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Tirana - Per lo smantellamento delle armi chimiche del dittatore siriano Al-Assad gli americani non hanno scelto né la base di Qafe Molla né quella di Mjekesi. Stando alle previsioni, la distruzione dell'arsenale sopraccitato avverrà…
Tirana - Per lo smantellamento delle armi chimiche del dittatore siriano Al-Assad gli americani non hanno scelto né la base di Qafe Molla né quella di Mjekesi. Stando alle previsioni, la distruzione dell'arsenale sopraccitato avverrà presso la base militare-navale di Bisht-Palla vicino a Durazzo. A quanto pare, vi è stato un "fuoco di paglia" per spostare l'attenzione, come nel caso della notizia riguardante la preparazione di 5 ettari di terreno presso l'impianto chimico dell'esercito a Mjekes, nei pressi di Elbasan, che ha lasciato intendere l'inadeguatezza del reparto dinanzi ad un simile processo - è quanto comunicato dall'emittente televisiva A1 Report. Secondo i media, gli americani hanno rivolto la loro attenzione verso una base di 16 ettari di terreno lungo la costa, per facilitare il trasferimento delle armi e delle sostanze chimiche pericolose siriane. Dopo la sospensione dei piani del precedente Governo sulla massiccia privatizzazione delle strutture militari, Bisht-Palla, le Forze Armate (FA), potranno contare su una zona militare sorvegliata alla quale non potranno accedere i cittadini. Questa base, pur essendo vicina al mare, non è profonda abbastanza da consentire lo sbarco dei camion blindati, contenenti ciascuno 30-40 tonnellate di sostanze chimiche, trasportati con un traghetto speciale dal porto siriano di Latakias. Pertanto, circa 500 soldati del battaglione del genio dell'esercito degli Stati Uniti hanno creato le condizioni necessarie, aumentando la profondità del porto ed installando l'attrezzatura indispensabile allo svolgimento dell'operazione di trasporto. <strong>Lo smantellamento</strong><br /> Stando alle fonti dell'OPCW, contattate da Shqiptarja.com, presso la base di Bisht-Palla, gli ingegneri americani e vari specialisti, provenienti da tutto il mondo, avrebbero costruito un bunker di cemento, ad una profondità di circa 25 metri per permettere l'introduzione dei mezzi volti a distruggere le armi. Il processo, molto probabilmente, avverrà tramite l'idrolisi, separando dunque gli ingredienti chimici e tossici dalle sostanze meno pericolose. Per prima cosa verranno distrutte le armi ed i container contenenti il gas sarin, capace di uccidere gli esseri umani, tramite l'inalazione di un decimo di milligrammo. La quantità, non più di 50 tonnellate, di cui dispone l'esercito siriano, secondo gli esperti dell'Organizzazione, verrà eliminata del giro di una settimana, per poi procedere con la distruzione degli ingredienti chimici, dai quali viene creato il sarin o il gas mostarda, pericoloso, ma non velenoso quanto il primo. Queste sostanze, essendo pari a circa 950 tonnellate, avranno bisogno di più tempo per essere eliminate. <strong>L'eliminazione delle scorie</strong><br /> Il processo di smantellamento avrà come risultato la produzione di scorie assai pericolose per la salute umana, l'ambiente, la flora e la fauna. In base ai piani queste ultime, verranno trasferite in due Paesi: Francia e Germania. La loro eliminazione finale sarà effettuata tramite la combustione ad altissima temperatura, per mezzo di inceneritori in grado di annientare le sostanze radioattive o la sepoltura in discariche speciali. <strong>Il Segreto</strong><br /> La parte albanese era a conoscenza del piano ma finora è rimasta allo scuro del secondo Stato, coinvolto nello smantellamento. Questo segreto, ha creato l'idea che un tale Paese, disposto ad accettare l'onere, non esistesse.
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