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Valona – Andon Mehillaj, 38 anni, membro della "banda del tritolo" e uno dei più ricercati dalla Polizia di Stato, accusato di aver collaborato ad una serie di omicidi, si è consegnato spontaneamente alla polizia,…
Valona – Andon Mehillaj, 38 anni, membro della "banda del tritolo" e uno dei più ricercati dalla Polizia di Stato, accusato di aver collaborato ad una serie di omicidi, si è consegnato spontaneamente alla polizia, dimostrando di non essere fuggito all'estero, anche se l'Interpol lo ha dichiarato ricercato internazionale. In base alle più recenti informazioni, nella sua deposizione alla direzione della Polizia di Valona, Mehillaj ha negato di avere legami con il killer Julian Sinanaj e di non aver nulla a che fare con gli attentati esplosivi. Intanto si è appreso che sono stati i famigliari di Andon Mehillaj ad aver negoziato con le strutture della Polizia dello stato, rendendo possibile la sua resa. Mehillaj ha dichiarato alla polizia di non conoscere personalmente Sinanaj e ha domandato alla stessa di garantire la sicurezza della sua famiglia, vittima negli ultimi giorni di un attentato esplosivo. Andon Mehillaj e il cugino, Genis Mehillaj, ancora ricercato, sono accusati di essere i datori di lavoro, cioè, i mediatori del killer Julian Sinanaj. Sui due gravano le pesanti accuse di "atti terroristici" e di "finanziamento del terrorismo". Altre accuse a loro carico sono "sottrazione agli organi di giustizia", "occultamento di fondi e del reddito usato per il finanziamento del terrorismo", "fornitura di informazioni da parte di persone che esercitano funzioni pubbliche", "produzione e detenzione di armi da guerra e munizioni" e "traffico di armi e munizioni". Il nome dei cugini Mehillaj vene citato subito dopo l'arresto del killer a pagamento, Julian Sinanaj, il 25 gennaio. Gli stessi sono sospettati di aver mediato tra il mandante e il killer, per la gran parte dei casi, svolgendo la loro attività, generalmente, nella città di Valona, ma non solo. La circostanza è stata ormai ammessa anche dal 31enne Julian Sinanaj, che ha acquisito lo status di pentito della giustizia albanese. Egli ha confessato al gruppo d'inchiesta di aver costruito la bomba, che è stata introdotta nell'auto del prefetto di Valona, Besnik Dervishi, di aver ucciso l'imprenditore Agron Çela a Valona, il pescatore Sokol Veizaj ad Orikum, di aver collocato il TNT nella casa di Ardian Kollozi, deputato del PD e di aver programmato di uccidere, allo stesso modo, l'uomo d'affari Pirro Bare. I mandanti, in tutti questi casi sono stati i cugini Mehillaj.
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