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Sarajevo - È arrivato il tempo di chiudere l’OHR in BiH? Come in ogni cosa, non esiste un accordo neanche su questo. Mentre Croati e Serbi desiderano la chiusura, la maggior parte dell’élite della politica bosniaca opina che…
Sarajevo - È arrivato il tempo di chiudere l’OHR in BiH? Come in ogni cosa, non esiste un accordo neanche su questo. Mentre Croati e Serbi desiderano la chiusura, la maggior parte dell’élite della politica bosniaca opina che quell'istituzione è ancora necessaria. Ma, proviamo a vedere quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi dell'esistenza dell’OHR. I benefici sono pochi. Forse è uno solo. In questa crisi politica profonda l'Alto Rappresentante ha la soluzione – ricorrere ai poteri di Bon per risolvere la crisi e imporre le decisioni – Tuttavia, molti Alti Rappresentanti, da Wolfgang Petritsch, Paddy Ashdown a Valentin Inzko, hanno abusato di questa prerogativa, prendendo decisioni che hanno distrutto la possibilità per la creazione di una società plurale in BiH. Colui che ha prodotto la crisi, il presidente dell’SDP, Zlatko Lagumdžija, crede che l’OHR debba continuare ad esistere. "Essa ha la funzione di proteggere l'accordo di pace.", dice Lagumdžija. Gli svantaggi sono molto più numerosi. Invece di essere elemento di stabilità, gli Alti Rappresentanti sono stati più spesso causa di momenti di crisi. Il Presidente della RS, Milorad Dodik, pensa che l’OHR debba essere chiusa immediatamente. "Nell’ OHR agiscono gruppi che soddisfano i desideri dei leader bosgnacchi.", dice Dodik. Molte delle decisioni prese, sono andate a discapito del segmento più piccolo, i Croati. L'ultima è quella illegittima, con cui Valentin Inzko ha sospeso la decisione della Commissione elettorale dello Stato. Oltre a questo, l’OHR è responsabile per il controllo dell'applicazione dell'accordo di Dayton. E proprio questo, più precisamente, il suo annesso 4 per la BiH, è il problema più grande, perché con l'esistenza di OHR si prolunga il sistema disfunzionale del Paese. Contemporaneamente, la risoluzione del Parlamento europeo, contraria al separatismo e al centralismo, e che perora il federalismo, chiedendo dei rappresentanti legittimi nelle istituzioni amministrative, è in intera collisione con gli atteggiamenti e le attività dell'attuale Alto Rappresentante e della maggior parte dei suoi predecessori, i quali non contribuiscono alla prospettiva europea della BiH. Con l'esistenza di un interprete generale, che non è scelto nelle elezioni democratiche, la BiH è l'unico Paese europeo, e uno dei rari paesi al mondo, con un sistema neocolonialistico di Governo, per il quale è diventato oggetto di scherno nelle cerchie delle scienze politiche. Inoltre, questa situazione da il messaggio che bosgnacchi, serbi e croati non sono capaci di esistere come le moderne nazioni politiche europee. Anche il sistema finanziario ha la sua rilevanza. I soldi che vanno verso l'amministrazione dell’OHR sarebbero più utili in altri progetti del Paese. Il presidente dell’HDZ BiH, Dragan Čović, sottolinea che a quelli dell’OHR torna comodo stare in BiH. " E’ sicuramente più confortevole che negli Stati che oggi, ancora, combattono contro Iraq, Libia, Afghanistan...", dice Čović. Quanto sia compromesso il ruolo dell’OHR, lo dice anche chi è stato precedentemente a capo di quest'istituzione, affermando cose del tutto diverse da quando sosteneva il ruolo di Alto Rappresentante. Ma la decisione finale sull'esistenza di quest’organismo la prenderanno gli stessi, che l’hanno formato e cioè il Comitato direttivo, in cui ci sono i grandi Paesi dell'UE e le istituzioni dell'UE, l’organizzazione della conferenza islamica, rappresentata dalla Turchia, la Russia, il Giappone e il Canada. Ma la decisione finale, anche in questo caso, sarà presa dagli Stati Uniti.
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