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Sarajevo/Banja Luka - <em>Gli intrecci politici stanno fortemente influenzando l'esito del progetto della Srednja Drina-Drina Media - frutto della cooperazione tra Serbia Italia e Republika Srpska - e rischiano di decretarne in maniera irreversibile, per…
Sarajevo/Banja Luka - <em>Gli intrecci politici stanno fortemente influenzando l'esito del progetto della Srednja Drina-Drina Media - frutto della cooperazione tra Serbia Italia e Republika Srpska - e rischiano di decretarne in maniera irreversibile, per evitare che il Paese cada in una crisi di Governo ben più grave. Gli ostacoli di attuazione "tecnica" del progetto si sono tradotti di conflitti politici tra SNSD e SDS, coalizione che regge la solidità di tutto il Governo della Bosnia, ma che da mesi è messa a dura prova, visto anche l'avvicinarsi della campagna preelettorale. Questo quanto illustra un'analisi del settimanale di Sarajevo Slobodna Bosna.</em> I malumori che da medi caratterizzano i rapporti tra i due principali partiti della RS SNSD e SDS - che partecipano al Governo della Bosnia in coalizione - sono sfociati la settimana scorsa, nella richiesta da parte di Milorad Dodik (SNSD) delle dimissioni di Mirko Sarovic (SDS) dalla posizione di Ministro del Commercio Estero e dei Rapporti economici della BIH. Per realizzare quanto annunciato, tuttavia, Dodik deve garantirsi un sufficiente numero di voti dai partiti della Federazione BIH per estromettere l'SDS dal Consiglio dei Ministri della Bosnia. Secondo alcune informazioni del settimanale Slobodna Bosna, Milorad Dodik non è rimasto fermo a guardare e alla fine della settimana scorsa ha invitato Zlatko Lagumdzija a recarsi a Banja Luka per pianificare nel dettaglio l'azione di rimozione di Sarovic. Lagumdzija nei prossimi giorni andrà a Banja Luka, ma è incerto se il pubblico sarà informato della sua visita o meno. Secondo alcune fonti, Lagumdzija preferisce avere un incontro segreto, mentre a Dodik conviene dare pubblicamente la notizia, per dimostrare all'elettorato di avere un nuovo partner che lo aiuterà nella realizzazione dei suoi piani attuali. Dodik ritiene che Sarovic sia un pericoloso concorrente dell'SNSD alle prossime elezioni, a qualsiasi livello decida di candidarsi. Da parte sua Sarovic ha evidenziato che Dodik, nel tentativo di confrontarsi con l'SDS, stia cercando di creare confusione a livello della BIH. "A Dodik dà maggiormente fastidio chi lavora e chi ha successo in ogni campo. Ho svolto il mio lavoro correttamente, ho collaborato con il partito dell'SNSD. Credo di aver lavorato con la massima onestà", ha dichiarato Sarovic. <strong>Progetto Srednja Drina il nodo della questione</strong> Dopo l'eliminazione di Sarovic, per far passare il progetto della Drina Media nel Consiglio dei Ministri BIH - che Dodik ha concordato con i partner italiani, per il quale potrebbe aver bisogno di diverse centinaia di milioni di euro - Dodik ha bisogno dell'appoggio di Lagumdzija. Ricordiamo che intorno alla metà del 2011, Dodik ha firmato con l' ex Premier Silvio Berlusconi l'Accordo in base al quale il Governo Italiano assicurerà i fondi finanziari per la costruzione del sistema idro-energetico della Drina Media. Il progetto comune dovrebbe essere realizzato dalla Elektroprivreda Srbija (EPS) e della RS, con il partner strategico italiano Seci Energia-Gruppo Maccaferri. Esso include la costruzione di tre centrali idroelettriche della potenza installata di 235 MW, del valore di circa 800 milioni euro. Ricordiamo che il progetto della sistema idroelettrico della Drina include la costruzione di tre centrali idroelettriche - Dubrave, Tegare e Rogacica - e all'anno produrrebbe 860 GWh. Tale quantità di energia sarà acquistata interamente dagli italiani. Stando a quanto concordato, dopo che il Consiglio dei Ministri BIH darà luce verde agli investimenti, sarà costituita la società comune che gestirebbe le centrali idroelettriche, di cui la Seci Energia avrebbe il 51% della proprietà, e la Elektroprivreda RS e la EPS il 24,5% ciascuno. <strong>Blocco del Consiglio dei Ministri e richieste della Federazione</strong> Dodik aspetta il consenso del Consiglio dei Ministri BIH da più di un anno, perchè la maggioranza dei partiti della FBIH ritiene che la Commissione per la Concessione della BIH sia la sola ad avere la competenza ad assegnare i relativi permessi per questo progetto, per poi superare la procedura presso il Ministero competente, attraverso il Consiglio dei Ministri della BIH, sino nelle due Camere del Parlamento statale. Successivamente, il Ministero bosniaco competente a gestire il progetto sarà quello di Sarovic, che ha presentato il relativo progetto di legge in seno al Consiglio dei Ministri BIH. Tuttavia non è stata ancora preso in considerazione per la sua discussione, in quanto la Elektroprivreda BIH ha chiesto che venga in primo luogo rilasciata la concessione per il flusso medio della Drina. Il Governo della FBIH ha chiesto infatti la formazione di una società comune tra FBIH e RS per la realizzazione di tale progetto. <strong>Esito incerto</strong> La passività di Sarovic sul progetto della Drina Media ha fatto arrabbiare Dodik, che rifiuta di accettare la tesi che serva un consenso della Bosnia. Egli ritiene che non si tratti di un progetto inter-statale, bensì di una cooperazione nell'ambito dell'Accordo sui legami speciali e paralleli tra RS e Serbia. A suo parere, è sufficiente che il Consiglio dei Ministri della BIH invii alla Commissione Europea solamente delle "lettere", con cui si dà il "consenso a tale progetto". Ricordiamo che il Premier della Serbia, Ivica Dacic, ha di recente inviato d'urgenza al Premier Enrico Letta il progetto di decreto, che dovrebbe essere ratificato a Belgrado il 15 ottobre, a margine del Summit Italia-Bosnia. Dato che l'Accordo tra il partner italiano con Elektroprivreda Srbjia sta giungendo ad una conclusione, e presto sarà confermato nell'Assemblea della Serbia, Dodik ha intensificato le attività sul progetto, decidendo di fare a Lagumdzija diverse offerte politiche per contribuire alla conclusione della Drina Media e favorire le dimissioni di Sarovic. I negoziati di SDP e SNSD su questioni strategiche statali si apriranno nei prossimi giorni. Su quale sarà il compromesso di Lagumdzija con Dodik e quale accordo verrà fatto tra loro due, il pubblico probabilmente non sarà informato, e infatti Lagumdzija non ha spiegato mai quale offerta abbia ottenuto dall'SNSD per rinunciare alle sue dimissioni. Va tuttavia osservato che molte ONG che seguono il lavoro dell'Assemblea parlamentare della BIH e del Consiglio dei Ministri, credono che Sarovic sia uno dei Ministri con più successo nel gabinetto di Vjekoslav Bevanda. Secondo le fonti del settimanale, anche lo stesso Bevanda sta rispettando il parere di Sarovic, e non accetterà facilmente la richiesta delle sue dimissioni.
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