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Belgrado / Novi Sad - La dichiarazione sulla protezione dei diritti costituzionali della Vojvodina è stato il tema principale, affrontato dai politici serbi. L'autore di questa bozza, ossia il Premier della Provincia Autonoma, Bojan Pajtic, al…
Belgrado / Novi Sad - La dichiarazione sulla protezione dei diritti costituzionali della Vojvodina è stato il tema principale, affrontato dai politici serbi. L'autore di questa bozza, ossia il Premier della Provincia Autonoma, Bojan Pajtic, al quale è stato chiesto di dimettersi affinché vi sia la possibilità di effettuare nuove elezioni, si è detto disposto a cancellare solo una frase dalla dichiarazione. Il Presidente del Parlamento della Vojvodina, Istvan Pastor non ha apprezzato il fatto che il Governo della Vojvodina voglia discutere in merito al documento in esame, nel corso della prossima riunione ed ha aggiunto che, non intendono organizzare nuove votazioni. Allo stesso tempo, Il Partito Progressista Serbo (SNS) non vuole rinunciare alle richieste politiche che sono state espresse durante le proteste avvenute, venerdì 12 aprile, a Novi Sad, riguardanti l'esclusione della dichiarazione dalla procedura parlamentare, le dimissioni di Bojan Pajtic e l'organizzazione di nuove elezioni nella Vojvodina.<br /> <br /> Pajtic è disposto ad eliminare solo una frase dalla bozza dove è riportato che la Vojvodina si trova all'interno della Serbia perché i cittadini hanno deciso in questo modo, ma non vuole rinunciare alla dichiarazione. Questi non intende dare le dimissioni, a meno che la petizione non venga firmata da 850.000 cittadini della Vojvodina, superando in questo modo la metà degli aventi diritto al voto. L'SNS non vuol discutere in merito alla dichiarazione ed ha chiesto l'immediata esclusione dalla procedura parlamentare. Il Vice Presidente del partito, Igor Mirovic, ha dichiarato di non essere disposto ad effettuare nessun colloquio circa la bozza. Stando alle sue parole, scegliendo di prendere in esame il documento, involontariamente lo si approva.<br /> Nonostante la petizione e le richieste dell'SNS, questa dichiarazione sarà il tema della prossima riunione del Parlamento della Vojvodina. Del resto Pastor ha spiegato che, in qualità di Presidente del Parlamento, non può organizzare le elezioni a suo piacimento, perché sono previste delle situazioni, in base alle quali, è possibile procedere in questo senso. Pastor ha riferito inoltre che le votazioni si terranno solo ed esclusivamente se tutte le condizioni verranno completate. Secondo il Partito Democratico Serbo (DSS), Pajtic non vuol dare le dimissioni per nascondere le malversazioni commesse. Il portavoce del DSS, Petar Petkovic, ha ricordato che resta ancora da capire cosa sia successo all'interno della Banca di Sviluppo della Vojvodina (Razvojna banka Vojvodine, RBV), individuando i responsabili delle attività criminali avvenute nella banca. Contemporaneamente, a Novi Sad e nel resto della Vojvodina sta continuando la raccolta delle firme contro la dichiarazione e per le dimissioni di Pajtic. L'SNS spera di poter superare, quanto prima, le 100.000 firme.<br />
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