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Pristina - Il Kosovo sta ostacolando le società che vogliono operare ed investire nel Paese. Questo, viene sostenuto dalle stesse, secondo le quali, le barriere con cui si confrontano sono insormontabili. A lamentarsi è anche la…
Pristina - Il Kosovo sta ostacolando le società che vogliono operare ed investire nel Paese. Questo, viene sostenuto dalle stesse, secondo le quali, le barriere con cui si confrontano sono insormontabili. A lamentarsi è anche la “SGE”, che opera nel campo dell’energia solare, e che a prescindere dalla propria volontà, non sta riuscendo ad essere presente sul mercato con i suoi servizi. I rappresentanti di queste società, danno la colpa alle istituzioni del Paese, che le stanno ostacolando con procedure che durano per anni, e che bloccano, di fatto, le loro attività. Kosovare Sadikaj, direttrice del dipartimento di vendita e marketing, nella “SGE”, ha riferito, attraverso la KosovaPress, che, quest’impresa, finanziata da investitori svizzeri, pur essendo presente in Kosovo dal gennaio del 2013, di fatto, non ha potuto operare, in conseguenza della mancata approvazione degli incentivi tariffari. La stessa, afferma, che a prescindere dalle molte riunioni realizzate con i funzionari della ZRRE, della MZHE e della KEDS, non hanno visto nessun risultato concreto. Sadikaj ha riferito che ci sono molti clienti interessati ad installare la tecnologia, ma che questo, purtroppo, lo si sta facendo in forma individuale, mediante dei generatori, rendendo, dunque, il sistema più caro quasi del 20%, rispetto alla tariffa o all’inclusione nella rete. "Abbiamo chiesto la possibilità di collegarci alla rete attraverso lo scambio dell’energia. Quando ci siamo presentati alla KEK, hanno detto che è una richiesta infrequente, e che in effetti, è la prima volta che qualcuno l’avanza. Mancano, quindi, le leggi e i regolamenti legislativi in materia di scambio di energia ... Così siamo rimasti con le mani legate. In sostanza, non abbiamo potuto sviluppare il business della nostra azienda", ha detto Sadikaj. La direttrice del dipartimento di vendita e marketing, nella “SGE, inoltre ha dichiarato che l’MZHE, nelle vesti del Ministro Besim Beqaj, ha adottato delle direttive, mediante cui sono stati stabiliti gli obiettivi per le energie rinnovabili, ma la stessa, aggiunge che si è proceduto in modo diseguale, in assenza di qualsiasi tipo di analisi sulle capacità esistenti nel Kosovo, riservando all’energia fotovoltaica e geotermica, solo l'1% delle risorse, nell’ambito dell’energia rinnovabile. "Siamo arrivati in Kosovo per sviluppare il mercato dell'energia elettrica e per accrescere l’occupazione. Tuttavia, i problemi che abbiamo riscontrato in loco, sono la mancanza della buona volontà delle istituzioni, ad interagire con noi, l’assenza di leggi, regolamenti, e di tariffe incentivanti, che sono l’obiettivo fondamentale per la promozione degli investimenti stranieri. La Commissione per le tariffe agevolate, regola numerose questioni, come l’immissione dell’energia sulla rete elettrica, poi la sua vendita garantita, mediante la tariffa stabilita. Il Kosovo ha implementato e progettato la bozza del piano nazionale 2013-2020, che prevede l'approvazione della tariffa entro il 1 ° gennaio 2014. Ma gennaio è ormai trascorso, come lo sono febbraio, marzo ed aprile. Siamo nel mese di maggio e la tariffa non è stata ancora approvata. Questo è un problema grave, in quanto blocca l'attuazione e lo sviluppo dell’azienda nell’applicare i sistemi solari", ha riferito la Sadikaj, aggiungendo la necessità di eliminare le lunghe procedure burocratiche per il rilascio della licenza, e l’adozione della rimozione delle tasse doganali e dell’IVA sull’energia rinnovabile.
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