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Tirana – Un’inchiesta lanciata, principalmente, dalla Procura per i Crimini gravi, in seguito alle informazioni ricevute dal Servizio Informativo Statale, è terminata con l’arresto di 7 persone, sospettate di terrorismo, e con un…
Tirana – Un’inchiesta lanciata, principalmente, dalla Procura per i Crimini gravi, in seguito alle informazioni ricevute dal Servizio Informativo Statale, è terminata con l’arresto di 7 persone, sospettate di terrorismo, e con un mandato di arresto per altre 6 persone ricercate. Gli arrestati sono religiosi musulmani, tra i quali, ci sono anche, l’imam della moschea di Unaza e Re della capitale, Genci Sami Balla, l’imam della moschea di Mzezi, Bujar Asllan Hysa, e i religiosi: Edmond Shaban Balla, Verdi Dielli Morava, Fadil Adem Myslimani (Dervishi), Zeqir Isuf Imeri, e Astrit Hajdar Tola. I sospettati sono stati arrestati durante le prime ore del mattino, nelle loro abitazioni, ma anche, nella moschea mentre svolgevano i riti di namaz, dalle forze di pronto intervento della polizia. L’operazione del loro arresto è stata effettuata, contestualmente, in 4 diverse città: Tirana, Pogradec, Elbasan e Librazhd. Sono state controllate 21 abitazioni e case, e dai primi dati, risulta che sono state trovate armi, pallottole e del materiale esplosivo. Si ritiene che gli arrestati predicavano la Jihad e che sono implicati nella creazione di cellule di reclutamento di religiosi musulmani per combattere con alcuni gruppi di opposizione in Siria, e per lo svolgimento di atti terroristici. Dopo il reclutamento e l’allenamento, gli stessi, venivano inviati in Turchia mediante l’aeroporto di Rinas, per poi finire in Siria, affianco alle formazioni di lotta del Paese. Le indagini, secondo l’organo di accusa, sono state lanciate, prevalentemente, dalla Procura per i Crimini gravi, in cooperazione con la SHISH, 8 mesi fa, e con l’assistenza di un PM americano. Intanto, un giorno prima, il PM che indaga sul caso, Elisabeta Imeraj, ha chiesto al tribunale alcune misure di sicurezza, quali l’arresto con il carcere, per le sette persone sospettate di "terrorismo", provvedimento che è stato adottato dal giudice,Sander Simoni. I sette arrestati, intercettati nel periodo delle indagini, si sospetta, abbiano inviato oltre 70 persone a combattere in Siria. E’ noto che la Procura dei Crimini gravi ha iniziato l’indagine, in seguito all’uccisione di due Albanesi nella guerra in Siria. I media riferiscono che sono state alcune agenzie estere ad aver informato e fatto segnalazioni alla SHISH, in relazione a questi reclutamenti. Il Servizio di Intelligence albanese (SHISH), insieme alla Procura per le indagini sui Crimini gravi, ha avviato l’inchiesta, grazie all’individuazione di una cellula, definita 'terroristica”.<br /> <strong>Comunicato della Comunità Musulmana albanese</strong><br /> Attraverso l’ufficio stampa, la comunità musulmana albanese (KMSH), ha spiegato che le persone arrestate questo martedì non sono funzionari di quest’istituzione. "In seguito alle notizie apparse oggi sui media, sull’arresto di alcune persone accusate di terrorismo e sulla loro partecipazione al conflitto siriano, la comunità musulmana rende noto che le suddette, non sono funzionari della Comunità Musulmana", cita l’annuncio; inoltre, la KMSH aggiunge di essere contraria al coinvolgimento dei religiosi albanesi nel conflitto siriano e che incoraggia verso un giusto processo giudiziale. "La partecipazione ai conflitti e la promozione della violenza non corrisponde allo spirito della religione islamica. La comunità musulmana albanese è promotrice dei più alti valori islamici e predica la bellezza della religione, dell’armonia e della tolleranza nel nostro Paese", così si legge nell’annuncio della stessa.<br /> <strong>L’organo di accusa e la Polizia di Stato</strong><br /> Il Procuratore dei Crimini gravi, Eugen Beci, durante la conferenza stampa con il direttore generale della Polizia di Stato, Artan Didi, ha riferito che nelle abitazioni degli arrestati sono stati sequestrati alcuni libri religiosi, carte d’identità scritte in arabo, vestiti per camuffarsi, due radio rice-trasmittenti, e diversi contratti, e ha aggiunto che, su altre sei persone, è stato emesso un mandato di arresto. "Questi personaggi sono accusati di aver reclutato dei soggetti, con l'intento di commettere atti terroristici, di promuovere e fare propaganda pubblica, sempre a scopo terroristico, di incitamento all'odio e alla lotta tra le nazionalità, le razze e le religioni. Genc Balla e Bujar Hysa, che praticavano attività religiosa illegale nella zona di Unaza e Re e nel villaggio di Mezez a Tirana, sono sospettati di aver commesso delle azioni per l’indottrinamento di diverse persone, attraverso un’'ideologia radicale, per poi ingaggiarli nei combattimenti, all’interno di gruppi terroristici estremisti che sono stati sanzionati dall’ONU", ha detto Beci. Lo stesso, ha aggiunto che Fadil Myslymani, Zeqir Imeri e Astrit Tola, sono accusati di aver aiutato gli organizzatori a reclutare e poi, ad inviare, alcuni cittadini albanesi in Siria. La stessa accusa, grava sulle teste di Edmond Balla e Verdi Morava. Le indagini mirano a scoprire il modo in cui avviene il reclutamento e l’itinerario seguito dai gruppi di albanesi, attraverso l’Albania e il Kosovo, per poi, unirsi ai gruppi fondamentalisti che combattono in Siria. Al fine di frenare il loro impegno in questa guerra, il Governo kosovaro e quello albanese, hanno adottato di recente, delle modifiche legislative al Codice Penale.<br />
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