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NOTIZIE · OI-307639 · 15/11/2013 02:55:00 · 4601 g fa4 min lettura
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Una grande protesta cittadina invade tutte le città

DiOsservatorio ItalianoSommario

Tirana - Mentre i cittadini aspettano che il Governo albanese rende pubblica la propria decisione se ha accettato oppure no di prendersi carico della distruzione delle armi chimiche della Siria in Albania, gruppi di cittadini, studenti e attivisti della…

Tirana - Mentre i cittadini aspettano che il Governo albanese rende pubblica la propria decisione se ha accettato oppure no di prendersi carico della distruzione delle armi chimiche della Siria in Albania, gruppi di cittadini, studenti e attivisti della difesa ambientale hanno proseguito anche oggi la loro contestazione in diverse città del Paese, contro la distruzione delle armi chimiche della Siria nel territorio albanese.  Fonti vicine al Governo hanno informato che il Consiglio dei Ministri sosterrà una riunione entro 24 ore allo scopo di formalizzare la posizione dell'Albania su questa situazione. La decisione per l'assegnazione del luogo dove saranno distrutte le armi sarà presa il prossimo venerdì a L'Aja, in Olanda. L'organizzazione per il Divieto delle Armi Chimiche, in collaborazione con l'ONU, renderà pubblico il piano di smantellamento dell'arsenale del regime di Assad, correlato con i Paesi che saranno coinvolti nell'operazione. Le proteste dei cittadini e degli attivisti della società civile sono iniziate nelle prime ore del mattino. La protesta è iniziata alle ore 9:00 nei pressi del Parlamento e continua a proseguire davanti la Presidenza del Consiglio. Nelle scorse ore in piazza erano presenti anche l'ex Primo Ministro, Sali Berisha e il leader del Partito Democratico, Lulzim Basha. Berisha ha fatto appello ai cittadini di protestare in tutte le piazze, ma ha riscontrato una forte reazione da parte della folla, che ha iniziato a fischiare e a urlare lo slogan: "No politica!". La folla non ha permesso che la protesta avesse uno sfondo politico, e ha chiesto l'allontanamento di Berisha. Dopo la forte reazione, Berisha e Basha sono andati via lasciando la piazza nelle mani dei cittadini. Intanto, il Presidente del Parlamento, Ilir Meta, prima dell'avvio della sessione parlamentare è uscito davanti a centinaia di cittadini che erano fuori dall'edificio del Parlamento. "State certi che ogni decisione sarà presa pensando al futuro dell'Albania, al futuro dei giovani, al futuro del popolo, perciò abbiate fiducia, questo è il vostro Parlamento, questo è il vostro Governo", ha dichiarato Meta.   Il Presidente del Parlamento ha assicurato che ancora non è stato presa nessuna decisione sulla questione delle armi chimiche, ma sono state fatte varie speculazioni sull'argomento. "Prometto che insieme ai rappresentanti più noti della società civile, ai migliori esperti del Paese, insieme a tutti coloro che operano per il futuro del Paese, saremo sempre dalla vostra parte, e del futuro del Paese e dovete essere sicuri che questo Parlamento e questo Governo non saranno mai contro la vostra volontà", ha affermato Meta, di fronte ai manifestanti.    Il dibattito sulle armi chimiche è proseguito anche nella sessione parlamentare, dove alcuni deputati dell'opposizione hanno chiesto al Premier Edi Rama di raggiungere d'urgenza l'aula del Parlamento per rispondere alla questione. Il dirigente del gruppo parlamentare dei socialisti, Gramoz Ruçi, parlando a nome del PS, della maggioranza e del Primo Ministro ha reso noto che fino ad oggi non è stata presa nessuna decisione per quanto riguarda la questione delle armi chimiche. Intanto, Sali Berisha ha chiesto ad Edi Rama di annullare la propria visita ufficiale a Belgrado, e di tornare d'urgenza a Tirana e rispondere alla questione delle armi chimiche. Nel frattempo, il portavoce della CE, Michael Mann, ha dichiarato che molti Paesi sono nella lista per la distruzione delle armi siriane, ma ancora non è stata presa una decisione a riguardo. Ai margini di una conferenza, Mann ha garantito che ovunque sarà realizzato il processo di distruzione di queste armi, e sarà fatto in modo professionale e sicuro, e ha aggiunto che la questione delle armi chimiche siriane non è solo albanese, ma internazionale, però ha rifiutato di fornire altri dettagli relativi al funzionamento di questo processo. “Siamo in attesa di ricevere la pubblicazione del piano dell'Organizzazione del Divieto delle Armi Chimiche e dell'ONU. Solo dopo la pubblicazione del piano di OPCW e dell'ONU possiamo commentare tutti i vari aspetti", ha affermato Michael Mann.  Un gruppo di cittadini che ha manifestato ieri, di fronte la Presidenza contro l'arrivo della armi chimiche siriane, è stato accolto dal Presidente della Repubblica, Bujar Nishani. L'ufficio stampa della Presidenza ha informato che "dopo aver ascoltato gli argomenti portati dai rappresentanti dei cittadini, il Premier Nishani ha valutato come giusta e essenziale la protesta e che l'opinione pubblica è molto sensibile sulla questione dell'importazione delle armi chimiche”. Inoltre, proteste importanti hanno avuto luogo anche a Fier, a Durazzo, a Elbasan, a Scutari, e a Lezha. I cittadini albanesi hanno manifestato attraverso delle organizzazioni e delle manifestazioni anche a Parigi, a Milano e a Berlino. 

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Strumenti del dispaccio
Entità
23
menzionate
Persone
6
menzionate
Aziende
0
menzionate
◉ Geografia della notizia · 3 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Tirana · Belgrado · Berlino · Durazzo · Elbasan · Fier · Parigi · Scutari · Lezha
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