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Zagabria - I consulenti della compagnia francese Safege, che è stata incaricata di elaborare lo studio preliminare di fattibilità per il collegamento del territorio croato con la penisola di Peljesac, dovevano ieri, 23 dicembre, consegnare alla…
Zagabria - I consulenti della compagnia francese Safege, che è stata incaricata di elaborare lo studio preliminare di fattibilità per il collegamento del territorio croato con la penisola di Peljesac, dovevano ieri, 23 dicembre, consegnare alla Croazia i risultati finali del rapporto. Tuttavia al pubblico non è stato ancora rivelato se questo studio è stato portato a termine, ha riferito martedì, 24 dicembre, il quotidiano Dnevni avaz, il quale ha ricordato che recentemente il Ministero dei Trasporti croato ha reso noto che il ponte di Peljesac ha ottenuto più dei punti. Tuttavia, secondo le fonti dello stesso quotidiano, il Governo croato non ha nessun obbligo a informare la Bosnia e Erzegovina, la quale spera che al posto del ponte sia scelto il tunnel per collegare la zona croata dal momento che il progetto include anche questo Paese. In aggiunta, sempre il Dnevni avaz, scrive che la Commissione europea con le sue osservazioni ha dimostrato che non è soddisfatta del dossier sopracitato. Inoltre, l'informatore vicino a tutte queste vicende che riguardano il ponte di Peljesac ha spiegato che la Croazia è consapevole che senza il permesso della Commissione europea lo studio non è realizzabile, questo perché la stessa Commissione dovrà finanziare il progetto con il 75% delle sovvenzioni provenienti dai fondi dell'Unione Europea. In sintesi la Croazia senza questa autorizzazione non può iniziare la costruzione del ponte, conclude il Dnevni avaz. <br />
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