del 20% e anche nella prima metà di quest'anno però poichè il rublo russo è indebolito del 24% questo non si vede nel controvalore della kuna croata. Mrsic ha confermato che la sua società ha tratto un profitto dal mercato russo nella prima metà di quest'anno di 70 milioni di KN. Le esportazioni croate dei prodotti agricoli e alimentari hanno raggiunto lo scorso anno una cifra di 20,9 milioni di dollari e di questo importo 6,9 milioni di dollari riguardano le salse e i condimenti misti. La società Vindija non esporta in Russia dalla Croazia perché ha la sua fabbrica di prodotti di carne di pollo in Serbia e così non subirà le conseguenze perché la Serbia non ha imposto le sanzioni contro la Russia e quindi non rientra nelle sanzioni russe. Il 1,5% delle esportazioni totali croate riguarda la Russia e quindi la Camera croata economica (HGK) non subirà delle grandi conseguenze però alcune società singole saranno colpite. Le conseguenze andranno a ripercuotersi sui produttori croati e sugli acquirenti di mandarini perché per loro la Russia è il mercato capitale. Nel 2013 hanno esportato in Russia il 40% della produzione totale e quest'anno aspettano di raccogliere 80 tonnellate di mandarini. La società Frutarija di Split ha concordato per quest'anno la vendità di 5000 tonnellate di mele con il mercato russo.
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