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Sarajevo - Con ogni probabilità non sarà prorogato l'accordo del credito stand-by tra la BiH e il Fondo Monetario Internazionale (FMI), e in tal modo il bilancio della RS sarà danneggiato per 66 milioni di KM. Le autorità…
Sarajevo - Con ogni probabilità non sarà prorogato l'accordo del credito stand-by tra la BiH e il Fondo Monetario Internazionale (FMI), e in tal modo il bilancio della RS sarà danneggiato per 66 milioni di KM. Le autorità della RS accusano il FMI "di essere l'unica istituzione finanziaria che pone ad un paese come condizione per l'assegnazione di un credito anche richieste politiche", ed affermano che le condizioni del FMI per la RS sono inaccettabili. Contemporaneamente i rappresentanti del Governo della RS mettono in primo piano la richiesta di riforma del settore del lavoro, con l'adozione di una nuova legge, entro il mese di maggio di quest'anno. Tuttavia, va ricordato che il Governo della RS e quello della FBiH, come anche il Consiglio dei Ministri della BiH, nella successiva lettera di intenti, inviata al FMI l'8 gennaio del 2014, hanno assunto l'obbligo di modificare una serie di leggi, comprese la legge sul lavoro, legge sulle tasse sul profitto, l'aumento delle tasse su petrolio e alcol, nonché di attuare una serie di procedure. Richieste queste rivolte alla possibilità di prorogare l'accordo di credito con il FMI. Nella lettera di intenti menzionata, i Governi della RS e della FBiH hanno affermato di aver preparato le bozze di legge sul lavoro, e riconoscono che questa legge non è stata approvata entro il termine previsto (31 dicembre del 2013), perché avevano bisogno di ulteriore tempo per il dialogo con i partner sociali e la discussione in parlamento, mentre promettono che la legge sarà approvata nei primi mesi del 2014. "Continuiamo a negoziare con i partner sociali per stabilire tramite la nuova legge nuova un quadro temporaneo di durata di tutti i contratti collettivi, dando un ruolo più grande al Governo nella stabilizzazione del salario minimo, garantire una promozione dei contribuiti diversificati rispetto alle competenze professionali e razionalizzare le compensazioni di licenziamento con il rafforzamento della tutela sociale delle persone disoccupate, rafforzare il controllo di ispezione di lavoro, ed aumentare le sanzioni per la violazione della legge sul lavoro e la tutela dei diritti di lavoratori sulla base della Convenzione sulle libertà sindacali e tutela di diritti sindacali come anche delle Direttive sul lavoro della Commissione Europea", precisa la lettera di intenti firmata dai Premier delle due entità bosniache - Željka Cvijanović e Nermin Nikšić, dal Presidente del Consiglio dei Ministri della BiH - Vjekoslav Bevanda, dai Ministeri delle Finanze nei Governi delle due entità e dal Ministro delle Finanze statali, e nonché dal Governatore della Banca Centrale della BiH, Kemal Kozarić.<br /> Inoltre, è stato promesso al FMI che entro la fine di febbraio di quest'anno, nell'Assemblea parlamentare della BiH, sarà approvata la nuova legge sugli appalti pubblici armonizzata in base agli standard dell'UE, mentre nel giugno del 2014 i Parlamenti della RS e della FBiH approveranno le leggi sulle banche ed altre istituzioni del credito a seconda delle raccomandazioni del FMI. Dopo aver approvato la legge sul lavoro, le autorità potrebbero approvare la normativa che non garantirà ai funzionari pubblici un salario netto. I Governi della RS, della FBIH e della BiH, i quali hanno promesso anche l'aumento delle tasse su petrolio e tabacco, cioè l'armonizzazione piena delle tasse sui diversi prodotti del tabacco. I fondi raccolti dalle tasse dovrebbero confluire nei fondi delle entità bosniache per il finanziamento delle autostrade. Le autorità bosniache hanno promesso al FMI anche l'avvio delle riforme del sistema di tutela sanitaria con l'assistenza della Banca Mondiale nella prima metà del 2014, che dovrebbe servire alla creazione delle condizioni per la riduzione delle tasse sul lavoro, e la riduzione dei contribuiti per l'assicurazione sanitaria. L'ulteriore complicazione della situazione politica in BiH, la riduzione delle entrate pubbliche sulla base delle tasse dirette e quelle indirette, e il crollo totale del dialogo sociale nella RS durante la visita della delegazione del FMI nel febbraio di quest'anno, lasciano pensare che non proseguirà l’attuazione del credito stand-by per la BiH. Ricordiamo che l'Unione dei sindacati della RS ha informato anche la delegazione del FMI e il Governo della RS che non appoggerà la nuova legge su lavoro, dato che lo stesso "trasformerebbe i lavoratori in schiavi". Il Premier della RS, Željka Cvijanović, alla vigilia della riunione con il direttore del segretariato generale dell’UE per l'allargamento - prevista per giovedì 13 marzo - ha affermato che l'accordo con in FMI ancora non è una questione chiusa, aggiungendo che il Governo della RS non può accettare condizioni che non può attuare, prima di tutto l'adozione della legge su lavoro entro il termine menzionato. Il Ministro delle Finanze della RS, Zoran Tegeltija, ha osservato che non si tratta di un malinteso con il FMI riguardo le politiche da attuare, bensì di un malinteso circa i termini per la soddisfazione degli obblighi assunti. Siccome la RS potrebbe rimanere senza 66 milioni di KM stanziati dal FMI per il bilancio del 2014, quest'entità potrebbe ottenere un credito a condizioni sfavorevoli presso le banche commerciali, soprattutto se prendiamo in considerazione che il 2014 è un anno elettorale, come ha avvertito l’esperto economista Damir Miljević.<br />
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