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Sarajevo - Un gruppo di circa 300 manifestanti anche giovedì, 13 febbraio, ha bloccato il traffico nel centro di Sarajevo chiedendo le dimissioni dei Ministri nel Governo della FBiH, mentre parallelamente il Partito d'Azione Democratica ha avviato…
Sarajevo - Un gruppo di circa 300 manifestanti anche giovedì, 13 febbraio, ha bloccato il traffico nel centro di Sarajevo chiedendo le dimissioni dei Ministri nel Governo della FBiH, mentre parallelamente il Partito d'Azione Democratica ha avviato il processo di espulsione del Ministro della sicurezza della BiH, Fahrudin Radončić. Infatti, SDA chiede la sostituzione di Radončić a causa della situazione di insicurezza che vive attualmente la BiH e l'ondata di violenze durante le proteste che hanno scosso Sarajevo . L'SDA ha sottolineato che il Ministro Radončić "nelle attuali condizioni deve dimettersi per questioni etiche". Il delegato dell'SDA nel Parlamento statale Šemsudin Mehmedović ha affermato che motivo principale dell'avvio del processo per la revoca del mandato al Ministro Radončić è che quest'ultimo, lo scorso 7 febbraio, quando è stato appiccato il fuoco al palazzo della Presidenza della BiH, non ha fatto nulla e non ha predisposto delle misure per tutelare le persone e i beni statali. Comunque, l'iniziativa di dimettere Radončić sarà votata alla Camera dei Rappresentanti del Parlamento della BiH. L'SDA ha in aggiunta annunciato che appoggeranno il Progetto del Partito Social-Democratico (Socijaldemokratska partija - SDP) per le modifiche alla Legge elettorale che dovrà assicurare la possibilità di indire le elezioni straordinarie in BiH. Per quanto riguarda le proteste in Bosnia, bisogna sottolineare che il delegato dell'SDA, Amir Fazlić, che è anche il Presidente dell'Agenzia per la sicurezza e l'intelligence della BiH (OSA) ha affermato che nessuno nel Parlamento è stato avvisato sulle proteste dei cittadini a Sarajevo. Anche l'amministrazione della Polizia della Bosnia ha esposto delle critiche negative contro l'OSA perché non ha informato la polizia sui preparativi delle manifestazioni violente.
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