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Simferopoli – L’editore Liga-Finance ha comunicato, giovedì 10 luglio, che è in aumento il numero delle filiali delle banche russe presenti sul mercato della Crimea. Secondo i dati statistici della Banca di Russia, a partire dal 9…
Simferopoli – L’editore Liga-Finance ha comunicato, giovedì 10 luglio, che è in aumento il numero delle filiali delle banche russe presenti sul mercato della Crimea. Secondo i dati statistici della Banca di Russia, a partire dal 9 luglio 2014, nella Regione funzionano 421 filiali e gli istituti di credito russi hanno sostituito, per il 70%, le due banche ucraine Privatbank e Oschadbank, in possesso di 587 sportelli, pari al 42% della rete bancaria ucraina in Crimea, dove si trovavano circa 1.000 filiali. Il leader del mercato bancario in Crimea è tuttora la “figlia” della Banca di Mosca, RNKB che possiede già il 65% (275 sportelli) delle filiali. La stessa ha sorpassato l’Oschadbank, che aveva 250 sportelli, ma non ha ancora raggiunto la Privatbank che vantava 337 sezioni. Stando all’informazione apparsa sul sito della Privatbankl, la sua rete in Crimea è attualmente in possesso del Ministero per lo Sviluppo regionale, le Abitazioni ed i Servizi comunali, tramite la società “Voda Kryma” (Acqua della Crimea). Il resto della rete bancaria viene condivisa da altri 22 istituti. All’inizio del mese di aprile, erano solo tre le banche che volevano entrare in Crimea, oltre a quelle ucraine già presenti come Morskoy e CBRR. La prima a fare il suo ingresso nella regione è stata dunque la banca russa RNKB. Tuttavia, nessuna delle 20 attuali, che operano nella regione, fatta eccezione per la Banca di Russia, sanzionata recentemente dagli Stati Uniti, rientra nella top 100 in termini di attività, probabilmente a causa dalle minacce USA che non hanno riconosciuto la Crimea come territorio russo. Il blocco dei conti corrispondenti nelle banche straniere hanno infatti impedito operazioni di cambio. Per giunta il numero di banche uscite dal mercato della Crimea ha fatto sorgere molte domande tra i partecipanti al mercato. Difatti, nonostante le cifre abbastanza impressionanti, l'attività delle banche russe non è sempre dovuta l'attrattiva degli investimenti della nuova regione. Secondo alcuni banchieri, queste ultime sono state obbligate ad avviare le proprie attività in Crimea, soprattutto quelle aventi la leadership a San Pietroburgo. Per questo a fine aprile, presso l'Associazione delle banche del Nord-Ovest, ha avuto luogo una riunione sullo sviluppo dei rapporti con la Repubblica di Crimea alla quale, stando alle informazioni contenute sul sito dell’Associazione, ha partecipato il governatore di San Pietroburgo, Igor Divinsky. Nel corso dell’evento ai banchieri è stato chiesto di svolgere attività in Crimea e la stessa richiesta è stata presentata presso la CentroBank nel Distretto federale Siberiano. Come stimolo economico, alle banche è stata offerta la possibilità di aprire, rapidamente e a poco prezzo, le proprie filiali in sostituzione di quelle ucraine, che hanno lasciato la Crimea dopo che la CentroBank ha impedito loro di funzionare. Uno degli interlocutori ha comunicato che la maggior parte delle reti bancarie ex-ucraine sono tuttora in stallo ed esiste la possibilità di un trasferimento alle banche russe. Gli esperti hanno i dubbi sull’efficacia di manovre simili ed il direttore generale della società Fionekspertisa, Agvan Mikaelian ha dichiarato che l’incentivo per far arrivare i banchieri in Crimea, può essere solo economico.
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