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Tirana - Il Governo greco ha ordinato a tutte le stazioni di polizia regionale ubicate sulla frontiera con l'Albania di non ostacolare la circolazione dei cittadini albanesi, i cui passaporti hanno dei problemi con i toponimi. L'ordine è stato…
Tirana - Il Governo greco ha ordinato a tutte le stazioni di polizia regionale ubicate sulla frontiera con l'Albania di non ostacolare la circolazione dei cittadini albanesi, i cui passaporti hanno dei problemi con i toponimi. L'ordine è stato dato solo poche ore dopo l'incontro tra il Ministro greco dell'ordine pubblico, Nikos Dendias e il neo Ministro degli Interni del Governo albanese, Saimir Tahiri. Nel corso della riunione durata un'ora, la questione dei toponimi è stata la principale e Tahiri ha chiesto che non deve essere ostacolata la circolazione dei cittadini albanesi ai valichi di confine, fino a quando non sarà trovata una soluzione definitiva al problema dei toponimi da parte dei Ministeri degli Esteri di ambedue i Paesi. Un altro tema discusso è stata la cooperazione bilaterale, come anche lo scambio rapido delle informazioni da parte di entrambe le zone di frontiera, allo scopo di fermare le bande criminali e il traffico di sostanze stupefacenti. Tahiri ha chiesto anche l'istituzione di un centro di scambio d'informazione nei principali punti di frontiera che collegano i due Paesi, onde evitare problemi sul passaggio degli immigrati e dei cittadini albanesi, con l'obiettivo di garantire il rispetto della libertà di circolazione, la dignità dei cittadini e l'osservanza del principio di reciprocità.<br /> Intanto, alcune fonti hanno affermato per “Top-Channel” che la parte greca ha chiesto aiuto alle autorità albanesi nell'arresto degli evasi albanesi che sono fuggiti nei mesi passati dalla prigione di Trikala: Ilir Kupa, il numero uno dei ricercati dalla polizia greca, a tutt'oggi insieme ai suoi collaboratori continua a sfuggire alla giustizia. La parte greca sospetta che i membri di questa banda hanno trovato rifugio in Albania, e a fortiori hanno chiesto di intensificare le operazioni di monitoraggio per arrivare alla loro cattura. Dal canto suo, Tahiri ha dichiarato che il Ministero da lui guidato mostrerà tolleranza zero nella lotta contro il crimine organizzato. Per concludere, Tahiri e Dendias sono stati propensi a stabilire un dialogo più assiduo, per raggiungere una soluzione immediata ai problemi che preoccupano le polizie di entrambi i Paesi.
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