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Zagabria - All'interno della denuncia arbitrale che la compagnia petrolifera ungherese MOL ha sporto contro il Governo croato, presso il Centro internazionale per il regolamento delle controversie relative agli investimenti (ICSID), martedì 26…
Zagabria - All'interno della denuncia arbitrale che la compagnia petrolifera ungherese MOL ha sporto contro il Governo croato, presso il Centro internazionale per il regolamento delle controversie relative agli investimenti (ICSID), martedì 26 novembre, è contenuta la seguente frase "Nel mese di dicembre 2010, al fine di ottenere oltre il 50% delle azioni, la MOL ha presentato un offerta per l'8% delle azioni disponibili presso la Borsa di Zagabria", come riportato dal quotidiano Jutarnji list, sabato 7 novembre. Confessando di aver presentato la propria offerta con lo scopo di acquistare la proprietà di maggioranza, la MOL ha ammesso di aver violato la legge croata. A causa di questa offerta pubblica, l'Agenzia finanziaria croata (Hanfa), nel 2010, ha sporto denuncia contro il numero uno della MOL, Zsolt Hernadi ed 11 manager della società. Questi ultimi sono stati accusati di manipolazione del mercato e frode, reati per i quali, la legge croata, prevede delle sanzioni che vanno da 5 a 8 anni di carcere. La Procura statale della Croazia sta indagando ancora la denuncia sopraccitata e due mesi fa, a Zagabria, è stato interrogato il vice presidente del Comitato direttivo dell'impresa ungherese, Sandor Csanyi, giunto in Paese per intavolare delle trattative con il Governo croato circa il cambiamento della quota nell'INA. Tuttavia le autorità croate non hanno mai avuto la possibilità di interrogare il presidente della dirigenza della MOL, Zsolt Hernadi, accusato di aver consegnato delle tangenti all'ex Primo Ministro croato, Ivo Sanader, per poter ottenere una quota maggiore all'interno dell'INA. Stando al parere degli esperti, la denuncia arbitrale della MOL contro l'esecutivo croato non è altro che un tentativo per bloccare il processo penale nei riguardi di Zsolt Hernadi. Inoltre dal Jutarnji list si apprende che durante l'acquisto delle azioni dell'INA, la MOL, sapendo di non poter acquistare, tramite l'offerta pubblica, un numero considerevole di azioni per poter conseguire la quota di maggioranza, ha pensato bene di giocare sporco. La società ungherese infatti, attraverso i conti degli altri acquirenti, ha iniziato a comprare le azioni in Borsa ad un prezzo più alto rispetto a quello dell'offerta pubblica (2800 kune, HRK). Ricordiamo che la MOL, nel mese di marzo 2011, ha acquistato 750 azioni a 4.016 kune. Dalla Hanfa hanno fatto sapere che, al momento, non si conosce con precisione il numero delle azioni dell'Ina in possesso della compagnia ungherese. Stando ai documenti ufficiali la MOL possiede il 49,1% delle azioni nell'Ina mentre secondo le indiscrezioni la percentuale si aggira intorno al 52%. Se verrà realizzata una sentenza contro la MOL quasi sicuramente, vi saranno delle ripercussioni sulla proprietà nell'Ina e la situazione potrebbe farsi ancora più complessa se gli ungheresi decideranno di vendere le loro azioni. In questo modo il nuovo proprietario dovrà rispondere dell'acquisto delle azioni ottenute in modo illegale. La questione è estremamente delicata se si prende in considerazione il fatto che le azioni acquistate successivamente vanno ad incidere sull'eventuale proprietà di maggioranza - ha riferito il Jutarnji list. <br />
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