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Pristina - Il Governo del Kosovo ha adottato il progetto di legge disegnato e su iniziativa del Ministero degli Interni il quale mira a porre fine alla pratica dei kosovari che partecipano alle guerre e ai conflitti all'estero. Se la bozza sarà…
Pristina - Il Governo del Kosovo ha adottato il progetto di legge disegnato e su iniziativa del Ministero degli Interni il quale mira a porre fine alla pratica dei kosovari che partecipano alle guerre e ai conflitti all'estero. Se la bozza sarà approvata anche dal Parlamento del Kosovo, ogni cittadino kosovaro che andrà ad aggregarsi o parteciperà alle mosse dell'esercito o della polizia estera, nelle formazioni estere paramilitari o para-poliziesche, nelle organizzazioni individuali o di gruppo, fuori dal territorio della Repubblica del Kosovo potrà essere condannato fino a 15 anni di carcere. Il Ministro degli Affari Interni, Bajram Rexhepi, ha sottolineato che l'elaborazione di questo disegno di legge mira a tutelare l'interesse statale e la sicurezza nazionale. Come ha precisato lo stesso funzionario di recente, è stata riscontrata una tendenza di alcuni individui, che con l'aumento dei focolai di crisi nel mondo, e allo scopo di realizzare le loro aree di interesse, partecipano in forma organizzata o indipendente ai vari conflitti e rivolte estere, in cambio di una certa somma di denaro o di altri privilegi. A giudizio di Rexhepi, questi cittadini, dopo aver completato l`arco di tempo durante il quale operano in questi conflitti, ritornano nel paese d'origine e diventano i messaggeri di attività di propaganda e incitano gli altri a unirsi o a partecipare a queste forme di conflitto. "Abbiamo convenuto che è necessario, nell'immediato, creare un quadro giuridico allo scopo di perseguire queste annessioni e di aprire un processo contro queste persone, che prendono parte ai conflitti o a qualsiasi altra forma di organizzazione informale paramilitare o para-poliziesca fuori dal territorio della Repubblica del Kosovo. Il progetto di legge è stato sviluppato in stretta collaborazione con tutte le istituzioni predisposte all'applicazione della legge nel paese e abbiamo concordato pienamente le disposizioni della presente bozza", ha comunicato il Ministro Rexhepi, aggiungendo che le condanne previste per questi reati serviranno anche a prevenire a livello generale l'espandersi di questo dannoso fenomeno. La bozza che sarà presto inviata al Parlamento del Kosovo per essere adottata, e` stata accolta con favore dai parlamentari. Il leader della commissione parlamentare per gli Affari Interni e della Sicurezza, Ahmet Isufi, ha elogiato l`iniziativa del Governo e ha annunciato che l`inclusione dei cittadini del Kosovo alle guerre e ai conflitti attualmente in corso nel mondo, non contribuisce alla pace e denigra l`immagine che il Kosovo costruita negli anni. “Questa bozza è necessaria per il nostro paese, perché ha a che fare con il reclutamento, che può essere organizzato da varie organizzazioni, che con la scusa di un profitto finanziario, mettono in pericolo la vita dei cittadini del Kosovo. Credo che i parlamentari sosterranno questa legge che tutela la vita dei nostri connazionali, e impedisce anche l'arruolamento dei giovani, che sono soggetti a manipolazioni e che rischiano la propria vita", ha commentato Isufi. Proprio in una di queste organizzazioni, che si spacciano per umanitarie la polizia turca ha eseguito 25 arresti, ed è l'organizzazione umanitaria con sede in Turchia, detta IHH, ovvero la sede della Fondazione Umanitaria (IHH), sita nella provincia meridionale di Kilis, la quale recluta albanesi per combattere in Siria. Su ordine della Procura di Stato della Turchia è stato realizzato un controllo negli uffici di questa organizzazione, definito altrimenti un'operazione contro Al Queda. Gli agenti della squadra anti-terrorismo hanno controllato anche la sede principale dell'IHH e suoi depositi. La perquisizione rientrava nel quadro di un'ampia operazione contro Al Qaeda nelle sei province, compresa Istanbul, Van, Kilis, Adana, Gaziantep e Kayseri. Nel 2013, un'agenzia d'informazione, meta-statale dell'Iran, “FARA” aveva indicato che l`organizzazione turca IHH stava reclutando gli albanesi per mandarli a combattere nella guerra in Siria. Ma quest`ultima non ha mai commentato questa notizia.
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