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Belgrado - "Perché il marmo di Zlatibor, utilizzato sei anni fa per i palazzi di Microsoft a Seattle, non è idoneo per gli edifici costruiti dalla Serbia", chiede con insistenza Dragan Milojević, direttore della Zlatibor mermer di…
Belgrado - "Perché il marmo di Zlatibor, utilizzato sei anni fa per i palazzi di Microsoft a Seattle, non è idoneo per gli edifici costruiti dalla Serbia", chiede con insistenza Dragan Milojević, direttore della Zlatibor mermer di Užice, azienda che difficilmente sopravvive nonostante le difficoltà delle tre pietraie locali di Kalenić, Sirogojno, Skržuti. Milojević denuncia lo stato d'abbandono di una società, che prima era un motore per l'economia slovena e per il settore dello sfruttamento e del trattamento del marmo. "La Serbia, come maggiore investitore del settore attraverso i fondi dei vari municipi, soprattutto Belgrado, cerca di distruggere questa economia. Solo nel progetto per lo stadio su Tašmajdan, da due anni sono in corso trattative con imprenditori esteri per fare la copertura, escludendo noi, anche se il nostro marmo di colore beige della pietraia di Skržuti è il migliore, ad un prezzo oltretutto vantaggioso", afferma Milojević. Afferma inoltre di non aver potuto intraprendere i lavori, dopo l'inizio di un processo per corruzione, cedendo così il posto ad una società cinese. "Il granito cinese è tecnicamente di qualità superiore rispetto alla pietra di Zlatibor, ma esteticamente sicuramente no", aggiunge il direttore. Il proprietario di Zlatibor Mermer da sette anni è un italiano, Piero Zanella, appartenente alla terza generazione di scalpellini esperti di Verona. Durante la sua gestione quest'impresa ha avuto molti contratti all'estero ma pochi nello Stato. "Con il marmo rosso e beige abbiamo rivestito le aziende di Microsoft a Seattle, Andrićgrad di Emir Kusturica con il marmo beige di Skržut. A Ragusa abbiamo fatto l'albergo di lusso 'Dubrovnik de lux'. Abbiamo avuto altri bei contratti nel mondo. Però in Serbia niente. La nostra azienda, in cui ci sono rimasti 25 lavoratori, si trova adesso in difficoltà finanziaria e sopravviviamo difficilmente. Il proprietario Zanella da anni invia soldi dall'estero per le necessità base dell'azienda, ma anche il suo entusiasmo diminuisce. Qua non si tratta solo della sopravvivenza dell'azienda, ma anche di questa regione economica. Se si perde, ne subiranno le conseguenze anche tutte le aziende che cooperano con noi", avverte Dragan Milojević.
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