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Zagabria - Il Presidente del sindacato dell'economia petrolifera (Sindikat naftnog gospodarstva, SING), Bozo Miku, giovedì 21 febbraio, durante una conferenza stampa si è espresso in merito alla nuova legge sulle miniere. "La…
Zagabria - Il Presidente del sindacato dell'economia petrolifera (Sindikat naftnog gospodarstva, SING), Bozo Miku, giovedì 21 febbraio, durante una conferenza stampa si è espresso in merito alla nuova legge sulle miniere. "La nuova proposta di legge sulle miniere presenta delle soluzioni problematiche dal momento che ci sarà una riduzione degli incassi dello Stato, ottenuti dagli affitti dei campi destinati allo sfruttamento del petrolio senza contare la diminuzione dei posti di lavoro, pertanto siamo contrari alla norma", ha riferito Bozo Miku. "Il nuovo disegno è sbagliato poiché alcune norme non prevedono concessioni per le ricerche e lo sfruttamento delle risorse minerarie, inoltre vi è un provvedimento che proibisce al concessionario di sfruttare un campo dopo 40 anni, nonostante le risorse minerarie non siano state utilizzate completamente" ha aggiunto Mikus. Secondo quest'ultimo, la nuova legge è illogica, poiché chi investe nelle ricerche petrolifere non ha poi la garanzia di poter sfruttare le risorse scoperte. Infatti il decreto stabilisce che, una volta avvenuta la scoperta, venga organizzata una gara d'appalto per lo sfruttamento dando modo ad un'altra società di effettuare quest'attività. "Una soluzione simile è inammissibile anche se la legge prende in esame la possibilità di ottenere la concessione speciale per le ricerche e per lo sfruttamento. Anche il limite di 40 anni per l'utilizzo di una località è inaccettabile per il gruppo INA, il quale sfrutta svariati giacimenti oltre il termine prestabilito data la presenza di risorse", ha dichiarato Mikus. Il Governo, con questo decreto, vuole attirare grandi investitori nel settore in esame, coinvolgendo svariate compagnie per un periodo di 15 o 25 anni considerando i primi 3 -5 anni necessari per la ricerca ed i restanti dedicati allo sfruttamento. L'INA lavora in modo diverso, effettua uno sfruttamento lento, superando il periodo di 20 anni - ha reso noto Mikus. Questi, parlando delle modifiche riguardanti la nuova legge circa la privatizzazione dell'INA ha sottolineato che con la normativa cambierà l'accordo sulla quota fra i due più grandi azionisti: lo Stato e la MOL e si dovrà agire affinché lo Stato non perda il controllo dell'INA. Su questo abbiamo discusso all'interno del SING dopo la prima legge sulla privatizzazione dell'INA, ha concluso Mikus.
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