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Sarajevo - Dušan Janjić, analista di Belgrado, ritiene che il Presidente della RS, Milorad Dodik, abbia ragione quando dice che dopo la crisi in Ucraina ha una base legale per riaprire la questione del referendum sulla separazione della RS…
Sarajevo - Dušan Janjić, analista di Belgrado, ritiene che il Presidente della RS, Milorad Dodik, abbia ragione quando dice che dopo la crisi in Ucraina ha una base legale per riaprire la questione del referendum sulla separazione della RS dalla BiH. "Se la Serbia vuole mantenere un certo controllo sul Kosovo, si può dire che ha già perso, ma se cambia idea ed accetta la possibilità dell'esistenza di due paesi serbi in futuro - in questo caso deve cambiare posizione verso Kosovo. E' chiaro: è impossibile avere entrambe le cose", ha detto Janjić per l'agenzia Srna. A suo parere, i politici dei Balcani non hanno capito che, dopo il caso della Georgia, è sorto un accordo tacito in base al quale i Balcani saranno posti sotto il controllo della NATO e la Russia non si opporrà, per non perdere l'Ossezia, la Crimea, e molto di più, limitando a complicare le cose e a giocare. "Finora la Russia ha fatto i tre suoi Stati, e in cambio ha permesso alla NATO di espandersi. Dodik può costruire la RS autonoma se trova un accordo con gli americani", ha detto Janjić . Riguardo la Serbia, Janjić afferma che la sfida principale del Presidente serbo Tomislav Nikolić e del Governo con Aleksandar Vučić a capo sarà quella di indebolire il doppio gioco, che cerca di realizzare il Kosovo tramite "l'associazione dei comuni serbi", creando un gioco più prudente relativo all'appoggio della RS, definita dal Dayton. Tutto questo deve essere messo nel contesto di principi accettabili per i partner occidentali, sulla base "del concetto dell'integrità territoriale della BiH", considera Janjić. Spiega che una tale integrità della BiH non può funzionare, trattandosi di una questione di volontà dei cittadini della BiH, mentre sottolinea l'importanza di una nuova cooperazione economica ed ogni altro tipo di cooperazione con la RS. Belgrado ha inoltre bisogno di una strategia nuova sul Kosovo e di una risoluzione, ma non di una Costituzione nuova, dato che la situazione e la realtà in Kosovo sono cambiate. Secondo Janjić, la crisi dell'Ucraiana sta rafforzando la posizione di Pristina, non di Belgrado. Janjić considera che Putin vorrebbe rafforzare il ruolo della Russia e formare di nuovo l'Associazione dei paesi indipendenti, come anche fondare la base per istituzione delle integrazioni euro-asiatiche fra 50 o 100 anni, più la Bric (Brasile, Russia, India, Cina e Repubblica della Sudafrica). Infatti, l'Ucraina è soltanto l'inizio della realizzazione dei piano di stabilizzazione della Russia e trasformazione della Russia in una forza a livello globale, ha spie gato Janjić. Afferma che gli USA hanno cambiato il suo altro partner (oltre l'Europa), la Turchia, perché Tayyip Erdoğan non ha sfruttato l'occasione offerta dagli investimenti nei Balcani, perché preferiva alcune nuove varianti islamiche, che Washington non sta appoggiando. Secondo Janjić gli eventi in Piazza Taksim in Turchia sono fortemente collegati con gli eventi sui Balcani, dato che Erdoğan cerca di far passare sui Balcani le tensioni politiche attraverso alcune organizzazioni islamiche, mentre gli attori pro-americani stano lavorando sulla marginalizzazione di questi impatti, come accade in Kosovo. Janjić ha avvertito anche del fatto che a Bruxelles esiste un comando congiunto di Russia e NATO, con esercizi congiunti e che "sempre lavorano i telefoni e gli accordi", anche nel caso in cui il rappresentante non formale (Clinton) cerca di trovare una soluzione per il Kosovo negoziando con Putin. "Una cosa è chiara, nel caso dell'Ucraina non ci sarà una guerra mondiale, non ci sarà alcun cambiamento dell'ordine globale, e se ci sarà, avverrà fra 50 anni", ha concluso Janjić.
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