Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - L'intera indagine sugli omicidi a pagamento compiuti da Julian Sinanaj e dai suoi collaboratori, si avvia ormai alla fine. All'appello mancano i dei cugini Mehillaj, Genise ed Andon (Erion), entrambi di Valona. I due dell'età,…
Tirana - L'intera indagine sugli omicidi a pagamento compiuti da Julian Sinanaj e dai suoi collaboratori, si avvia ormai alla fine. All'appello mancano i dei cugini Mehillaj, Genise ed Andon (Erion), entrambi di Valona. I due dell'età, rispettivamente, di 43 e 39 anni, sono sospettati di aver pagato Sinanaj in un omicidio e in tre casi di attentati, agendo da mediatori. Sinanaj, infatti, interrogato a fondo dal gruppo dei pubblici ministeri, non ha rilasciato dettagli sui fatti di rilevanza penale commessi, essendone solo l'esecutore materiale e non essendo informato dei dettagli. I due cugini risultano essere le persone più ricercate dalla Polizia albanese. Nelle indagini preliminari condotte, vengono identificati come i capi dell' organizzazione criminale delle esecuzioni a pagamento in Albania. Attualmente ricercati dalle autorità, non risulta che abbiano utilizzato i loro passaporti per uscire attraverso i valichi di frontiera, che collegano l'Albania agli altri Paesi. La polizia quindi crede si nascondano ancora in qualche luogo all'interno del territorio locale. I migliori agenti investigativi, conoscendo la loro pericolosità, cercano di scoprire una loro possibile mossa. Tuttavia, non si esclude il fatto che possano aver lasciato il Paese, anche illegalmente, da clandestini, utilizzando la frontiera greca o italiana. Julian Sinanaj, comunque, ha confessato dinnanzi alla Procura una parte dei crimini da lui commessi: omicidi, esplosioni con il tritolo ed i soldi intascati per ogni lavoro svolto con successo. Lo stesso, ha confessato di essere coinvolto in 27 omicidi in Grecia, Albania e in Italia. La maggior parte dei crimini si pensa sia stata commessa nello stato ellenico. Finora, si conosceva la sua partecipazione certa all'omicidio dell'imprenditore, Agron Çela, compiuto nella notte del 20 agosto del 2013, per la cui esecuzione è stato pagato circa 35 mila euro. Più o meno una settimana più tardi, il 26 agosto, lo stesso ha ucciso l'imprenditore Sokol Veizi a Orikum nel distretto di Valona. Per quest'affare, gli era stato promesso un terreno di 1.500 mq nella città di mare. Successivamente, è stato il turno dell'imprenditore del settore dei carburanti, Piro Bare, ma grazie all'intervento tempestivo della Polizia, l'attentato non è stato realizzato. Per questo incarico, egli avrebbe intascato 120 mila euro, dal sospettato Ilir Karçini. Ma la lista degli omicidi non è ancora terminata, visto che nei giorni seguenti si attendono altre confessioni. Inoltre, Julian Sinanaj, nato ad Elbasan il 17/02/1983, viene ritenuto anche l'autore di una serie di attentati con materiale esplosivo e di altri tentati omicidi. Il 1 giugno 2013, egli ha collocato una certa quantità di esplosivo nell'abitazione di Ardian Kollozi, leader del Partito Democratico della città di Valona. L'ordine prevedeva che questo attentato non causasse vittime e per questo, sarebbe stato pagato 7500 euro. L'atto intimidatorio, sarebbe servito solo a creare una situazione di caos in prossimità delle elezioni parlamentari. Si sospetta che il mandante fosse un politico. Sinanaj, nella sua testimonianza, ha raccontato che Marion Mitro, il mandante, arrestato alcuni giorni fa all'Aeroporto di Rinas, avesse chiesto la preparazione di un esplosivo, in cambio di 20 mila euro, per uccidere il prefetto di Valona, Besnik Dervishi. Il TNT è stato collocato sull'automezzo del prefetto, la notte del 12 dicembre, ma la mattina del giorno seguente, la Guardia della Repubblica del Consiglio dei Ministri ha individuato casualmente l'esplosivo, mentre l'auto si accingeva ad entrare nel territorio del Governo. Il 24 agosto 2013, Sinanaj ha piazzato una quantità di esplosivo su una motocicletta, parcheggiata