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Tirana - La società civile e molteplici cittadini stanno intensificando le loro proteste, contro la distruzione delle armi chimiche siriane in Albania. Verso le ore 13:00 di martedì 12 novembre, sono iniziate le manifestazioni di turno dinanzi…
Tirana - La società civile e molteplici cittadini stanno intensificando le loro proteste, contro la distruzione delle armi chimiche siriane in Albania. Verso le ore 13:00 di martedì 12 novembre, sono iniziate le manifestazioni di turno dinanzi alla Piramide, a pochi metri di distanza dalla sede del Governo, organizzate dall'Alleanza contro l'Importazione dei Rifiuti (AKIP). In quest'occasione migliaia di albanesi ma anche artisti e personaggi pubblici si sono uniti all'iniziativa. Alcuni manifestanti hanno dichiarato di volere un'Albania sicura ed hanno invitato il resto della popolazione a prendere parte alla causa. Questi hanno chiesto al Premier Rama di non accettare la richiesta degli Stati Uniti. Muniti di slogan “No alle armi chimiche in Albania”, "L'Albania è degli albanesi e non dei partner internazionali", i manifestanti, con tanto di maschere anti-gas, si sono trasferiti davanti all'ambasciata degli Stati Uniti. In questo punto il cordone di sicurezza, realizzato dalla Polizia di Stato non ha permesso ai cittadini di avvicinarsi alle mura dell'edificio. Vale la pena ricordare che si tratta della prima protesta dinanzi alla suddetta ambasciata, realizzata dopo circa 20 anni di democrazia. Da diversi giorni infatti, si stanno tenendo delle manifestazioni a Tirana e nelle altre città del Paese, mentre la mobilitazione tramite i social network sta crescendo sempre di più. Blendi Kajsiu, attivista dell'AKIP ha affermato che le proteste continueranno, mercoledì 13 novembre, in piazza ‘'Scanderbeg’' per poi estendersi in tutte le principali città quali: Durazzo, Fier, Valona, Elbasan. L'Associazione degli ambientalisti ha dunque elaborato un piano per coloro che ritengono ci sia bisogno di protestare contro l'eventuale distruzione di armi chimiche, fino al 29 novembre, quando si terranno le celebrazioni in ricordo dell'indipendenza e della liberazione del Paese. Nel frattempo, il deputato del Partito Democratico, Sokol Olldashi, ha invitato i cittadini ad unirsi alla protesta per dire "No alle armi chimiche in Albania", che avrà luogo mercoledì 13 novembre, nella piazza vicino al Comune di Tirana. Ricordiamo che una protesta per contestare la distruzione delle armi chimiche siriane in Albania è stata organizzata anche a Pristina, dove i manifestanti, in marcia, hanno raggiunto l'ambasciata albanese presso la Capitale kosovara. Vedat Xhymshyti, l'organizzatore della protesta, nonché foto-reporter in Siria, a nome dei presenti, ha inviato un messaggio ai media ed al Primo Ministro Edi Rama, invitandolo a rifiutare la richiesta del Segretario di Stato americano. Stando alle sue parole questo tipo di armi è rischioso e provoca un elevato inquinamento dell'aria, mettendo a repentaglio la salute della popolazione. Infine questi ha annunciato che le proteste andranno avanti.
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