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Strasburgo - L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE), a stragrande maggioranza, ha approvato, giovedì 27 giugno, una risoluzione sul dialogo post-monitoraggio con la Macedonia, a Strasburgo. Dal testo adottato, elaborato…
Strasburgo - L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE), a stragrande maggioranza, ha approvato, giovedì 27 giugno, una risoluzione sul dialogo post-monitoraggio con la Macedonia, a Strasburgo. Dal testo adottato, elaborato dall'esponente britannico, Robert Walter, si apprende che l'Assemblea intende proseguire il dialogo post-monitoraggio con la Macedonia circa le questioni sollevate tramite la risoluzione e invita il Segretario generale del Consiglio d'Europa a prendere in considerazione l'eventuale apertura di un ufficio del CoE, volto ad offrire assistenza al fine di perseguire gli forzi di democratizzazione, seguire gli attuali sviluppi politici nel Paese, fornire consulenza e coordinare la cooperazione con le autorità macedoni. Nel corso di un dibattito, andato avanti per un'ora, i parlamentari dei 47 membri del Consiglio d'Europa, hanno appoggiato l'aspirazione della Macedonia di aderire alle organizzazioni euro-atlantiche. "L'Assemblea deplora il fatto che la questione del nome continua a ritardare l'apertura dei negoziati di adesione con l'Unione Europea, come raccomandato dalla Commissione europea, dal 2009, così come i tentativi della Repubblica di Macedonia di aderire alla NATO nonostante la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), del 5 dicembre 2011. L'Assemblea si augura che la Grecia adotti un approccio più flessibile verso la questione ed invita la Macedonia a proseguire il dialogo sotto l'egida delle Nazioni Unite, al fine di risolvere il problema legato al nome da utilizzare in futuro nonché sviluppare relazioni costruttive con i Paesi vicini, contribuendo alla stabilizzazione complessiva della Regione", è possibile leggere nel documento. Molti parlamentari, riferendosi agli incidenti avvenuti in Parlamento, nel mese di dicembre 2012, sperano che l'accordo del 1° marzo 2013, determini le ragioni di tali eventi, responsabili di una crisi politica nel Paese. Il documento mette dunque in evidenza i progressi registrati dalla Macedonia, negli ultimi cinque anni e sottolinea la necessità di continuare a lavorare a favore dell'attuazione dell'accordo quadro di Ohrid, della riforma del sistema giudiziario, della lotta contro la corruzione e della libertà di espressione. <strong>Kathimerini: La Grecia ha un piano B se le linee rosse cadono?</strong> Il fatto che la presidenza irlandese dell'Unione Europea abbia deciso di non discutere in merito all'avvio dei negoziati di adesione della Macedonia, in occasione del Consiglio Affari generali, rappresenta uno sviluppo soddisfacente per la Grecia - si apprende dal quotidiano ateniese "Kathimerini", il quale sostiene che l'Europa mira a risolvere la questione al più presto, durante il vertice di dicembre o nel mese di giugno 2014, con la convinzione che Atene e Skopje possano raggiungere dei compromessi e risolvere il problema come è avvenuto tra i serbi e gli albanesi del Kosovo, sotto la supervisione di Bruxelles. "Gli intenditori annunciano l'arrivo di una "tempesta'" di pressioni e ricatti e temono che la fortezza 'Erga Omnes' possa cadere. La domanda è: "Atene ha un piano B o intende cadere eroicamente combattendo per le linee rosse?", è quanto si legge nel "Kathimerini".
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