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Sarajevo - La società petrolifera russa, la GazpromNeft, che nei mesi scorsi aveva acquistato le stazioni di servizio della OMV in BiH, ha risolto il contratto biennale sull'affitto dei terminali della Naftni terminali FBiH (NTF) a Ploce. Infatti,…
Sarajevo - La società petrolifera russa, la GazpromNeft, che nei mesi scorsi aveva acquistato le stazioni di servizio della OMV in BiH, ha risolto il contratto biennale sull'affitto dei terminali della Naftni terminali FBiH (NTF) a Ploce. Infatti, la società "G-Petrol" di Sarajevo, che è stata fondata dalla GazpromNeft dopo aver comprato le stazioni di rifornimento del carburante della OMV, recentemente ha avvisato la NFT che dal prossimo 1° luglio non utilizzerà più i terminali di questa società, occupati in antecedenza dalla OMV, scrive "Dnevni avaz", domenica 2 giugno. Inoltre la capacità totale è di 10.000 metri cubi. Il Direttore generale della NTF, Rasim Kadic, afferma che la perdita del cliente russo è un grande colpo per la NFT di Ploce, che aveva già pubblicato il tender sull'affitto dei terminali, abbandonati dalla GazpromNeft, e ha aggiunto che la risoluzione del contratto con la GazpromNeft per la NFT Ploce comporta delle perdite di 60.000 euro al mese. Comunque, i russi hanno promesso di pagare entro i prossimi due mesi i fondi previsti dal contratto valido fino a dicembre di quest'anno, ha reso noto Kadic, spiegando che l'unico contratto pluriennale rimasto in piedi sull'affitto dei serbatoi alla NTF è quello con la Petrolom, il cui termine di scadenza è il 2018, mentre tutti gli altri sono contratti conclusi nei due anni. Il quotidiano "Dnevni avaz" avverte che la risoluzione del contratto con la NTF è dovuto alla intenzione della GazpromNeft di passare la distribuzione dei prodotti petroliferi da Ploce a Pancevo, in Serbia, e a riguardo girano voci sul ritiro dei russi dalla raffineria di petrolio di Modrica allo scopo di passare tutti gli affari petroliferi alla Naftna industrija Srbija (NIS), la società serba di proprietà del gigante russo GazpromNeft.
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