sotto il palazzo di un quartiere di Valona. Mentre il 31 agosto dello scorso anno, sempre a Valona, lo stesso ha riempito di esplosivo l'auto di un imprenditore edile. L'esplosione ha procurato diverse ferite all'autista. Il criminale, ha poi confessato di aver collocato in Grecia, nel 2010, una quantità di tritolo nella Corte di Salonicco. Mandante dell'attentato sarebbe stato un personaggio politico. Infatti dopo che gli inquirenti albanesi avranno terminato con Sinanaj, lo stesso verrà sottoposto ad un interrogatorio anche dai pubblici ministeri greci. Questi ultimi sono interessati alla sua attività, nel gruppo delle cellule di fuoco, dove si sospetta sia stato collaboratore in oltre 20 omicidi, mentre di tre di essi è il principale autore. A proposito dell'omicidio sventato dell'imprenditore di Porto Romano: "La vedi quella persona, seduta di fronte a noi, la vogliono morta e se porti a termine l'omicidio avrai in mano 120 mila euro. E' un uomo importante delle nostre parti a volerlo". Questa è stata la prima frase che Andon Mehillaj, ha detto a Julian Sinanaj mentre prendevano un caffè insieme, in un bar nei pressi del Lago Artificiale di Tirana. Interrogato dalla Polizia, l'imprenditore del settore del gas, proprietario della società d'importazione "Prima Gas", Ilir Karçini ammette di avere dei conflitti con l'imprenditore degli idrocarburi, Pirro Bare, tuttavia dichiara agli inquirenti che non ha avuto motivi di pagare o ordinare l'omicidio del suo rivale Bare. Il 44enne, Ilir Kacini, arrestato un giorno fa, su ordine della Procura dei Crimini gravi, ha confermato, dunque, i conflitti, ma ha negato di essere il mandante. Le prove che i caschi blu e gli inquirenti hanno su questo caso collimano con la testimonianza di Sinanaj. Infatti ci sono elementi che fanno riferimento alla transazione finanziaria dei 120.000 euro, trovati nell'ufficio dell'imprenditore. Sinanaj ha raccontato che l'omicidio doveva essere eseguito in un bar nella zona del "Lago Artificiale" a Tirana, e che diverse volte si era seduto molto vicino a Pirro Bare. Quest'ultimo, presidente dei depositi di petrolio e gas nel Porto di Durazzo "Romano Port sh.a.", di cui ha oltre il 99% delle azioni, in seguito alle dichiarazioni dei media che hanno fatto il suo nome, ha affermato che si aspettava un gesto simile e prosegue di aver lasciato, comunque, tutto in mano alla giustizia. "Al momento non mi trovo in Albania, ma all'estero. Non sono in grado di rilasciare altre informazioni, in relazione a quel che viene citato dai media, a causa della posizione in cui mi trovo. Tuttavia ho fiducia nella giustizia, e che questa saprà fare il proprio lavoro, mettendo gli autori del fatto criminoso davanti alla legge", dichiara in una telefonata ai media, Bare. In base ai dati della QKR, la società “Romano Port” è stata registrata il 28 ottobre 2002, nella Corte di Tirana, con sede a Durazzo. Il suo scopo è la costruzione e l'utilizzo del porto degli idrocarburi nell'area di Porto Romano, dove la società ha il monopolio di carico-scarico e deposito di petrolio e dei suoi derivati. Intanto, alcuni conoscenti di Ilir Karçini, hanno riferito di non poter credere ad un simile crimine, e cioè, che si possa pagare qualcuno per eliminare fisicamente il proprio rivale ed è per questo che sperano ancora che si possa trattare di un equivoco. La “Prima Gas Albania sh.a." si occupa del commercio del gas liquefatto e delle sue attrezzature, ma anche del collaudo delle bombole di gas GLN. L'arresto di Karçini ha portato a quattro il numero delle persone arrestate nella banda degli assassini a pagamento e degli attentati esplosivi col tritolo, banda della quale fanno parte anche Marjon Mitro e i due esecutori: Julian Sinanaj e Ndriçim Gjokonaj. Quest'ultimo è il pentito della banda, colui che ha collaborato con la Procura facendo luce sull'intera catena di omicidi a pagamento e sul tentato omicidio dell'imprenditore Bare.
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