Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Zagabria / Sarajevo - La compagnia Scout di Zagabria, mercoledì 18 settembre, ha sporto denuncia presso la Procura della Bosnia ed Erzegovina (BiH) contro le istituzioni bosniache ed una compagnia statale a causa di alcuni sospetti in merito al…
Zagabria / Sarajevo - La compagnia Scout di Zagabria, mercoledì 18 settembre, ha sporto denuncia presso la Procura della Bosnia ed Erzegovina (BiH) contro le istituzioni bosniache ed una compagnia statale a causa di alcuni sospetti in merito al compimento di reati penali. Stando all'agenzia di stampa Anadolu Agency (AA), sono stati denunciati: la compagnia per la revisione tecnica Tehnicko - remontni zavod di Hadzici, la cui proprietà di maggioranza è nelle mani della Federazione di Bosnia ed Erzegovina (FBiH), il direttore di questa azienda Zijad Fazlagic, il consulente della compagnia Momo Cipovic e due persone sconosciute. I dettagli della denuncia hanno aperto svariate domande circa il traffico di armi effettuato dalle Forze Armate della Bosnia ed Erzegovina (OSBIH) negli anni precedenti. Secondo i dettagli dalle suddetta invettiva, la Scout, il 25 ottobre 2009 ha stipulato con la Tehnicki - remont zavod di Hadzici, un accordo sulla cooperazione economica al fine di implementare, più rapidamente, il contratto di acquisto delle armi in esubero, che la compagnia croata ha sottoscritto con il Ministero della Difesa della BIH (MOBIH) per poi fornire le munizioni in questione ai compratori finali. L'impresa di Zagabria ha spiegato che, con l'allegato all'accordo, stipulato il 26 ottobre 2009, è stata concordata la fornitura di 10 missili (RAK 12) con un calibro di 128 mm e 20.000 missili 120 mm per lanciarazzi (RAK 12) dal magazzino delle OSBIH. In base al documento, la consegna della merci doveva avvenire subito dopo il pagamento, però, a causa di alcuni problemi tecnici e legali le cose sono andate diversamente e sono iniziati i problemi. Riferendosi alla denuncia, l'avvocato della Scout, Damir Alagic, ha riferito che il direttore della Tehnicki remontni, zavod, Zijad Fazlagic ed i suoi collaboratori, tra il 18 settembre ed il 5 novembre 2010, si sono impossessati dei missili contenuti nel magazzino delle OSBIH, senza una valida autorizzazione, andando contro gli obblighi previsti dall'accordo e senza effettuare il pagamento della merce, come se fossero i legittimi proprietari. La compagnia croata ha spiegato di aver subito danni superiori ai 5000 dollari. Il valore dei lanciarazzi era di 5000 dollari mentre quello dei missili di 1,2 milioni di dollari. Inoltre, l'avvocato Alagic ha comunicato che la compagnia bosniaca ha presentato una dichiarazione falsa per attestare l'avvenuto pagamento delle merci alla Scout e che sulla base di questo documento contraffatto la Direzione per le Imposte Indirette della BiH (UIO BiH) ha riscosso le tasse per la vendita di merci all'azienda croata, che però non è mai avvenuta. Spetterà dunque alla Corte stabilire la verità in questo caso. Tuttavia la denuncia in esame non è l'unica sporta dalla Scout contro le istituzioni della BIH. La società di Zagabria, il 31 dicembre 2011, ha infatti presentato alla Corte della BiH, un'altra denuncia contro il Ministero della Difesa bosniaco, a causa degli obblighi non realizzati, dal momento che non ha consegnato le armi, per un valore complessivo di 2,89 milioni di dollari. I trafficanti di armi hanno chiesto di poter mettere mano alla merce o la restituzione del denaro insieme agli interessi. Della Scout si è parlato anche all'inizio del 2012 quando è emerso che il Ministero della Difesa della Repubblica Srpska (RS) e della Federazione di BiH (FBiH) hanno venduto, all'impresa di Zagabria e all'Unis promex di Sarajevo, le armi a prezzi contenuti. Il carro armato T-34 è costato solo 5.000 dollari, l'obice tra i 2.000 ed i 3.500 dollari ed il veicolo trasporto truppe (VTT) 2.000 dollari. La Scout ha denunciato quindi il Ministero della Difesa della BiH ed ha chiesto un risarcimento di 3,5 milioni di dollari per il mancato ottemperamento dell'accordo. Il direttore della Tehnicki remontni zavod di Hadzici, Zijad Fazlagic valutando l'ultima denuncia ha negato le accuse della Scout, per l'agenzia AA. "L'impresa Scout non ha fatturato alcuni strumenti che abbiamo acquistato tre anni fa per via delle dispute con il nostro Ministero della Difesa. Preferisco non esprimermi in merito alla vicenda finché non vedrò questa denuncia, che secondo me, è del tutto infondata", ha sottolineato Fazlagic. Ricordiamo che la compagnia Scout è finita sotto inchiesta da parte dell'Agenzia di investigazione e protezione della BiH (SIPA) a causa della vendita sospetta di armi ed attrezzature militari. Gli investigatori all'epoca hanno controllato i documenti in possesso della Dirigenza per il traffico di munizioni ed attrezzature belliche dalla Repubblica Srpska. Tra l'altro i media bosniaci hanno diffuso alcune informazioni secondo le quali Ivan Peranec, il proprietario della Scout e Slobodan Tesic, il proprietario della compagnia Tenex, dopo la cancellazione dell'esercito della Repubblica Srpska in Bosnia, hanno sfruttato cinque accordi che la Scout ha firmato con il Ministero della Difesa della RS, tra il 2003 ed il 2004, sull'acquisto di armi per un valore complessivo di 5,7 milioni di marchi convertibili (2,9 milioni euro). Vale la pena ricordare infine che la Scout opera da diverso tempo in BIH ed anche a livello internazionale.
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.