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NOTIZIE · OI-306146 · 24/09/2013 22:25:00 · 4653 g fa3 min lettura
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La BIA aveva informato i croati sul contrabbando dei missili attraverso Rijeka

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - Secondo fonti del quotidiano serbo Blic, l'Agenzia serba per la sicurezza e le informazioni (BIA), aveva avvisato l’autorità croata dell'esistenza di un contingente di armi che stava transitando sul territorio croato, prima…

Belgrado - Secondo fonti del quotidiano serbo Blic, l&#39;Agenzia serba per la sicurezza e le informazioni (BIA), aveva avvisato l&rsquo;autorit&agrave; croata dell&#39;esistenza di un contingente di armi che stava transitando sul territorio croato, prima ancora che i media pubblicassero la notizia, imputando la responsabilit&agrave; di tale traffico ad entit&agrave; della Serbia. Dopo che i media croati&nbsp;hanno informato che gli ufficiali della Dogana del Porto di Rijeka hanno confiscato numerosi container contenenti i missili S-8 di produzione russa, destinati all&#39;armamento degli aerei militari la cui destinazione era Abu Dhabi, il quotidiano serbo Blic ha scoperto che all&#39;interno dei container probabilmente erano stati nascosti degli stampi metallici il cui fondo doveva servire a produrre i razzi. Il Blic ha scritto anche che la BIA aveva notificato alle istituzioni omologhe della Croazia che le armi che erano arrivate dall&#39;Italia in Serbia continuavano il loro viaggio in Croazia, dal momento che era sorto il sospetto di un traffico illecito.&nbsp;&quot;La BIA ha lavorato su questo caso congiuntamente ai servizi segreti dei grandi Paesi, e sette giorni prima della confisca ha avvisato la Croazia&quot;, ha confermato la fonte del Blic. Il Primo Ministro serbo, Ivica Dacic, ha dichiarato che non sono state rilasciate delle informazioni precise sulle armi, e ha respinto la possibilit&agrave; che in questo commercio sia inclusa anche la Serbia. Infatti, il Ministero della Difesa croato ha confermato il sequestro, ma non ha voluto svelare il tipo di armi sequestrate. &quot;Saranno gli esperti militari a definire il tipo di armi&quot;, ha risposto il Dicastero. &quot;Siamo informati sul traffico delle armi e quali sono le procedure da attuare. Se qualcuno ha appoggiato questo commercio, sar&agrave; punito&quot;, ha avvisato Dacic.&nbsp;Il direttore della compagnia Yugoimport SDPR, Jugoslav Petkovic, ha commentato per il Blic che nessuno in Serbia produce questi missili. &quot;La Yugoimport sicuramente non ha questa produzione. I missili per gli aerei, se sono passati attraverso la Serbia, sicuramente arrivano dall&#39;Europa del sud, dalla Russia, o dall&#39;Ucraina&quot;, ha ammonito Petkovic.&nbsp;La dirigenza delle dogane della Serbia &egrave; a conoscenza di questo caso, ma ha precisato che non pu&ograve; rivelare niente a causa del segreto d&#39;ufficio. &nbsp; <strong>Tesic nega di essere coinvolto</strong><br /> Attualmente non &egrave; noto chi sia coinvolto in questo traffico di armi, ma i media croati hanno pubblicato che in tutto questo c&#39;&egrave; lo zampino dell&#39;imprenditore serbo, Slobodan Tesic, il proprietario dell&#39;azienda Tenex. &quot;Io negli ultimi 5 o 7 anni non ho avuto nessun contatto con i Porti croati, e non ho nessuna relazione con questi container&quot;, ha assicurato Tesic, il cui nome pi&ugrave; volte &egrave; stato collegato al traffico di armi, e anche il Blic, ha confermato la versione di Tesic.

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Strumenti del dispaccio
Entità
16
menzionate
Persone
2
menzionate
Aziende
1
menzionate
◉ Geografia della notizia · 5 paesi coinvolti
Altri luoghi citati (non mappati): Abu Dhabi · Belgrado · Rijeka
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