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NOTIZIE · OI-303802 · 25/06/2013 16:35:00 · 4743 g fa2 min lettura
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Nuovi investitori italiani intendono trasferirsi in Serbia

DiOsservatorio ItalianoSommario

Belgrado - Gli imprenditori della regione di Jagodina, che nella giornata di sabato 22 giugno, sono rientrati da Roma, dove hanno trascorso la scorsa settimana, in sei mesi si sono recati, almeno tre volte in Italia. In quest'ultima occasione hanno avuto…

Belgrado - Gli imprenditori della regione di Jagodina, che nella giornata di sabato 22 giugno, sono rientrati da Roma, dove hanno trascorso la scorsa settimana, in sei mesi si sono recati, almeno tre volte in Italia. In quest'ultima occasione hanno avuto modo di visitare le compagnie che intendono costruire le loro fabbriche in Serbia. Circa cinquanta imprenditori serbi, hanno dunque presentato ai colleghi italiani i privilegi degli affari in questo Paese. "La nostra posizione e le relazioni che abbiamo con la Russia sono importanti tanto che vogliono costruire degli stabilimenti in Serbia per poter esportare i prodotti in Russia, senza dazi doganali", ha riferito l'imprenditore Miroljub Radovanovic. A sua volta Milovan Vidojevic ha spiegato che il costo del lavoro in Serbia è inferiore, così come il prezzo dei prodotti, che mantengono, pur sempre, un'ottima qualità. Gli imprenditori di Jagodina sperano quindi che il Paese risulti ancora più attraente agli occhi degli investitori italiani. Ricordiamo che esiste già un'altra compagnia che ha deciso di giungere in Serbia, oltre alla Aunde, la quale ha recentemente dato il via ai lavori per la costruzione del suo stabilimento nel Paese. "La società Vibac, nel mese di agosto, arriverà nella Jagodina e si occuperà della produzione di nastri adesivi. Grazie ai benefici offerti dalla Serbia, quest'azienda potrà fare il suo ingresso nei nuovi mercati" ha dichiarato Patrizio Masini, il direttore della Vibac. In Serbia operano circa 600 imprese italiane nelle quali lavorano 20 mila operai. Il Presidente del Parlamento della città di Jagodina, Dragan Markovic-Palma, ha precisato che nessuna compagnia italiana ha più lasciato la Serbia. "La maggior parte delle città serbe offrono i loro territori in maniera gratuita permettendo investimenti sicuri. Inoltre il Governo serbo dona 10.000 euro, come sovvenzione, per i nuovi posti di lavoro e non vi sono dazi doganali con la Russia, la Bielorussia, la Turchia ed il Kazakistan", ha ricordato Markovic. Pertanto negli ultimi sette mesi 10 imprese italiane si sono trasferite in Serbia.

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