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Sarajevo - Il leader del Partito per la BiH (Stranka za BiH - SBiH), Amer Jerlagic, per il portale "Vijesti", sabato 1 gennaio, ha esposto i risultati della società pubblica Elektroprivreda BiH (EPBiH) e ha avvertito sulle conseguenze che la…
Sarajevo - Il leader del Partito per la BiH (Stranka za BiH - SBiH), Amer Jerlagic, per il portale "Vijesti", sabato 1 gennaio, ha esposto i risultati della società pubblica Elektroprivreda BiH (EPBiH) e ha avvertito sulle conseguenze che la BiH potrà subire in seguito all'eventuale vendita delle risorse energetiche agli investitori esteri. Esaminando la situazione nella EPBiH, Jerlagic ha spiegato che nel momento in cui è stato sostituito dalla sua carica di direttore generale della EPBiH, sui conti della società c'erano oltre 300 milioni di KM destinati agli investimenti nei progetti del settore energetico, soprattutto per il blocco 6 della centrale termoelettrica (TE) a Kakanj, e per il blocco 6 della TE a Tuzla. Per entrambi i piani sopra menzionati erano stati assicurati oltre 220 milioni di KM e tutti i contratti per la modernizzazione del blocco 6 nella TE Kakanj erano stati firmati nel 2009 mentre nel 2010 era stata avviata la loro ricostruzione - ha continuato Jerlagic, aggiungendo che durante il mandato, 2007 - 2011, l'amministrazione della EPBiH aveva ricevuto i permessi ambientali anche per i progetti del blocco 7 della TE Tuzla e del blocco 8 della TE Kakanj e aveva fatto tanto per la realizzazione del disegno relativo alla centrale idroelettrica (HE) a Janjici e per il parco eolico Podvelezja. Dall'altra parte, l'Amministrazione attuale della EPBiH, con Elvedin Grabovica a capo, ha perso un milione di euro di donazione per il parco eolico a Podvelezje e sta pensando di aumentare il prezzo del progetto di altri 17 milioni di KM. Inoltre, Jerlagic accusa l'attuale amministrazione di aver impiegato delle persone non competenti che però appartengono al Partito Social-Democratico (Socijaldemokratska partija - SDP) e al partito dell'Azione Democratica (Stranka Demokratske akcije - SDA). Alla domanda sul progetto del blocco 7 della TE Tuzla, Jerlagic ha risposto che è un piano importantissimo che tuttavia è stato venduto a controversi investitori esteri. In questo contesto Jerlagic ha ricordato che l'SDP BiH, quando era nell'opposizione era contrario alla vendita delle risorse energetiche e chiedeva che su questi progetti doveva decidere il Parlamento. L'unica differenza tra il modello degli affari con gli investitori esteri realizzato dall'ex Governo FBiH e l'amministrazione della EPBiH rispetto a quello scelto dalle autorità attuali è che la EPBiH nel modello precedente all'investitore assicurava il rimborso dei fondi investiti tramite il passaggio dell'elettricità in eccesso, mentre ora fa lo stesso tramite il trasferimento della proprietà, La cooperazione strategica nel caso del Governo precedente era basata sull'ipotesi che il nuovo blocco 7 della TE Tuzla doveva rimanere nella proprietà assoluta della EPBiH, mentre non veniva menzionata la vendita della proprietà - ha commentato Jerlagic, avvertendo che il modulo dell'attuale amministrazione della EPBiH, il cosiddetto "partenariato di progetto" è un modello non esistente, che non ha fondamenta nelle decisioni del Governo della FBiH, e neanche del Parlamento federale. Dunque, una qualsiasi altra mossa dell'amministrazione della EPBiH relativa a questo progetto dal valore di 1,5 miliardi di KM, sarà l'oggetto di una denuncia penale - ha ammonito Jerlagic. <strong>Jerlagic commenta il progetto "Srednja Drina"</strong> In questo contesto, Jerlagic ha commentato anche il piano "Srednja Drina", e ha sottolineato che la BiH come Stato, tramite il Parlamento statale dovrà decidere sul disegno delle centrali sul flusso del fiume Drina senza la possibilità di un compromesso per quanto riguarda questo caso. L'unica soluzione corretta è che la BiH abbia il 50% nel progetto, come ha suggerito per anni l'SBiH. Questa soluzione prevede da una parte l'impresa statale della BiH e dall'altra l'impresa della Serbia e i suoi partner - ha osservato Jerlagic. Potrà essere fondata anche un'unica impresa ma con il rapporto di proprietà suddetto, e non con il 51% per l'Italia, il 25 % per la Serbia e il 24% per la BiH, come era stato annunciato. Alla BiH sarà utile l'investimento di 800 milioni di euro, ma sarà ancora più utile il contributo di concessione - ha chiarito Jerlagic, affermando che la direttiva 2009/28/E3 alla quale fa riferimento il Presidente della RS, Milorad Dodik, offre la possibilità di firmare gli accordi riferiti alle risorse dell'energia rinnovabile ai paesi dell'UE con i paesi che non fanno parte della Comunità europea. Esistono anche le direttive che valgono per i prezzi sovvenzionati dell'elettricità dalle fonti rinnovabili (come il costo di 155 euro per MWh) ma sono riferite alle strutture che hanno un potenziale minore di 10MW, non alle grandi centrali come quelle sul fiume Drina. Esistono anche le direttive speciali che trattano i cosiddetti "certificati verdi" dalle fonti rinnovabili, ma sono valide per le fonti con un potenziale inferiore a 20 MW - ha spiegato Jerlagic, ricordando che anche il Ministro degli Affari esteri della BiH, Zlatko Lagumdzija, recentemente aveva confermato che bisogna prima risolvere la questione della delimitazione con la Serbia e le altre questioni lasciate in sospeso e legate alla proprietà e poi entrare nel vivo della realizzazione dei nuovi progetti.
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